{"id":6523,"date":"2015-04-28T16:21:44","date_gmt":"2015-04-28T14:21:44","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/?p=6523"},"modified":"2015-04-28T16:21:44","modified_gmt":"2015-04-28T14:21:44","slug":"marco-paolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/genova\/people\/marco-paolini\/","title":{"rendered":"Marco Paolini, il richiamo del palcoscenico"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\" style=\"color: #5b9e00\"><i>E' quello che spinge un grande artista come Marco Paolini a mettersi sempre in gioco con sfide nuove. Che lo portano dai suoi spettacoli pi\u00f9 impegnati a quelli pi\u00f9 di intrattenimento, come il suo ultimo \u201cBallata di Uomini e Cani\u201d, presentato al Carignano. Un omaggio a Jack London e al suo spirito d'avventura<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">A<\/span>ffidare pezzi della propria storia a un narratore non \u00e8 cosa semplice. \u00c8 necessario che il narratore sia bravo, sia uno fidato, per convincersi a separarsi da una parte di s\u00e9 e lasciare che qualcun altro la racconti mettendoci del proprio. Marco Paolini \u2013 drammaturgo, regista, attore, classe 1956 \u2013 bravo lo \u00e8 davvero. Forse il migliore, in quello che fa. Altrimenti, non avremmo potuto consegnargli a cuor leggero delle pagine cos\u00ec importanti della storia italiana (tragedie ancora avvolte dal mistero come Ustica o il Vajont, anni bui come quelli delle Guerre Mondiali), sicuri di averne indietro dei capolavori di narrazione. \u00c8 con questo tipo di racconti, soprattutto con la tragedia del Vajont (sicuramente il suo spettacolo pi\u00f9 famoso, pluripremiato e portato in televisione su Rai2 nel 1997, in occasione del trentaquattresimo anniversario del disastro), che Paolini \u00e8 diventato uno dei massimi esponenti contemporanei del \u201cteatro di narrazione\u201d, regalando al grande pubblico la sua incredibile capacit\u00e0 di raccontare sul palcoscenico fatti reali, che parlano di noi. Ma un'artista \u00e8 un'artista, e non si pu\u00f2 confinare all'interno di un ruolo, di un personaggio, di un genere. \u00c8 il motivo per cui Paolini ha deciso, questa volta, di portare a teatro (anche a Torino, al Carignano, dal 14 al 19 aprile) qualcosa di totalmente diverso dagli spettacoli che l'hanno reso famoso: \u201cNon volevo essere vincolato da quello che la gente si aspetta da me\u201d, ci dice spiegandoci questa scelta.<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Marco Paolini, ci racconta questa sua \u201cBallata di uomini e cani\u201d? <\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">\u00ab\u00c8 un tributo a Jack London: ho preso tre suoi racconti \u2013 Macchia, Bastardo e Preparare un fuoco, ndr \u2013 e ne ho tirato fuori uno spettacolo, dandogli la forma di una specie di canzoniere. Ho scelto dei racconti brevi e non un romanzo perch\u00e9 mi davano pi\u00f9 libert\u00e0 sul palco, la stessa libert\u00e0 che ho ritrovato nel proporre al pubblico qualcosa di pi\u00f9 leggero del solito, una sorta di gioco teatrale. Ecco, la chiave di questo spettacolo \u00e8 forse la leggerezza: i contenuti non mancano, ma uno scrittore non va ridotto solo ai suoi contenuti, la narrazione \u00e8 fatta anche del semplice piacere di essere fruita. Non esiste un \u201cteatro d'avventura\u201d a cui mi potessi ispirare, e quindi l'ho dovuto immaginare io, e l'ho pensato come fosse un fumetto: una forma di narrazione \u201cleggera\u201d, appunto. E sempre nella stessa ottica ho alleggerito le parole traducendole in musica, che in questo spettacolo non \u00e8 un accompagnamento ma un elemento primario: spesso prende il testimone e d\u00e0 voce ai personaggi\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>La natura spesso aiuta a comprendere l'uomo, almeno nella sua parte pi\u00f9 istintiva. \u00c8 cos\u00ec anche in questo caso? C'\u00e8 una volont\u00e0 metaforica in questi racconti che parlano di cani?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">\u00abNessuno dei racconti di London sfugge a una lettura di questo tipo. In particolare il terzo racconto che ho portato in scena, \u201cPreparare\u00a0<\/span>un fuoco\u201d, pur essendo un racconto molto avaro, molto asciutto, \u00e8 una storia che non pu\u00f2 lasciare indifferenti, perch\u00e9 \u00e8 intrinsecamente ideologica, rispecchia fortemente il pensiero dello scrittore, la critica alla societ\u00e0 che gli sta intorno. Ma in London si pu\u00f2 trovare tutto e il contrario di tutto, era un uomo dalle mille idee, e ridurre la sua scrittura semplicemente al suo pensiero, come ho gi\u00e0 detto, sarebbe riduttivo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Perch\u00e9, tra tanti autori classici, ha scelto proprio Jack London? <\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">\u00abSono rimasto affascinato dalla sua vita, al punto che inizialmente volevo mettere in scena la sua autobiografia, ma poi ho optato per qualcosa\u00a0<\/span>di pi\u00f9 asciutto e veloce. London magari \u00e8 pi\u00f9 \u201crozzo\u201d di altri scrittori del suo tempo, la sua \u00e8 una scrittura dettata dall'urgenza. Aveva questa assurda regola per\u00a0 cui doveva scrivere almeno 1000 parole al giorno, era come un vulcano che erutta parole: non tutte ovviamente hanno lo stesso peso, ma c'\u00e8 comunque qualcosa di profetico in quello che scrive. Non \u00e8 un caso che questo scrittore inizialmente un\u00a0 po' snobbato diventi poi una delle muse della Beat Generation\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Zanna Bianca, Il Richiamo della Foresta: London si rivolgeva a un pubblico di adolescenti. Con questo spettacolo lei ha l'ambizione di portare i giovani a teatro?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">\u00abIn realt\u00e0 non ci ho pensato, anche se ovviamente mi farebbe piacere. A differenza\u00a0<\/span>di altri miei lavori, come ITIS Galileo, che erano fatti per essere portati nelle scuole, questo non \u00e8 stato creato in quell'ottica. Se \u00e8 teatro d'avventura, la piglia chi la cerca, giovane o vecchio che sia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Gi\u00e0, l'avventura. London era un avventuriero, uno che part\u00ec per la corsa all'oro nel Klondike. Lei si sente affine\u00a0<\/b><\/span><b>a lui in questo senso?<\/b><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">\u00abNo, per carit\u00e0! Alla mia et\u00e0, poi...\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Lei \u00e8 il massimo esponente contemporaneo di un teatro documentaristico, il teatro di narrazione. Come si concilia la verit\u00e0 con\u00a0<\/b><\/span><b>il palcoscenico, che \u00e8 il regno della finzione?<\/b><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">\u00abIn realt\u00e0 \u00e8 molto facile, basta pensare che in fondo la narrazione \u00e8 una grande invenzione, anche quando serve per costruire elementi storici. Per questo parlare di cronaca comporta una maledetta e grandissima responsabilit\u00e0, perch\u00e9 ogni costruzione \u00e8 inevitabilmente un artificio. Io per\u00f2 questo l'ho capito, e non sono<br \/>\na disagio: so che quello che racconto va aperto, scelto, montato. Non \u00e8 naturale, \u00e8 costruito\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Per questo tipo di teatro le attribuiscono molti discepoli, o eredi: Ascanio Celestini, Davide Enia, Giulio Cavalli, Mario Perrotta. Cosa pensa di questi giovani autori? Vede un passaggio di testimone? <\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">\u00abTrovo che sia sbagliato pensare a me come a un caposcuola. Quando ho iniziato ero a Settimo Torinese con Gabriele Vacis, e per un certo periodo ho lavorato con i suoi allievi, ma a provare a insegnare facevo solo danni, perch\u00e9 agli occhi degli spettatori quegli attori venivano sempre visti come miei cloni, quindi ho smesso. Quelli che lei ha citato stanno facendo dei meravigliosi percorsi in autonomia. Vede, quello che c'\u00e8 da segnalare \u00e8 che in tutte le arti del nostro paese c'\u00e8 una costante attenzione a occuparsi della memoria, a costruire depositi di storia. Questa attenzione molto nobile a combattere l'oblio non trova paragone in nessun altro paese europeo, e nasce dalla consapevolezza che il nostro \u00e8 un paese smemorato. Quindi io non sono per niente un capostipite di questa sensibilit\u00e0 artistica, bens\u00ec faccio parte di un grande e importante sforzo collettivo in questo senso\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Come diceva prima, lei ha iniziato la sua carriera teatrale a Settimo Torinese. Che ricordo ha di Torino?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">\u00abIo ho vissuto la Torino degli anni Ottanta, e negli anni ho misurato il cambiamento. Ho visto cosa \u00e8 successo nel passaggio post industriale, e via via ho visto fiorire la bellezza di questa citt\u00e0, ho visto il suo sforzo per farsi guardare, per farsi ricordare, per non essere mai banale. Uno sforzo condiviso da tutti i cittadini. Per questo oggi si pu\u00f2 dire che Torino esprime probabilmente il pi\u00f9 alto livello di civismo del nostro paese. Certo, ci sono cose difficili, cose ancora da migliorare, ma ci\u00f2 non toglie nulla alla stima che ho di Torino e dei Torinesi\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><i>di Valentina Dirindin<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E' quello che spinge un grande artista come Marco Paolini a mettersi sempre in gioco con sfide nuove. Che lo portano dai suoi spettacoli pi\u00f9 impegnati a quelli pi\u00f9 di intrattenimento, come il suo ultimo \u201cBallata di Uomini e Cani\u201d, presentato al Carignano. 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