{"id":6789,"date":"2015-09-21T11:38:35","date_gmt":"2015-09-21T09:38:35","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/?p=6789"},"modified":"2015-09-21T11:38:35","modified_gmt":"2015-09-21T09:38:35","slug":"toccare-il-cielo-e-unavventura-dello-spirito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/genova\/people\/toccare-il-cielo-e-unavventura-dello-spirito\/","title":{"rendered":"Manolo: come ho toccato il cielo"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\" style=\"color: #5a9d81\"><i>Scalare una montagna a mani nude \u00e8 un atto di fede. E richiede una concentrazione e una conoscenza di s\u00e9 degni di un asceta. Per questo il freeclimber Maurizio Zanolla, conosciuto da tutti come Manolo (\u00abUno di quei soprannomi che ti si appiccicano addosso da bambino, e non sai neanche pi\u00f9 perch\u00e9, ma te li porti dietro tutta la vita\u00bb) parteciper\u00e0 come ospite all'undicesima edizione di Torino Spiritualit\u00e0, dal 23 al 27 settembre a Torino<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">P<\/span>robabilmente Manolo (al secolo Maurizio Zanolla), non apprezzer\u00e0 che una sua intervista inizi col ricordo di quel famosissimo spot che gir\u00f2 negli anni Novanta, quello che ricordava che uno come lui era \u201cNo Limits\u201d. Ce lo immaginiamo lui, leggenda vivente del freeclimbing, inventore in Italia dell'arrampicata libera, scalatore delle montagne di tutto il mondo, soprannominato per questo \u201cIl Mago\u201d, a pensare con fastidio che, con tutte le imprese pazzesche che ha affrontato, a renderlo noto al grande pubblico \u00e8 stato un orologio. Per\u00f2 - e le chiediamo scusa, Manolo - \u00e8 da l\u00ec che vogliamo partire. Perch\u00e9 anche i meno sportivi non potevano non smettere di fare quello che stavano facendo per guardare in tiv\u00f9 quelle immagini di un ragazzone capelluto che scalava a mani nude vertiginose pareti di roccia in paesaggi mozzafiato. Tutti, in quel momento, avremmo voluto avere il fegato di essere Manolo, provare quella libert\u00e0, quell'ebrezza, quell'adrenalina che probabilmente lui provava scalando quelle montagne.<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Giusto, Manolo, parliamo di questo: cosa si prova esattamente lass\u00f9, in situazioni cos\u00ec estreme?<br \/>\n<\/b><\/span>\u00abNon \u00e8 detto che proviamo tutti la stessa cosa, e non \u00e8 del tutto corretto dire che ogni volta che scaliamo sia sempre una situazione estrema. Vivere delle emozioni non \u00e8 sempre necessariamente connesso a una situazione di pericolosit\u00e0. Forse l'immaginario collettivo comunica una percezione non proprio reale di quello che la montagna trasmette. Certo, ci sono momenti adrenalinici, ma c'\u00e8 anche l'armonia di un ambiente che ti permette di guardarlo, di percepirlo.\u00bb<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Per\u00f2, immaginiamo che l'adrenalina ci sia, anche quando si fa tutto in sicurezza. Ecco, questo come si concilia con l'aspetto pi\u00f9 introspettivo e riflessivo di uno sport che si pratica in solitaria su una montagna?<br \/>\n<\/b><\/span>\u00abIntanto c'\u00e8 un avvicinamento a questo tipo di attivit\u00e0 che dal mio punto di vista dovrebbe essere un po' graduale e anche intelligente. All'inizio tutto quello che non conosciamo ci fa paura, anche nel quotidiano, ma quando ci si abitua a quella condizione diventa una cosa familiare. Il vuoto di una grande parete pu\u00f2 provocare terrore, ma poi si entra in una dimensione diversa che lo trasforma quasi in un punto d'aiuto, di appoggio.\u00bb Quando guardi le sue imprese, che siano in video o in fotografia, davvero non capisci: come \u00e8 possibile vincere cos\u00ec la forza di gravit\u00e0? Le sue mani, mentre scala, si aggrappano ad appigli quasi invisibili, e non si pu\u00f2 non pensare che abbia qualche superpotere acquisito con il morso di un ragno radioattivo. Altrimenti, non te lo spieghi, come faccia a tenersi appeso a mani nude su pareti verticali che agli occhi di un comune mortale sembrano lisce come l'olio. E poi, vogliamo parlare della forza nelle braccia che tirano su un intero corpo sospeso nel vuoto, facendo leva su un minuscolo appiglio nella roccia? O vogliamo parlare di quanto ci tenga col fiato sospeso vedere qualcuno l\u00ec, sull'orlo del precipizio, affidare totalmente la propria vita ad un mix di forza e concentrazione? Manolo, quando parla delle sue imprese pi\u00f9 spericolate, d\u00e0 l'impressione di essersi reso conto di aver in qualche modo sfidato la sorte, in una pericolosissima roulette russa che forse oggi non ripeterebbe. Da genitore, d'altronde, la prospettiva su quel che abbiamo fatto da giovani cambia incredibilmente, e spesso non ci si pu\u00f2 che augurare che i propri figli abbiano un po' pi\u00f9 di sale in zucca.<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Lei si \u00e8 autodefinito un \u201csopravvissuto\u201d. Crede in una forza superiore che possa averla in qualche modo aiutata?<br \/>\n<\/b><\/span>\u00abIn realt\u00e0 non molto. Quando sei adolescente hai l'incoscienza, il coraggio di coloro che si sentono immortali. Poi, crescendo, ti guardi indietro e rivaluti la pericolosit\u00e0 di quello che hai fatto. \u00c8 un argomento molto difficile: c'\u00e8 sicuramente qualcosa di trascendentale che si vede in quei luoghi, difficilmente un alpinista pu\u00f2 non chiedersi l'origine di quella perfezione per noi irraggiungibile che si percepisce l\u00e0 intorno. La montagna ci fa pensare per la sua sublime bellezza, ma anche per gli aspetti drammatici che trasmette, come la fragilit\u00e0, la consapevolezza che tutto pu\u00f2 scomparire in un attimo. Ecco, c'\u00e8 sicuramente qualcosa di molto forte, una grande energia di cui ho molto rispetto: sarei un arrogante se pensassi di essere riuscito a fare quello che ho fatto e a uscire da certe situazioni solo grazie alla mia bravura e alla mia preparazione; sono stato fortunato.\u00bb<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Per praticare uno sport del genere, conta di pi\u00f9 l'allenamento fisico<\/b><\/span><b>o la concentrazione mentale?<br \/>\n<\/b>\u00abBisogna distinguere tra la semplice attivit\u00e0 sportiva, che si pratica in sicurezza nelle palestre, e l'esplorazione, l'avventura vera che si vive tra le montagne. Ecco, quando ci allontaniamo dalla sicurezza delle quattro mura e andiamo all'aperto \u00e8 s\u00ec molto importante la preparazione atletica, ma forse la parte mentale \u00e8 preponderante. La capacit\u00e0 di avere una concentrazione costante richiede un grande allenamento psicologico che forse ci allontana un po' dalla semplice attivit\u00e0 sportiva.\u00bb<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Cosa pu\u00f2 insegnare l'arrampicata?<br \/>\n<\/b><\/span>\u00abIl rispetto per l'ambiente, per se stessi e per gli altri, innanzitutto. \u00c8 una delle prime cose che la montagna mi ha insegnato. L'arrampicata sa essere una grande scuola, una forma di educazione che ti permette di adottare un modo critico di pensare. Ti d\u00e0 la capacit\u00e0 di assumerti le tue responsabilit\u00e0, di non delegare.\u00bb<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>C'\u00e8 nella sua vita un limite che non \u00e8 riuscito a superare?<br \/>\n<\/b><\/span>\u00abCe ne sarebbero stati parecchi, ma la montagna mi ha insegnato anche a perdere. In generale ho imparato che i limiti non vanno superati con un enorme salto ma grattando quotidianamente e spostando leggermente pi\u00f9 in l\u00e0 le proprie possibilit\u00e0, provando pian piano a raggiungere l'obiettivo.\u00bb<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Come si diventa un grande arrampicatore, un bravo alpinista, un campione?<br \/>\n<\/b><\/span>\u00abIl talento da solo non \u00e8 sufficiente. Bisogna avere la voglia di raggiungere i risultati, ma questo lo si pu\u00f2 dire di qualsiasi sport o di qualsiasi attivit\u00e0 in generale. Possiamo anche nascere con un talento, per il quale per\u00f2 non abbiamo alcun merito: il nostro dovere \u00e8 coltivarlo. Con il talento non andiamo da nessuna parte, se non ci mettiamo la passione, la forza, l'impegno.\u00bb<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Una delle sue imprese \u00e8 protagonista di un pluripremiato docufilm, \u201cVerticalmente Demod\u00e8\u201d. Parliamo della scalata di quella via che lei ha battezzato \u201cEternit\u201d. Perch\u00e9 questo nome?<br \/>\n<\/b><\/span>\u00abQuell'inclinazione \u00e8 molto pericolosa da decifrare, pu\u00f2 nascondere una difficolt\u00e0 strana, velenosa. Ed \u00e8 esattamente quello che era l'Eternit: qualcosa che non sembrava ma era pericoloso. Volevo ricordare la drammaticit\u00e0 di quella vicenda: il fatto che a volte non vogliamo vedere la pericolosit\u00e0 delle cose. Mi sembrava una cosa che era giusto ricordare.\u00bb<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Lei non ama le gare di arrampicata, perch\u00e9?<br \/>\n<\/b><\/span>\u00abNon ho nulla contro le gare, maa me non piacciono, non mi d\u00e0 soddisfazione vincere una competizione. Anzi, quando si entra in quelle dinamiche, il mio personale modo di fare arrampicata viene snaturato. Per me \u00e8 una cosa molto intima e personale, che non riesco quasi a raccontare, figurarsi a vivere sotto i riflettori di una gara. Al massimo posso considerarla una competizione con me stesso. In fondo, la mia \u00e8 forse pi\u00f9 una forma di creativit\u00e0 che di attivit\u00e0 agonistica.\u00bb<\/p>\n<p class=\"p1\"><i>di Valentina Dirindin<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scalare una montagna a mani nude \u00e8 un atto di fede. E richiede una concentrazione e una conoscenza di s\u00e9 degni di un asceta. 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