{"id":7362,"date":"2016-11-07T15:55:24","date_gmt":"2016-11-07T14:55:24","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/?p=7362"},"modified":"2016-11-07T15:55:24","modified_gmt":"2016-11-07T14:55:24","slug":"guido-catalano-poeta-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/genova\/people\/guido-catalano-poeta-moderno\/","title":{"rendered":"Guido Catalano, poeta moderno"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #5a9d81\"><i>Fa centocinquanta date l'anno, in tutta Italia, portando in giro le sue poesie. Un lavoro ironico, carismatico, molto personale, che lo rende un personaggio unico nel suo genere<\/i><\/span><\/p>\n<p>Di poeti cos\u00ec, in giro, non ce ne sono tanti. Anzi, forse non ce n'\u00e8 nessuno. E non \u00e8 un caso se i reading in pubblico di Guido Catalano sono cos\u00ec seguiti. Se il pubblico lo ama cos\u00ec tanto e cos\u00ec fedelmente, forse \u00e8 proprio perch\u00e9 quello che si trova in lui non \u00e8 facile riconoscerlo altrove.<\/p>\n<p>\u00c8 un poeta moderno, Guido Catalano. Uno scrittore-artista che racconta la realt\u00e0 che viviamo tutti quanti, che mette in versi la modernit\u00e0, usando parole quotidiane, sdoganando talvolta le parolacce, utilizzando quando serve la durezza necessaria a descrivere la contemporaneit\u00e0. Senza mai perdere l'ironia, punto chiave di tutti i suoi scritti, e senza mai una sbavatura che faccia pensare alla critica che, dietro a quella chiave pop, non si nasconda un vero intellettuale.<\/p>\n<p>A Torino, Catalano ha sempre riempito locali, sale concerti, circoli ricreativi. E da qualche anno, con tour infiniti (centinaia le date in tutta Italia) la sua fama si \u00e8 estesa molto oltre il Piemonte. Il tutto, leggendo poesie live. Una cosa da non credere, finch\u00e9 non si \u00e8 vista almeno una volta.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 le poesie di Catalano sono davvero fatte per essere lette, raccontate, interpretate da lui, che sembra un personaggio scovato da Chiambretti, un intellettuale un po' burbero e ombroso che ha la sua forza maggiore nel non prendersi mai sul serio.<\/p>\n<p>\u00c8 uno scrittore fatto e finito, Guido Catalano, con sei libri di poesie alle spalle (gli ultimi due, \u201cTi amo ma posso spiegarti\u201d e \u201cPiuttosto che morire m\u2019ammazzo\u201d, editi da Miraggi Edizioni, hanno venduto circa 20mila copie) e un romanzo, uscito con Rizzoli quest'anno, \u201cD'amore si muore ma io no\u201d. Insomma, \u00e8 uno che il rispetto della critica e dei lettori se l'\u00e8 sudato sul campo. Eppure, \u00e8 come se le sue poesie fossero sempre un gioco, un divertissement, nulla di serio. Probabilmente, \u00e8 proprio questa la sua forza maggiore, quella che l'ha reso tanto amato dal suo pubblico, quella che porta le persone ad andarlo ad ascoltare con tanto entusiasmo, come \u00e8 successo nel tour appena concluso e come di sicuro succeder\u00e0 nel prossimo tour, che inizier\u00e0 nell'anno nuovo.<\/p>\n<p><b>Guido Catalano, poeta. Ma esattamente cosa significa essere un poeta oggi?<\/b><\/p>\n<p>\u00abNon ho idea di quello che significhi in generale, io posso dirvi cosa significa per me. Per me \u00e8 una condizione di vita, che \u00e8 incredibilmente diventata anche la mia condizione lavorativa. Essere un poeta, oggi, non credo che sia tanto differente dall'esserlo stato cent'anni fa. Certo, noi non siamo poeti che se ne stanno chiusi a scrivere tra quattro mura; dalla nostra parte abbiamo la tecnologia, che ci aiuta a far conoscere la nostra poesia in giro\u00bb.<\/p>\n<p><b>Si affida molto ai social network per portare in giro la sua poesia?<\/b><\/p>\n<p>\u00abCertamente sono un mezzo fondamentale per farsi conoscere. Ho aperto il blog nel 2005 e mi sono immediatamente reso conto della potenza che aveva. \u00c8 un modo per scavallare i media tradizionali, l'unico mezzo che abbiamo tutti a disposizione per arrivare alle persone\u00bb.<\/p>\n<p><b>La sua cifra stilistica \u00e8 fortemente ironica: \u00e8 una cosa che viene naturale o la comicit\u00e0 si pu\u00f2 studiare?<\/b><\/p>\n<p>\u00abIo credo davvero che l'ironia e il senso dell'umorismo siano una cosa naturale, che non si pu\u00f2 imparare pi\u00f9 di tanto. O ce l'hai o non ce l'hai, e la riprova di questo \u00e8 che chi non ha senso dell'umorismo generalmente non sa nemmeno di non averlo. Certo, si possono studiare le tecniche della comicit\u00e0 \u2013 anche se io non l'ho mai fatto \u2013 ma non si diventa comici, cos\u00ec come non si diventa poeti\u00bb.<\/p>\n<p><b>Da cosa trae ispirazione per quello che scrive?<\/b><\/p>\n<p>\u00abDalla gente, da quello che ascolto. Dalle canzoni, dai fumetti, dai film: dall'arte degli altri. E poi, naturalmente, anche dalla mia esperienza: nelle mie poesie parlo molto di quello che mi succede, del mio quotidiano\u00bb.<\/p>\n<p><b>Le sue letture in pubblico hanno grande successo: si sente pi\u00f9 affine allo scrittore tradizionale o al musicista, abituato ai live?<\/b><\/p>\n<p>\u00abSicuramente a un musicista, tanto \u00e8 vero che la maggior parte delle date del mio tour si svolgono in posti in cui normalmente si suona. Lo vedo anche dal rapporto con il pubblico: spesso la gente mi chiede di leggere alcuni miei pezzi, un po' come se fossero una hit di un cantante\u00bb.<\/p>\n<p><b>Come \u00e8 stato dedicarsi a un romanzo, \u201cD'amore si muore ma io no\u201d, dopo tanta poesia?<\/b><\/p>\n<p>\u00abAll'inizio \u00e8 stato traumatico. Non avevo la preparazione psicofisica necessaria, mi sono sentito come un centometrista a cui all'improvviso viene chiesto di correre la maratona. Infatti \u00e8 stata una scrittura faticosa e molto lenta, ho impiegato tre anni a finirlo. Anche perch\u00e9 non ce l'avevo nel cassetto, mi \u00e8 stato chiesto di farlo. Man mano che andavo avanti, per\u00f2, mi risultava sempre pi\u00f9 facile e piacevole continuare, tant'\u00e8 vero che mi \u00e8 rimasta la voglia di ricominciare, e presto ne scriver\u00f2 un secondo, sempre per Rizzoli\u00bb.<\/p>\n<p><b>Parla d'amore spesso in maniera molto cinica: \u00e8 davvero cos\u00ec disilluso?<\/b><\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 che sia un disilluso; diciamo che la mia \u00e8 una sorta di ricerca, perch\u00e9 io il mondo dell'amore e del sesso non \u00e8 che l'abbia ancora capito benissimo. Probabilmente c'\u00e8 un po' di tormento, dal momento che ho avuto un inizio di carriera sentimentale difficile e travagliato. \u00c8 sicuramente da l\u00ec che nasce la mia ossessione per l'amore\u00bb.<\/p>\n<p><b>C'\u00e8 qualche altro artista a cui si ispira, o si sente affine?<\/b><\/p>\n<p>\u00abHo una vera passione per i cantautori italiani: Battisti, Mogol, De Gregori, De Andr\u00e9. Appartengono a una generazione di artisti che ha dato moltissimo alla nostra musica e a tutti coloro che l'hanno ascoltata. Poi, come immagino per tutti i poeti della mia generazione, Bukowski ha sicuramente un ruolo fondamentale nella mia formazione. Non posso non citare Schulz e i Peanuts, che rileggo in continuazione e che sono per me una continua fonte d'ispirazione. E poi c'\u00e8 Jacques Pr\u00e9vert, che \u00e8 probabilmente uno dei poeti che preferisco\u00bb.<\/p>\n<p><b>\u00c8 stato a Torino durante il suo ultimo tour?<\/b><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, all'Hiroshima Mon Amour, un posto a cui sono molto affezionato e in cui \u00e8 stato un onore esibirmi. Quello era un palco che non avrei mai pensato di poter calcare\u00bb.<\/p>\n<p><b>Se dovesse dedicare una poesia a Torino, di cosa parlerebbe?<\/b><\/p>\n<p>\u00abHo dedicato sicuramente diverse poesie alla mia citt\u00e0. Erano generalmente poesie d'amore, anche se miste a qualche critica. Di sicuro me ne viene in mente una, in cui spiegavo quanto Torino possa essere una citt\u00e0 formativa: \u00e8 un posto duro, difficile, ma che ti tempra, perch\u00e9 se riesci qui allora sei facilitato nella tua strada nel resto del mondo\u00bb.<\/p>\n<p><i>di Valentina Dirindin<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fa centocinquanta date l'anno, in tutta Italia, portando in giro le sue poesie. Un lavoro ironico, carismatico, molto personale, che lo rende un personaggio unico nel suo genere Di poeti cos\u00ec, in giro, non ce ne sono tanti. Anzi, forse non ce n'\u00e8 nessuno. 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