{"id":7299,"date":"2016-11-04T15:00:28","date_gmt":"2016-11-04T14:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/?p=7299"},"modified":"2016-11-04T15:00:28","modified_gmt":"2016-11-04T14:00:28","slug":"i-cantautori-sono-fuori-dal-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/genova\/people\/i-cantautori-sono-fuori-dal-tempo\/","title":{"rendered":"Federico Sirianni"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #5a9d81\"><i>Una vita tra Genova e Torino, Federico Sirianni \u00e8 il personaggio perfetto per farsi raccontare pregi e difetti delle due citt\u00e0. Che hanno collaborato nella sua carriera di cantautore: l'una ispirandolo, l'altra dandogli la possibilit\u00e0 di fare della musica una professione<\/i><\/span><\/p>\n<p>Barba incolta, sguardo severo ma mitigato dal sorriso bonario, una voce piena e matura. Se non basta questo a fare di Federico Sirianni l'immagine perfetta del cantautore, ci pensano le sue canzoni, scritte in oltre vent'anni di esperienza sul palco, chitarra al collo e qualche sorso di vino a fine concerto. Canzoni che gli hanno regalato un pubblico fedele (\u201caffezionato\u201d, come si dice in gergo) e moltissimi premi prestigiosi. Eppure, forse il suo nome non vi \u00e8 cos\u00ec familiare.\u00a0Non \u00e8 un caso, perch\u00e9 i cantautori veri, alla fine, non sono sempre per un pubblico mainstream. Non scrivono tormentoni che vanno in radio, i cantautori alla Sirianni, ma suonano nei teatri e fanno tour in cui si rilegge John Fante. Non firmano autografi per le strade, ma ricevono lettere d'ammirazione dai fan di tutta Italia che, fedelissimi, scrivono solo a loro. Insomma, sono personaggi d'altri tempi, i cantautori e il loro pubblico, ed \u00e8 questo che li aiuta a regalare alla loro musica sempre un'aura di romanticismo, un'atmosfera suggestiva, un filo conduttore che trasforma le canzoni in racconti.\u00a0E racconti sono anche le canzoni\u00a0 contenute nell'ultimo lavoro di Sirianni, l'album \u201cIl Santo\u201d, il suo quarto disco \u201cufficiale\u201d all'attivo, dopo \"Onde clandestine\", \"Dal basso dei cieli\" e \"Nella prossima vita\", realizzato con gli GnuQuartet e definito da una certa critica \"il disco italiano pi\u00f9 bello del 2013\".\u00a0Un disco anticipato dal bellissimo singolo che d\u00e0 il titolo all'album (ne trovate un'anticipazione su Youtube) e che lo porter\u00e0 di sicuro su tantissimi palchi \u2013 anche se Sirianni, come i cantautori di quel tipo l\u00ec, \u00e8 pi\u00f9 o meno sempre in tour: zaino su una spalla, chitarra sull'altra, il loro lavoro \u00e8 quello di portare la musica in viaggio.\u00a0 Un disco pieno di tantissime collaborazioni, non solo di musicisti, ma di tanti amici (ci sar\u00e0 anche Arturo Brachetti, inedito in veste di cantante, in una canzone in cui ci possiamo rivedere un po' tutti, dal titolo \u201cmia madre sta su Facebook\u201d), che Federico ha incrociato nella sua strada tra Genova e Torino.\u00a0A Genova, Federico c'\u00e8 nato e cresciuto, alcuni anni fa. Una citt\u00e0 che lo ha formato, gli ha insegnato a scrivere, a suonare e a cantare la sua musica, quella musica di cui parlavamo poco fa. Una citt\u00e0 che gli ha regalato premi, concerti nei teatri e canzoni. Poi, il trasferimento a Torino, per amore. Ma se oggi Federico Sirianni continua a vivere, a scrivere e a far base sotto la Mole \u00e8 perch\u00e9 di quella Torino, in cui era arrivato con un po' di nostalgia per la sua Genova, alla fine si \u00e8 innamorato.<\/p>\n<p><b>Sirianni, che cosa significa essere un cantautore oggi, in un'epoca difficile da un punto di vista musicale e discografico?\u00a0<\/b><\/p>\n<p>\u00abSignifica essere completamente asincroni, sfasati dalla realt\u00e0, caratteristica che ormai mi porto dietro da parecchi anni, in realt\u00e0. Non che non esistano i cantautori oggi, anzi, ce ne sono tantissimi e molti anche piuttosto interessanti. Il problema \u00e8 che spesso questa realt\u00e0 diventa una realt\u00e0 fantasma, perch\u00e9 non compare nelle zone ufficiali del mercato discografico. Da un certo punto di vista lavorare in un ambiente del genere \u00e8 molto complicato, ma dall'altro \u00e8 anche stimolante, perch\u00e9 ti spinge a reinventarti, a pensare progetti nuovi, a suonare molto in giro. In una parola, a crescere. Per questo i prodotti che alla fine riescono a emergere e arrivare al pubblico sono molto potenti\u00bb.<\/p>\n<p><b>Quindi c'\u00e8 anche una sorta di selezione naturale fra gli artisti emergenti...<\/b><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, assolutamente. Chi resta e chi riesce a sopravvivere di questo lavoro di solito ha davvero le carte per farlo, oltre a tanta passione e voglia di fare musica\u00bb.<\/p>\n<p><b>Si definisce asincrono, ma che rapporto ha con la realt\u00e0 moderna, con i social network, con le nuove tecnologie?\u00a0<\/b><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 vero, sono asincrono, ma mi trovo a esserlo contro la mia volont\u00e0. In realt\u00e0 mi sento una persona molto contemporanea e vicina alle nuove tecnologie e ai nuovi mezzi di comunicazione. Per esempio, con mia figlia di tredici anni comunico pi\u00f9 su whatsapp che di persona, perch\u00e9 mi sembra che si riesca a comprendere di pi\u00f9 le nuove generazioni andando loro incontro anche sul piano dei mezzi di comunicazione. Facebook poi mi ha salvato la vita, senza un mezzo del genere non so se avrei potuto divulgare le mie canzoni cos\u00ec per tutta Italia. I social network sono uno strumento fondamentale per chi fa il mio lavoro: negli ultimi anni mi sono accorto che dovunque suoni ho un pubblico molto fedele che ha imparato a seguirmi sul web\u00bb.<\/p>\n<p><b>A proposito di sua figlia, le consiglierebbe una carriera artistica viste le difficolt\u00e0 del settore?<\/b><\/p>\n<p>\u00abSono assolutamente convinto che sceglier\u00e0 lei cosa fare, senza avere nessuna forzatura da parte mia, anche perch\u00e9 se guardo al mio passato quando i miei mi mandarono a studiare chitarra classica mi ero annoiato a morte. Credo sia fondamentale seguire le proprie aspirazioni e passioni, indipendentemente dalle reali possibilit\u00e0 di successo\u00bb.<\/p>\n<p><b>Esiste un po' il clich\u00e9 del cantautore genovese? E se s\u00ec, \u00e8 un elemento positivo o negativo nel momento in cui si intraprende questo percorso?\u00a0<\/b><\/p>\n<p>\u00abIo ormai mi presento come cantautore quasi apolide, visto che a Genova non ci vivo pi\u00f9 da quindici anni, quando Torino mi ha accolto in maniera molto calorosa. All'inizio della mia carriera sicuramente c'era questa enorme tradizione della musica d'autore genovese: anzi, la mia era proprio quella che era definita la nuova scuola del cantautorato genovese. Purtroppo ebbe meno fortuna della vecchia scuola, sia per capacit\u00e0 sia perch\u00e9 si trattava di un'epoca storica diversa, ma indubbiamente iniziammo con quella leggenda, che un po' ci aiutava e un po' ci faceva ombra. Per\u00f2 noi vivevamo il fantasma di quei grandi musicisti che ci avevano preceduto con grande serenit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><b>\u00c8 venuto a Torino per amore, ma poi c'\u00e8 rimasto...<\/b><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, anche quando l'amore \u00e8 finito, Torino era ormai diventata la mia citt\u00e0. Qui \u00e8 nata mia figlia, qui ho portato avanti la mia carriera per tanti anni. Torino \u00e8 una citt\u00e0 che mi ha accolto, professionalmente e personalmente, con molta generosit\u00e0 ed \u00e8 una citt\u00e0 in cui sto benissimo, che amo moltissimo\u00bb.<\/p>\n<p><b>Dal punto di vista lavorativo, per un musicista, \u00e8 meglio la poetica Genova o la sperimentale Torino?<\/b><\/p>\n<p>\u00abSono due realt\u00e0 molto diverse, entrambe molto suggestive. Genova \u00e8 in effetti citt\u00e0 di porto, di frontiera, quindi ha un'atmosfera particolare, un po' cupa ma inevitabilmente magnetica. Inoltre ha una storia pazzesca, grandissima, che si sente pulsare in ogni scorcio e in ogni vicolo. A Torino c'\u00e8 un ambiente molto diverso, pi\u00f9 contemporaneo e per certi versi anche pi\u00f9 stimolante. Torino \u00e8 una citt\u00e0 che ti permette di proporre quello che fai e quello che scrivi, e questo \u00e8 fondamentale per un cantautore\u00bb.<\/p>\n<p><b>Cosa manca a Genova che invece Torino ha?\u00a0<\/b><\/p>\n<p>\u00abGenova \u00e8 una citt\u00e0 molto ingenerosa con i suoi figli, per cui \u00e8 molto difficile portare avanti le cose che qui vengono immaginate e create. Da Torino potrebbe imparare la concretezza, una certa fattibilit\u00e0 delle cose\u00bb.<\/p>\n<p><b>E invece cosa manca a Torino che Genova ha?<\/b><\/p>\n<p>\u00abCerte suggestioni, gli odori, i vicoli, certi personaggi molto particolari che sono cristallizzati nel tempo e che a distanza di vent'anni ritrovi agli stessi banconi, seduti agli stessi tavoli. Insomma, una capacit\u00e0 di raccontare storie unica\u00bb.<\/p>\n<p><b>Ci racconta una cosa che ama particolarmente di Torino?<\/b><\/p>\n<p>\u00abCe ne sono tante, ma se devo sceglierne una ricordo una delle prime immagini che mi hanno colpito di questa citt\u00e0. Si tratta di un ricordo legato al primo Natale in cui ero a Torino, ed era uno dei primi anni in cui c'erano le luci d'artista. Mi portarono a Porta Palazzo e mi rimase impressa questa piazza brulicante di stranieri, illuminata da questa gigantesca gru blu. Quando penso a Torino quella \u00e8 un'immagine che mi torna costantemente in mente\u00bb.<\/p>\n<p><b>E di Genova?\u00a0<\/b><\/p>\n<p>\u00abAvendoci vissuto per molto tempo, il centro storico \u00e8 il primo posto in cui torno quando vado a Genova. Ci sono vie incredibili, con nomi mai sentiti altrove, come il Vico dell'amor perfetto. Sono nomi molto \u201cdeanreiani\u201d, che riflettono la poesia di alcune zone della citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><i>di Valentina Dirindin<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una vita tra Genova e Torino, Federico Sirianni \u00e8 il personaggio perfetto per farsi raccontare pregi e difetti delle due citt\u00e0. Che hanno collaborato nella sua carriera di cantautore: l'una ispirandolo, l'altra dandogli la possibilit\u00e0 di fare della musica una professione Barba incolta, sguardo severo ma mitigato dal sorriso bonario, una voce piena e matura. 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