{"id":8237,"date":"2017-06-21T17:07:48","date_gmt":"2017-06-21T15:07:48","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/?p=8237"},"modified":"2017-06-21T17:07:48","modified_gmt":"2017-06-21T15:07:48","slug":"a-barriera-ce-il-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/genova\/4passi\/a-barriera-ce-il-mare\/","title":{"rendered":"A Barriera c'\u00e8 il mare"},"content":{"rendered":"<p><em>Un progetto nato per riscoprire uno dei quartieri perferici pi\u00f9 storici di Torino, oggi sede di tantissime associazioni e iniziative che contribuiscono a renderlo una realt\u00e0 viva e vitale<\/em><\/p>\n<p>Non solo centro e collina. Torino \u00a0dovrebbe andare orgogliosa delle sue \u00a0periferie, quelle che per anni hanno \u00a0contribuito attivamente a costruire una \u00a0forte identit\u00e0 urbana e che ancora oggi \u00a0costituiscono la vera ossatura della \u00a0citt\u00e0. Se da un lato le bellezze del \u00a0centro storico o gli scorci panoramici \u00a0del Lungo Po sono ci\u00f2 che ha permesso \u00a0di mostrare al mondo, a partire dalle Olimpiadi invernali del 2006, quanto \u00a0meravigliosa sapesse essere Torino; \u00e8 \u00a0importante non abbandonare le zone \u00a0meno cariche di attrazioni turistiche, e \u00a0ricordarsi che anche la periferia sa \u00a0essere bella, interessante, viva. Come \u00a0Barriera di Milano (per tutti, anche \u00a0solo \u201cBarriera\u201d.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-8240 alignright\" src=\"https:\/\/shopinthecity.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/4passi2-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"396\" height=\"223\" \/> Per i piemontesi doc, \u00a0\u201cBeriera 'd Milan\u201d), uno degli storici quartieri operai della citt\u00e0. Un quartiere fortemente identitario, che\u00a0ospita da sempre le popolazioni pi\u00f9 \u00a0disparate, che arrivano a Torino in \u00a0cerca di fortuna, e che ha saputo \u00a0costruire sul suo meltin' pot di lingue \u00a0ed etnie un equilibrio fatto anche di \u00a0grande partecipazione e di moltissimi \u00a0progetti territoriali di inclusione. Un \u00a0quartiere che, come tutti i quartieri \u00a0cos\u00ec, insegna, anche duramente, a \u00a0crescere, facendo parte della \u00a0formazione di chiunque ci abbia \u00a0vissuto. Come dice Alessandro \u00a0Perissinotto, bravissimo scrittore \u00a0torinese, \u201cBarrierante non \u00e8 \u00a0un'etichetta, \u00e8 un tatuaggio che ti porti \u00a0sulla pelle per tutta la vita\u201d. Le origini del quartiere \u2013 e quelle del \u00a0suo nome - risalgono al 1853, quando \u00a0tutto intorno alla capitale sabauda \u00a0venne eretta la cinta daziaria, il lungo \u00a0muro per il controllo doganale delle \u00a0merci, interrotto da alcuni varchi \u00a0comunemente chiamati \u201cbarriere\u201d. \u00a0Quella situata in corrispondenza \u00a0dell\u2019attuale piazza Crispi era anche il \u00a0luogo da cui partiva la Strada Reale \u00a0d\u2019Italia, che collegava Torino al \u00a0capoluogo lombardo. \u00a0\u00c8 l\u00ec che nei primi anni Sessanta inizia \u00a0un pezzo dello sviluppo industriale \u00a0della citt\u00e0, in contrapposizione con il \u00a0grande quartiere di Mirafiori Sud, \u00a0totalmente occupato dalla Fiat. A \u00a0Barriera sorgono, ad esempio, la Fiat \u00a0Grandi Motori, l'industria di \u00a0pneumatici Ceat, e lo stabilimento della \u00a0storica azienda del caff\u00e8 torinese, la \u00a0Lavazza. \u00a0Tutto intorno a queste realt\u00e0 \u00a0industriali, come \u00e8 naturale, prende \u00a0forma anche il tessuto sociale, con le \u00a0famose case di ringhiera, i ballatoi, i \u00a0cortili e le botteghe. Ma anche i luoghi \u00a0di ritrovo, dal mercato alle piole, dai \u00a0cinema alle balere, che hanno \u00a0caratterizzato la vita di Barriera per \u00a0tutto il Novecento, e che ancora oggi \u00a0resistono forti della loro storicit\u00e0 e di \u00a0un tessuto urbano molto compatto e \u00a0incredibilmente vissuto dai residenti di \u00a0zona. Quindi, che non si dica che Barriera di \u00a0Milano non \u00e8 un quartiere da (ri) scoprire. Per farlo \u00e8 partito da poco il \u00a0progetto \u201cA Barriera c'\u00e8 il mare\u201d (il \u00a0nome \u00e8 ispirato al racconto breve di \u00a0Laura Sciolla, \u201cA Torino c'\u00e8 il mare\u201d), \u00a0pensato proprio per mostrare il lato \u00a0migliore di questa storica zona \u00a0torinese. Una mappa turistica e un sito \u00a0internet (<span style=\"color: #000000\"><a style=\"color: #000000\" href=\"http:\/\/www.turinbarriera.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.turinbarriera.it<\/a><\/span>) che \u00a0raccontino ai visitatori le tante\u00a0ricchezze del quartiere, con una \u00a0selezione di oltre settanta luoghi \u00a0consigliati dagli abitanti: edifici ex \u00a0industrali, trattorie (le famose\u201cpiole\u201dpiemontesi, quelle pi\u00f9 veraci e poco \u00a0conosciute), spazi dedicati all\u2019arte, \u00a0interventi di rigenerazione urbana, edifici liberty, musica jazz, elettronica \u00a0ed emergente, piatti etnici e gastronomia regionale. \u00a0Tra i luoghi consigliati dal progetto, i \u00a0Bagni pubblici di via Agli\u00e9, ad esempio, che ospitano la Casa del Quartiere di \u00a0Barriera di \u00a0Milano, con un bistrot \u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-8238 alignleft\" src=\"https:\/\/shopinthecity.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/4passi3-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"467\" height=\"263\" \/>(\u201cAcqua Alta\u201d) e una serie di \u00a0progetti culturali che cercano di mettere in luce \u00a0quanto la multietnicit\u00e0 della zona \u00a0sappia essere una \u00a0risorsa: rassegne \u00a0teatrali e musicali, presentazione \u00a0di libri e mostre temporanee, vendita di \u00a0oggetti \u00a0artigianali e laboratori artistici. O i Docks Dora (via \u00a0 \u00a0Valprato 68), \u00a0spazio che ha saputo vivere molte vite \u00a0e che, di passaggio in passaggio, ha \u00a0accresciuto il \u00a0suo grande fascino: scalo \u00a0ferroviario per lo stipaggio delle merci \u00a0prima, luogo di ritrovo per la Torino underground negli anni '80-'90, oggi \u00e8 \u00a0uno spazio creativo decisamente alla\u00a0moda, con sale di registrazione, \u00a0showroom di moda, studi di artisti e architetti. O ancora, la Cascina Marchesa di corso \u00a0Vercelli 141, dei cui fasti settecenteschi \u00a0\u00e8 oggi rimasto il loggiato in stile neo \u00a0classico. Oggi la struttura ospita un \u00a0polo culturale e, nel cortile esterno, \u00a0opere murarie dedicate al tema della \u00a0legalit\u00e0. E poi, gli edifici liberty, cos\u00ec \u00a0tipici di alcune zone di Torino e cos\u00ec \u00a0inaspettati qui, che invece abbelliscono \u00a0la zona tra corso Vercelli e via Verres. Oppure, le piccole case d'epoca dello \u00a0storico Borgo Regio Parco, il borgo \u00a0sorto intorno alla Manifattura Tabacchi \u00a0che ancora conserva intatto il suo \u00a0carattere ottocentesco, con le piccole \u00a0case basse che raccontano un quartiere agli inizi, ancora immerso tra campi, \u00a0prati e cascine. \u00a0E ancora, il Bunker di via Paganini \u00a00\/200, un immenso spazio di sperimentazione multidisciplinare, \u00a0realizzato dalla riconversione dei \u00a0capannoni industriali dell'ex Scima, che oggi \u00e8 un fulcro della vita notturna \u00a0della citt\u00e0, e ospita performance di \u00a0street art, concerti di musica elettronica, mercatini vintage e una \u00a0scuola di circo. Per i pi\u00f9 giovani e \u00a0nottambuli c'\u00e8 anche lo Spazio 211 (via \u00a0Cigna 211), storico locale della cultura \u00a0underground torinese dedicato alla \u00a0musica live. \u00a0Insomma, le occasioni di scoprire un \u00a0quartiere che non vi aspettavate, anche \u00a0se siete torinesi da sempre, non \u00a0mancano davvero. E sarebbe ora di \u00a0credere ai consigli di chi vi dice che \u00a0Barriera \u00e8 un mondo in grande fermento, uno spazio che meglio di \u00a0tanti altri ha saputo valorizzare le \u00a0proprie qualit\u00e0 e costruire una rete di \u00a0relazioni solide e propositive. Oltre a \u00a0suggerire tutti questi luoghi sparsi sul \u00a0territorio (e divisi in sezioni: da \u201cMangiare e bere\u201d, a \u201cRelax\u201d a \u201cMade in \u00a0Barriera\u201d), il progetto \u201cA Barriera c'\u00e8 il \u00a0mare\u201d suggerisce anche sei itinerari \u00a0d'autore, sei percorsi reali e sentimentali nel quartiere proposti da \u00a0chi quel quartiere lo ha vissuto da \u00a0sempre. La firma di questi sei \u201cviaggi\u201d \u00a0per le strade di Barriera la mettono \u00a0Alessandro Bulgini, artista che \u201ccelebra \u00a0Barriera come opera d'arte vivente\u201d; \u00a0Marco Magnone, scrittore che \u00a0definisce Barriera \u201cUna citt\u00e0 nella citt\u00e0, dove la luce connette cosa siamo stati a \u00a0cosa potremmo diventare\u201d; Margherita \u00a0Oggero, scrittrice e insegnante in\u00a0pensione, che alla scuola elementare \u00a0Aristide Gabelli di Barriera \u201cha \u00a0imparato, grazie a una brava maestra, \u00a0met\u00e0 delle cose che sa\u201d; Paolo \u00a0Coccorese, giornalista de La Stampa, il \u00a0\u201ccronista di Barriera\u201d che spesso, per \u00a0lavoro, \u00e8 portato a evidenziare le \u201ccose \u00a0brutte\u201d del quartiere, mentre con \u00a0questo progetto ha finalmente avuto \u00a0occasione di parlare delle cose belle; \u00a0Valentina Farassino, architetto e figlia \u00a0di Gipo, il chansonnier \u201czingaro di \u00a0Barriera\u201d, che ricorda la bellissima sala \u00a0del locale Le Roi, firmata da Mollino; e \u00a0infine Vito Miccolis, musicista che \u00a0propone un itinerario all'interno dei \u00a0cortili, con un occhio a quei ballatoi \u00a0che ospitano, alternatamente, parabole \u00a0e panni stesi ad asciugare. \u00a0Eccola, la Torino pi\u00f9 vera. Ecco \u00a0Barriera di Milano.<\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #5a9b81\"><em>Millo, il writer \u201cbuono\u201d \u00a0di Barriera <\/em><\/span><\/p>\n<p>Se siete abituati a prendervela con \u00a0chi scrive e disegna sui muri di vie \u00a0e case, preparatevi a cambiare \u00a0idea. Lunga vita (e una lunghissima \u00a0produzione artistica), ad esempio, \u00a0ai writer e agli street artist, che \u00a0rendono pi\u00f9 belle alcune realt\u00e0 \u00a0urbane, spesso un po' grigie e \u00a0tristanzuole. Tra questi c'\u00e8 Millo, \u00a0artista vincitore del concorso B.Art, \u00a0Arte in Barriera, con il progetto \u00a0\u201cHabitat\u201d. \u00c8 lui che, con questa \u00a0iniziativa promossa dal Comune di \u00a0Torino, ha trasformato tredici \u00a0facciate cieche di Barriera di \u00a0Milano in altrettante opere di arte \u00a0pubblica. Un tour tra giganteschi \u00a0disegni urbani in bianco e nero, \u00a0bellissime rappresentazioni di \u00a0come la citt\u00e0 pu\u00f2 essere pi\u00f9 bella, \u00a0se raccontata con un pizzico di \u00a0creativit\u00e0 in pi\u00f9.<\/p>\n<p><em>di Valentina Dirindin<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un progetto nato per riscoprire uno dei quartieri perferici pi\u00f9 storici di Torino, oggi sede di tantissime associazioni e iniziative che contribuiscono a renderlo una realt\u00e0 viva e vitale Non solo centro e collina. 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