{"id":5316,"date":"2014-10-17T01:03:35","date_gmt":"2014-10-16T23:03:35","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/?p=5316"},"modified":"2014-10-17T01:03:35","modified_gmt":"2014-10-16T23:03:35","slug":"borgo-po-e-la-gran-madre-quando-si-dice-che-torino-e-un-gioello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/genova\/4passi\/borgo-po-e-la-gran-madre-quando-si-dice-che-torino-e-un-gioello\/","title":{"rendered":"Borgo Po e la Gran Madre"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Sar\u00e0 capitato a tanti torinesi, ai turisti e ai bambini curiosi di stare incollati al finestrino dell\u2019aereo quando si sta per atterrare a Caselle. La maggior parte dei voli diretti nella nostra citt\u00e0 sorvola Torino e compie una curva proprio in corrispondenza delle nostre colline. Si vede il Po, subito, che curva tranquillo tra due sponde di verde. Da un lato c\u2019\u00e8 il Parco del Valentino, dall\u2019alto la collina. Dall\u2019aereo lo sguardo riconosce facilmente Superga e subito sotto la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Gran Madre<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>il Monte dei Cappuccini<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Villa della Regina<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">. Tre gioielli per una citt\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Non \u00e8 necessario stare su un aereo per assaporare la bellezza di questo lato della citt\u00e0: si pu\u00f2 dedicare alla collina un\u2019intera giornata, semplicemente passeggiando su e gi\u00f9 per le sue vie eleganti, lasciando che i pensieri si facciano cullare dall\u2019inconfondibile <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>stile liberty<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"> dei palazzi e delle ville, e giocando a far correre gli occhi su e gi\u00f9 verso prospettive e scorci di impareggiabile fascino. Tutti tinti di verde se \u00e8 estate, arancione e giallo se \u00e8 autunno, bianco se \u00e8 inverno. Sempre consapevoli di un fatto, a volte sottovalutato: anche se sono tanti i torinesi che attraversano questo lato della citt\u00e0 solo per scorrere veloci su corso Casale e corso Moncalieri, si potrebbe mai immaginare Torino senza il Borgo Po e i suoi gioielli architettonici?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">La risposta \u00e8 semplicemente no! Si arriva alla Gran Madre, il piccolo pantheon di Torino, dal ponte Vittorio Emanuele I, che collega piazza Vittorio Veneto alla collina. Si arriva qui dando le spalle alla citt\u00e0 e ci si immerge in un attimo in un\u2019atmosfera completamente diversa, pi\u00f9 signorile da un lato e pi\u00f9 pacifica dall\u2019altro. Una volta attraversato il ponte e il trafficato incrocio, la passeggiata inizia subito con una sosta: il sagrato della chiesa. Il luogo da dove Torino ha un\u2019altra faccia: basta infatti girarsi verso piazza Vittorio per cogliere <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>l\u2019aspetto regale della citt\u00e0<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">, l\u2019inconfondibile ed elegante tocco francese. \u00c8 infatti alla Francia di Napoleone e a Vittorio Emanuele I che si deve la costruzione dell\u2019impianto originario della zona: il primo fece costruire il ponte (che infatti inizialmente portava il suo nome), ponendo fine ai problemi di attraversamento del fiume che affliggevano la citt\u00e0 nel Settecento. Il secondo, proprio per volont\u00e0 di riprendere possesso della citt\u00e0 dopo l\u2019occupazione francese, fece progettare piazza della Gran Madre e la chiesa omonima, tentando di rivaleggiare in grandiosit\u00e0 e imponenza con l\u2019era napoleonica. \u00c8 per questa ragione che sulla facciata della Gran Madre troneggia la scritta <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>ORDO POPVLVSQVE TAVRINVS OB ADVENTVM REGIS<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"> (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>La nobilt\u00e0 e il popolo di Torino per il ritorno del Re<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">)<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>. <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il progetto urbanistico sabaudo, infatti, prevedeva la costruzione di lussuosi edifici tutto intorno alla chiesa, incastonati da un lungo ed elegante porticato. Il progetto non and\u00f2 in porto per via dei suoi elevati costi ma la veduta ideale della citt\u00e0 \u00e8 pervenuta fino a noi in un quadro di Carlo Bossoli conservato alla GAM di Torino e intitolato proprio <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Veduta ideale delle sponde del Po<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Alcuni segni di quel progetto, tuttavia, sono arrivati fino a noi: un numero discreto di pregiate colonne rosate, inizialmente costruite per il porticato, sono incastonate negli edifici vicino alla chiesa e la Gran Madre stessa, insieme alla splendida piazza Vittorio Veneto, \u00e8 diventata il principale destinatario delle risorse economiche stanziate allora, diventando nei secoli uno dei principali simboli della citt\u00e0. Un simbolo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>sacro e profano<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"> insieme. Se da un lato, infatti, la chiesa rappresenta attraverso le sue statue e la sua architettura gli inconfondibili valori della fede e della religione (le statue sul sagrato, realizzate dallo scultore Chelli, si chiamano proprio cos\u00ec, mentre i quattro bassorilievi interni raffigurano le tappe fondamentali della vita di Maria, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Nativit\u00e0<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Presentazione al Tempio<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Sposalizio<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Incoronazione<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">), dall\u2019altro si dice che proprio da qui sia possibile mettersi sulle tracce del Sacro Graal, seguendo la traiettoria dello sguardo della statua della Fede, proprio quella che innalza al cielo, stretta nella sua mano, una coppa dalle somiglianze inquietanti. Allo stesso modo, c\u2019\u00e8 una certa tradizione che fa risalire la costruzione originaria della chiesa all\u2019antichit\u00e0 romana o addirittura egizia, sostenendo che proprio dove ora c\u2019\u00e8 la Gran Madre ci sarebbe stato un grande e importante tempio dedicato a Iside. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Dove si fermi la verit\u00e0 e dove inizi la leggenda \u00e8 poco chiaro. Quello che senza dubbio non pu\u00f2 essere messo in discussione \u00e8, tuttavia, l\u2019atmosfera unica che la Gran Madre crea insieme agli altri due gioielli della zona: il Monte dei Cappuccini e Villa della Regina. Il primo, raggiungibile a piedi in soli quindici minuti dalla piazza da dove ora la passeggiata \u00e8 ripresa, ospita un convento, il Museo della Montagna e una delle viste pi\u00f9 spettacolari di Torino e dell\u2019arco alpino che la abbraccia. La seconda, patrimonio mondiale dell\u2019UNESCO, fa parte delle residenze sabaude ed \u00e8 chiamata cos\u00ec perch\u00e9 ha ospitato le consorti di due Re di Sardegna, Anna Maria di Orl\u00e9ans e Maria Antonia Ferdinanda di Spagna. Dopo una ristrutturazione che l\u2019ha resa ancora pi\u00f9 bella e che si \u00e8 conclusa da poco, la residenza colpisce per la meravigliosa struttura seicentesca e per i grandi giardini ad anfiteatro del retro. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Facendo tappa all\u2019ormai conosciutissimo Gran Bar per una merenda o in uno dei ristoranti storici ai piedi della collina per un ristoro un po\u2019 pi\u00f9 sostanzioso, la passeggiata di Borgo Po, una volta esplorati i tre gioielli architettonici, continua su e gi\u00f9 per le vie silenziose e raffinate che portano nella parte pi\u00f9 alta del territorio: strade come via Monferrato, via Lanfranchi, via Villa della Regina e via Santorre di Santarosa fanno paragonare Torino a Parigi e piazza della Gran Madre place Saint Michel. Contribuiscono senz\u2019altro alla somiglianza parigina le ville e i palazzi residenziali, famosi per i prezzi d\u2019acquisto stellari e i costosissimi sistemi d\u2019antifurto, ma anche quell\u2019aria romantica e un po\u2019 misteriosa del reticolo urbano, ideale per chi ha bisogno di staccarsi dalla frenesia della citt\u00e0 e andare alla ricerca di tesori nascosti. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ogni terza domenica del mese piazza della Gran Madre ospita un mercatino vintage ormai noto da anni: organizzato dall\u2019associazione Effetto Vintage, \u00e8 una riunione di tradizione, sentimento e colore. Gli espositori sono una cinquantina e gli oggetti in vendita sono dei tipi pi\u00f9 disparati: dai mobili antichi all\u2019abbigliamento, dalla bigiotteria agli accessori pi\u00f9 pregiati, il mercatino si sposa perfettamente con l\u2019atmosfera del quartiere. \u00c8 prezioso ma non pretenzioso, \u00e8 centrale ma lontano dal clamore, \u00e8 tradizionale ma vivace, \u00e8 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>vissuto e non usato<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">, esattamente come vuole la parola vintage. Tutte queste somiglianze hanno reso il mercatino un momento non solo di shopping ma anche di scambi umani \u201cquasi letterari\u201d (cos\u00ec li definiscono gli organizzatori), emozioni di antico stampo e scoperte interessanti.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Non \u00e8 affatto un caso se una delle case editrici pi\u00f9 importanti di Torino e una delle pi\u00f9 tradizionali d\u2019Italia abbia sede proprio in questa zona. Si tratta dell\u2019Allemandi, editore specializzato in pubblicazioni museali e artistiche. Cataloghi di mostre, biografie di artisti, collane che raccontano le tendenze del design e dell\u2019architettura degli ultimi secoli, approfondimenti di archeologia e collezionismo, profili di Torino e del Piemonte, antologie e racconti, tutto questo costituisce un catalogo unico e insostituibile nel panorama editoriale italiano e ben si sposa con l\u2019eleganza e lo stile dello spazio in cui lavora la redazione. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Non \u00e8 solo la Gran Madre a destare l\u2019interesse dei pi\u00f9 curiosi. Che il Sacro Graal sia proprio sotto la chiesa o ne indichi semplicemente la direzione, tutta la zona oggi raccolta sotto il nome Borgo Po \u00e8 coinvolta nella Torino magica, quella particolare rappresentazione della nostra citt\u00e0 che la vuole protagonista insieme a Lione e Praga (secondo una tradizione) o San Francisco e Londra (secondo un\u2019altra tradizione) di alcune triangolazioni legate sia alla magia bianca che a quella nera. Se i particolari legati a questa rappresentazione possono essere incerti e dubbiosi, \u00e8 invece una certezza il fatto che nella zona della Gran Madre si siano verificati eventi misteriosi: una leggenda vuole che nella prima pietra del pilone centrale del ponte Vittorio Emanuele I sia conservato un tesoro composto da 88 monete d\u2019oro e un metro lineare d\u2019argento, probabilmente messo qui dai francesi come commemorazione; un\u2019altra, invece, parla di lingue di fuoco miracolose che nel 1640 protessero le ostie consacrate e il tabernacolo del convento dei Cappuccini durante un saccheggio di soldati; infine \u2013 ma questa non \u00e8 affatto una leggenda \u2013 Dario Argento scelse proprio il convento di Villa Scott, in corso Lanza, per girare alcune riprese del famoso <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Profondo Rosso<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"> e la fece cos\u00ec diventare \u201cla villa del bambino urlante\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 capitato a tanti torinesi, ai turisti e ai bambini curiosi di stare incollati al finestrino dell\u2019aereo quando si sta per atterrare a Caselle. 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