{"id":6923,"date":"2015-10-27T12:18:12","date_gmt":"2015-10-27T11:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/?p=6923"},"modified":"2015-10-27T12:18:12","modified_gmt":"2015-10-27T11:18:12","slug":"4-passi-nel-liberty","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/genova\/4passi\/4-passi-nel-liberty\/","title":{"rendered":"4 passi nel Liberty"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><i>Tra tra Ottocento e Novecento Torino si lascia affascinare e conquistare dalla Belle Epoque. Nasce il Liberty torinese che troviamo nella zona di corso Francia, subito dopo piazza Statuto<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00c8\u00a0<\/span>una cosa che ogni torinese Doc (e ogni studente di architettura, sicuramente) sa, ma che per i turisti \u00e8 una chicca tutta da scoprire: Torino \u00e8 la citt\u00e0 del liberty italiano. S\u00ec, \u00e8 vero, Torino \u00e8 anche la citt\u00e0 del barocco, ma a cavallo tra Ottocento e Novecento la citt\u00e0 si lasci\u00f2 affascinare dalla Belle Epoque e dal suo stile, che riemp\u00ec di decorazioni floreali e di sinuose curve tutto ci\u00f2 che si costru\u00ec in quell'epoca. D'altronde era il periodo dell'Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa Moderna del 1902, che si tenne proprio a Torino e che diede il via al movimento Art Nouveau. Torino fece propria quella corrente stilistica al punto da creare un intero sottogenere, il Liberty torinese appunto, che vede nei suoi principali artefici l'architetto Pietro Fenoglio. \u00c8 nella zona di corso Francia, subito dopo piazza Statuto, che Fenoglio d\u00e0 libero sfogo alla sua creativit\u00e0 e lascia in eredit\u00e0 alla citt\u00e0 palazzi incredibili, che sembrano usciti dalla mente di un qualche genio architettonico, o chiss\u00e0 come trapiantati qui dalla Barcellona di Gaud\u00ec. Capolavori a parte (che vi elencheremo poco pi\u00f9 avanti), la zona \u00e8 in realt\u00e0 ricchissima di edifici che meritano un'occhiata, soprattutto se siete appassionati di architettura. Decorazioni floreali sulle facciate, finestre incorniciate da bassorilievi in pietra, cancellate e portoni dalle linee sinuose e intricate, androni decorati con mosaici tutti da scoprire, se trovate qualcuno che gentilmente vi apra il portone per ammirarli. Quegli edifici che, camminando distrattamente per andare a fare un po' di shopping al mercato di piazza Benefica (come come?!? Non ci siete mai andati? Mettete mano al portafoglio e preparatevi a fare spese pazze ogni mattina dal luned\u00ec al sabato) osservate e vi chiedete: chiss\u00e0 chi ci abita qui? Portoni imponenti, cortili nascosti, bow windows (bovindo in italiano, ovvero quelle finestre chiuse che sporgono a mo' di balconi, antesignani delle nostre cheappissime verande) tutti da scoprire, che valgono davvero una passeggiata in zona Cit Turin.<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><i>Casa della Vittoria<br \/>\n<\/i><\/span>Si pu\u00f2 partire in quarta, andando a vedere uno dei pi\u00f9 belli (e anche dei pi\u00f9 interessanti, visto che \u00e8 coperto da un alone di mistero) esempi del Liberty torinese. Parliamo di Casa della Vittoria, in corso Francia 33, detta anche Casa dei draghi. \u00c8 facile capire perch\u00e9, guardando il portone che sembra l'ingresso a un qualche mondo parallelo oscuro, sorvegliato da figure di dragoni ai lati delle quattro colonne che suddividono la vetrata principale. Perfino i battenti della porta d'ingresso, due lucertole d'ottone, sembrano voler dare il permesso di entrare a nostro rischio e pericolo. Richiama il mondo delle fiabe, con tutti i cavalieri, le principesse e i draghi del caso, anche la torretta angolare, che si erge fin sopra l'altezza del resto del palazzo, quasi fosse un posto di guardia. Realizzata tra il 1918 e il 1920, dall'ingegner Gottardo Gussoni per celebrare la vittoria del primo conflitto mondiale (da qui il suo nome), Casa della Vittoria \u00e8 per il suo aspetto circondata da leggende inquietanti che ne aumentano l'aurea magica. Non a caso, l'imponente ingresso dell'edificio \u00e8 stato negli anni sfondo di numerosi film, horror e non, tra cui \u201cLa maschera etrusca\u201d di Ted Nicolau e \u201cIl divo\u201d di Paolo Sorrentino.<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><i>Casa Maciotta<br \/>\n<\/i><\/span>Al di l\u00e0 di corso Francia, al numero 33, proprio di fronte alla Casa dei draghi, sorge uno degli edifici progettati da Fenoglio, casa Maciotta. Costruita nel 1904, questa palazzina unisce la praticit\u00e0 e la semplicit\u00e0 del barocco con l'estro liberty, che \u00e8 evidente nella realizzazione di un angolo smussato dove regna al quinto piano un meraviglioso terrazzo esagonale a gazebo. Segni dello stile Liberty si trovano disseminati qua e l\u00e0 in tutta la facciata dell'edificio (e anche all'interno, se qualcuno avesse mai la possibilit\u00e0 di entrarci): dai fregi che sovrastano le alte finestre alle decorazioni in ferro battuto che circondano i balconcini che danno sulla strada.<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><i>Villino Raby<br \/>\n<\/i><\/span>Uno dei capolavori di Fenoglio (che lo progett\u00f2 in collaborazione con Gottardo Gussoni) si trova in corso Francia 6, ed \u00e8 uno stupendo villino di cui colpisce il terrazzino che d\u00e0 sulla strada. Ma non \u00e8 tutto all'esterno, il bello di questa casa: all'interno c'\u00e8 anche un giardino privato, e lo scalone principale ha una ringhiera di ferro battuto che sembra realizzata intrecciando lunghissimi bastoncini di liquirizia. La casa, bellissima con le modanature alle finestre, il bovindo geometrico, i fregi e il cancello in ferro battuto, \u00e8 oggi propriet\u00e0 dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Torino, che si \u00e8 fatto carico della ristrutturazione.<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><i>Casa Fenoglio \u2013 Lafleur<br \/>\n<\/i><\/span>Forse non ha la scenograficit\u00e0 della Casa della Vittoria, o il terrazzo dei sogni di Villa Raby, ma questo palazzo rappresenta l'emblema del liberty torinese e pu\u00f2 quindi essere considerato il pi\u00f9 alto esempio architettonico progettato da Fenoglio, che non a caso qui ci viveva. Tra decorazioni floreali, il portone ligneo nell'androne e in generale un apparato decorativo decisamente vistoso, questa casa merita di certo che vi fermiate due minuti ad ammirarla. D'altronde, difficile che passi inosservata, con il suo bovindo ricoperto da finestre di vetro colorato.<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><i>Casa Tasca<br \/>\n<\/i><\/span>Anche sull'angolo di casa Tasca, fra via Pifetti e via Beaumont, c'\u00e8 un terrazzo a gazebo che tutti vorremmo avere. D'altronde, i terrazzini di casa Tasca non hanno neanche bisogno di essere abbelliti con fiori e piante, visto che ci sono gi\u00e0 fregi di ogni genere a richiamare le bellezze della natura. Il palazzo, costruito dall'architetto\/ ingegnere Giovan Battista Benazzo (come ci ricorda un'inscrizione sotto il bovindo), venne danneggiato durante un bombardamento nel 1942, e poi restaurato.<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><i>Casa Padrini \u2013 via Balbis 1<br \/>\n<\/i><\/span>\u00c8 pi\u00f9 austero l'angolo decorato di questa casa, sempre progettata da Fenoglio, simbolo che probabilmente il liberty stava gi\u00e0 cedendo il passo a stili architettonici meno decorativi; e segno delle ristrutturazioni delle epoche successive.\u00a0 Non mancano comunque, anche in questo caso, le decorazioni floreali sui terrazzini e nelle cornici delle finestre, oltre a un bovindo angolare (particolare perch\u00e9 su due livelli), sormontato da un terrazzino.<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><i>Casa Padrini \u2013 via Cibrario 9<br \/>\n<\/i><\/span>Si perde quasi nel traffico di via Cibrario questa casa progettata da Fenoglio nel 1900. Commissionata all'architetto dai fratelli Pedrini (come la palazzina di via Balbis), anche in questo caso \u00e8 testimonianza di un liberty pi\u00f9 sobrio, che viene tradito solo dalle decorazioni floreali sulla facciata e, soprattutto, dalla particolarissima scala interna, con ringhiera in ferro battuto, costruita su uno spazio a pianta pentagonale irregolare.<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><i>Casa Baravalle<br \/>\n<\/i><\/span>Si pu\u00f2 chiudere il tour della Torino liberty in zona Cit Turin con questa palazzina dalle pareti celesti, che dei fasti e dei fronzoli del liberty non sembra avere nulla, ma che invece sta semplicemente ad anticipare il rigore degli stili architettonici che arriveranno immediatamente dopo l'ondata di estro dell'Art Nouveau. Sulle pareti confetto dell'edificio progettato da Annibale Rigotti, infatti, troviamo qua e l\u00e0 le decorazioni tipiche del liberty torinese, ma un po' nascoste, discretissime, senza che siano davvero protagoniste.<\/p>\n<p class=\"p1\"><i>di Valentina Dirindin<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra tra Ottocento e Novecento Torino si lascia affascinare e conquistare dalla Belle Epoque. 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