{"id":13012,"date":"2021-03-04T17:12:33","date_gmt":"2021-03-04T16:12:33","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/genova\/?p=13012"},"modified":"2021-03-04T17:12:40","modified_gmt":"2021-03-04T16:12:40","slug":"desiderare-il-mondo-un-mese-dedicato-alle-donne-al-circolo-dei-lettori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/genova\/eventi\/desiderare-il-mondo-un-mese-dedicato-alle-donne-al-circolo-dei-lettori\/","title":{"rendered":"Desiderare il mondo: un mese dedicato alle donne al Circolo dei Lettori"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Marzo<\/strong>:&nbsp;<strong>il mese delle donne<\/strong>. Forse l'appuntamento pi\u00f9 celebre \u00e8 quello con l'8 marzo, ma il&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/www.circololettori.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Circolo dei Lettori<\/a><\/strong>&nbsp;ha deciso di estendere la celebrazione dell'universo femminile all'intero mese, con uno speciale ciclo di incontri dedicati al desiderio di conoscenza necessario a&nbsp;<strong>interpretare il presente<\/strong>&nbsp;e ad affrontare la&nbsp;<strong>complessit\u00e0 del femminile<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lezioni, dialoghi e presentazioni editoriali su temi cruciali<\/strong>: lavoro, politica, scienza, maternit\u00e0, malattia, societ\u00e0, cultura e ambiente, un programma multiforme, il cui filo rosso \u00e8&nbsp;lo slancio, spontanea propensione dell\u2019animo femminile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tante scrittrici per parlare di tutto questo. Dal primo al 31 marzo sono attese, tra le altre: la storica della scienza&nbsp;<strong>Naomi Oreskes<\/strong>&nbsp;che dialoga con&nbsp;<strong>Silvia Bencivelli<\/strong>&nbsp;sul carattere sociale della conoscenza scientifica; la scrittrice e docente di letteratura a Yale&nbsp;<strong>Susan Choi<\/strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>Michela Marzano&nbsp;<\/strong>per la presentazione di&nbsp;<em>Esercizi di fiducia&nbsp;<\/em>(SUR), una storia di ricordi sfalsati per difendersi dal passato; la matematica e pianista&nbsp;<strong>Eugenia Cheng<\/strong>&nbsp;che invita a utilizzare le formule per risolvere i pregiudizi di genere; le scrittrici&nbsp;<strong>Michela Murgia<\/strong>&nbsp;con<em>Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire pi\u00f9<\/em>&nbsp;(Einaudi) e&nbsp;<strong>Giulia Caminito&nbsp;<\/strong>con&nbsp;<em>L\u2019acqua del lago non \u00e8 mai dolce<\/em>&nbsp;(Bompiani); la fondatrice di Women Who, piattaforma che connette e supporta in tutto il mondo le donne che lavorano,&nbsp;<strong>Otegha Uwagba<\/strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>Francesco Costa<\/strong>; l\u2019autrice danese&nbsp;<strong>Siri R.H. Jacobsen<\/strong>&nbsp;che in&nbsp;<em>Lettera tra due mari&nbsp;<\/em>(Iperborea)&nbsp;rifonda il mito della grande madre per arricchire di poesia e femminile il discorso sull\u2019ambiente; e ancora molte altre.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I primi incontri<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Trasmessi online su Facebook, YouTube, circololettori.it<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Luned\u00ec 1 marzo ore 18 | Sul carattere sociale della conoscenza scientifica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Perch\u00e9 fidarsi della scienza?<\/strong><\/em>&nbsp;(Bollati Boringhieri)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Naomi Oreskes&nbsp;<\/strong>con&nbsp;<strong>Silvia Bencivelli&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Docente alla Harvard University, Naomi Oreskes costruisce una solida e avvincente difesa della scienza, mostrando in che modo il carattere sociale della conoscenza scientifica sia la sua forza pi\u00f9 grande e la ragione migliore per darle fiducia. Per farlo parte proprio dai casi in cui gli scienziati si sono sbagliati, da errori lampanti - come la tesi sull\u2019energia limitata delle donne (che non possono dedicarsi agli studi e all'istruzione superiore senza indebolire le proprie funzioni riproduttive) o l\u2019eugenetica, tanto cara ai nazisti. Quando queste teorie, seppur errate, erano diffuse, esisteva comunque una comunit\u00e0 scientifica che non offriva il proprio consenso e metteva in evidenza aspetti ideologici e interessi nascosti. Ed \u00e8 questo processo sociale a cui dobbiamo affidarci: non ai singoli scienziati - per quanto saggi o autorevoli -, ma allo scrutinio rigoroso e plurale che soggiace a ogni consenso scientifico condiviso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mercoled\u00ec 3 marzo ore 21 | Morire di linguaggio (in diretta su Instagram)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire pi\u00f9<\/strong><\/em>&nbsp;(Einaudi)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Michela Murgia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le ingiustizie che le donne vivono e le parole che sentono esiste un legame mortificante: per ogni disparit\u00e0 di diritti che le donne subiscono esiste un impianto verbale che lo sostiene e lo giustifica. Se si \u00e8 donna, in Italia si muore anche di linguaggio. \u00c8 una morte civile, ma non per questo fa meno male. \u00c8 con le parole che si pu\u00f2 sparire dai luoghi pubblici, dalle professioni, dai dibattiti e dalle notizie, nella vita quotidiana, come quando non si dice avvocata o architetta, altrimenti \u00abdovremmo dire farmacisto\u00bb. Quando fate un bel lavoro, ma vi chiedono prima se siete mamma. Quando siete le uniche di cui non si pronuncia mai il cognome, se non con un articolo determinativo davanti. Quando si mettono a spiegarvi qualcosa che sapete gi\u00e0 perfettamente, quando vi dicono di calmarvi, di farvi una risata, di scopare di pi\u00fa, di smetterla di spaventare gli uomini con le vostre opinioni, di sorridere piuttosto, e soprattutto di star zitta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gioved\u00ec 4 marzo ore 18 | Riscrivere il passato per difendersi dai ricordi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Esercizi di fiducia<\/strong><\/em>&nbsp;(SUR)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Susan Choi<\/strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>Michela Marzano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>nell\u2019ambito di&nbsp;<strong>Io amo leggere-Voci di donna con il contributo di Fondazione Cariplo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Esercizi di fiducia, National Book Award 2019, \u00e8 una storia sui ricordi sfalsati, su quel meccanismo di difesa che ci porta a raccontarci un passato diverso da quello che effettivamente \u00e8 stato, per difenderci dal dolore del vissuto, per nascondere ferite che comunque non andranno mai via. \u00c8 la storia dell\u2019amore fra due quindicenni, dei rapporti di potere tra studenti di una scuola di teatro e professori carismatici che usano in maniera subdola il loro potere, delle dinamiche malsane tra giovani donne e sedicenti intellettuali maschi. Diviso in tre parti, quanti i punti di vista dei protagonisti, racconta quell\u2019imparzialit\u00e0, a volte necessaria a volte ipocrita, dei ricordi, che nutre senza sosta l\u2019attrito fra verit\u00e0 e finzione - nella letteratura, nella vita, nella memoria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Luned\u00ec 8 marzo ore 18.30 | Usare la matematica contro patriarcato, man-splaining e sessismo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>X e Y. Una formula per risolvere i pregiudizi di genere<\/strong><\/em>&nbsp;(Ponte alle Grazie)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Eugenia Cheng<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La matematica, da sempre, serve per immaginare cose che non vediamo nella realt\u00e0 che ci circonda: i numeri irrazionali, la quarta dimensione, le radici quadrate. Perch\u00e9, dunque, non metterla alla prova con la pi\u00f9 inimmaginabile delle cose: la scomparsa del pregiudizio di genere. Attraverso la logica possiamo trovare un modo nuovo per parlare di patriarcato, man-splaining e sessismo. Ragionando con calma e precisione su questi argomenti che rendono il mondo un posto molto difficile per le donne, usando le statistiche e la deduzione, l\u2019insiemistica e il sillogismo, Eugenia Cheng riesce a portare chiarezza dove invece c\u2019\u00e8 solo confusione, illuminare con originalit\u00e0 argomenti logori e porta un modo nuovo e liberatorio di pensare al mondo e al posto che le donne dovrebbero e vorrebbero occupare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marted\u00ec 9 marzo ore 18 | Whiteness: quando la solidariet\u00e0 non basta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Bianchi<\/strong><\/em>(Solferino)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Otegha Uwagba&nbsp;<\/strong>con<strong>&nbsp;Francesco Costa&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>nell\u2019ambito di&nbsp;<strong>Io amo leggere-Voci di donna con il contributo di Fondazione Cariplo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019uccisione di George Floyd, tutto il mondo \u00e8 insorto, inondando le citt\u00e0 di proteste e i social di sdegno. Ma tutto questo non basta, dice Otegha Uwagba. La vera svolta avverr\u00e0 solo con quella che nel libro definisce allyship: per eliminare davvero il razzismo, cio\u00e8, i bianchi dovrebbero rinunciare per primi ai loro privilegi. La fondatrice della piattaforma Women Who, creata per mettere in connessione e supportare le donne lavoratrici di tutto il mondo, si rivolge non ai fanatici intolleranti, ma ai bianchi progressisti, illuminati, proprio quelli che hanno gridato allo scandalo. Per essere davvero alleati dei neri, devono rinunciare alla whiteness, rifiutare, tradire, negare dall\u2019interno, un sistema che produce vantaggi a beneficio esclusivo dei bianchi. Sono disposti a pagare questo prezzo?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gioved\u00ec 11 marzo ore 18 | Piccole grandi donne crescono<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>L\u2019acqua del lago non \u00e8 mai dolce<\/strong><\/em>(Bompiani)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giulia Caminito<\/strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>Gaia Manzini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gaia \u00e8 una ragazzina spaurita che vive in venti metri quadri con la mamma Antonia, il padre sulla sedia a rotelle per colpa di un incidente sul lavoro, il fratello maggiore e due gemelli pi\u00f9 piccoli. Da corso Trieste a Roma, si trasferiscono, grazie alla tostissima madre, ad Anguillara, sul lago di Bracciano. Mentre Antonia mantiene la famiglia facendo le pulizie, Gaia prima alle medie, poi al liceo classico, reagisce ai torti subiti con violenza imprevedibile. Sono gli anni duemila, Gaia scopre l\u2019amicizia e il senso di appartenenza, il tradimento e la delusione. Una storia di crescita, di cadute e riscatti impossibili in una Roma molto dura e realistica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Luned\u00ec 15 marzo ore 18 | L\u2019acqua: memoria e futuro, del Mondo e di tutti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Lettera tra due mari<\/strong><\/em>(Iperborea)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Siri Ranva Hjielm Jacobsen<\/strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>Natascha Lusenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua non \u00e8 solo un insieme fluido, compatto, di gocce che scivolano e vanno, sfiorando terre, formando mari, oceani, universi sommersi. \u00c8 memoria del Mondo e delle persone. \u00c8 il passato e il futuro. \u00c8 pur anche un elemento cos\u00ec fragile che, troppe volte dato per scontato, va protetto in ogni sua forma.&nbsp;Le d\u00e0 voce Siri Ranva Hjielm Jacobsen, l\u2019autrice di Isola, in un racconto epistolare tra due sorelle, Acqua Atlantica e Acqua Mediterranea, che, definito dai critici un manifesto idro-femminista del nostro tempo, pone l\u2019attenzione sulla sua difesa, ma anche sulla vita di tutti gli esseri della Terra e sul cambiamento climatico.<a href=\"\/#facebook\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Facebook<\/a><a href=\"\/#twitter\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Twitter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marzo:&nbsp;il mese delle donne. 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