{"id":10101,"date":"2018-10-17T15:07:01","date_gmt":"2018-10-17T13:07:01","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/?p=10101"},"modified":"2018-11-05T15:15:59","modified_gmt":"2018-11-05T14:15:59","slug":"cattiva-il-lato-oscuro-della-maternita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/cattiva-il-lato-oscuro-della-maternita\/","title":{"rendered":"Cattiva: il lato oscuro della maternit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em>By Valentina Dirindin<\/em><\/p>\n<p><strong>Qualunque donna ha sentito parlare, almeno una volta nella vita, delle gioie della maternit\u00e0.<\/strong><br \/>\nEcco. Sappiate che una donna incinta, o una donna che anche solo progetta di avere un bambino, ha sentito almeno un milione di volte quei discorsi. Ovunque. In famiglia, certo, ma anche al supermercato o sul tram, spesso da parte di perfetti sconosciuti. Quanto sia bello e unico essere mamma, quanto sia immenso l\u2019amore per un figlio, quanto la maternit\u00e0 sia un\u2019esperienza straordinaria e totalizzante.<br \/>\nTotalizzante, appunto. <strong>Siamo proprio sicuri che \u2013 riguardo a quest\u2019ultimo aggettivo \u2013 ci venga detta la verit\u00e0, tutta la verit\u00e0, nient\u2019altro che la verit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>La risposta probabilmente \u00e8 no. Non vogliamo essere noi a sfatare un mito, infrangendo uno degli ultimi tab\u00f9 della modernit\u00e0 occidentale: a sfatarlo per noi (e molto meglio di noi, con una scrittura graffiante, sicura, maestra) ci ha pensato <strong>Rossella Milone, scrittrice napoletana che ha da pochi mesi pubblicato <a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/rossella-milone\/cattiva\/978880623843\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\"Cattiva\", edito da Einaudi<\/a>.<\/strong> Un romanzo potente, crudo, a suo modo cattivo, cos\u00ec come \u00e8 il suo titolo. Un romanzo che potremmo definire verista, se il verismo \u00e8 quella corrente letteraria che racconta la realt\u00e0 senza filtri, senza giudizi morali, in maniera impersonale. Pane al pane, verrebbe da dire.<\/p>\n<p>Quello che racconta Rossella Milone \u00e8 forse il momento pi\u00f9 difficile della vita di un genitore, di una madre: i primi mesi dopo il parto, quando si inizia la convivenza con qualcuno che \u2013 in fondo \u2013 non si conosce, con qualcuno che piange e che richiede il 100% della tua attenzione. Un momento di profonda solitudine, nonostante la rete che ci si costruisce intorno, e nonostante la presenza costante di un nuovo esserino proprio l\u00ec accanto alla mamma.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-10106 alignright\" src=\"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/81HFzKZ9ReL-189x300.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/81HFzKZ9ReL-189x300.jpg 189w, https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/81HFzKZ9ReL-768x1217.jpg 768w, https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/81HFzKZ9ReL-646x1024.jpg 646w, https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/81HFzKZ9ReL-450x713.jpg 450w, https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/81HFzKZ9ReL-225x357.jpg 225w, https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/81HFzKZ9ReL-900x1427.jpg 900w, https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/81HFzKZ9ReL-20x32.jpg 20w, https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/81HFzKZ9ReL.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/>Milone lo racconta in maniera quasi spietata, senza mai lasciarsi andare a giudizi emotivi, n\u00e9 tentare di addolcire la pillola. Un realismo che confonde, in un universo letterario forse disabituato a questo genere di romanzo.<\/p>\n<p><strong>Questo libro nasce da un\u2019esperienza autobiografica?<\/strong><br \/>\n\u00abNo. Per me fare narrativa significa raccontare storie. Certo, se non fossi diventata madre forse non avrei saputo raccontare questa storia, ma io sono una madre diversa da Emilia, e la sua non \u00e8 la mia esperienza. Un romanzo nasce da un\u2019esigenza personale, ma il dato inventivo \u00e8 fondamentale: il romanzo a un certo punto prende la sua strada in autonomia. Quella legata a questa storia era di certo un\u2019esigenza emotiva che ho provato da madre. In fondo, bisogna raccontare ci\u00f2 che si conosce a livello emozionale.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Come si riesce a parare di maternit\u00e0 con questa crudezza? Non ha provato dei sensi di colpa, in quanto mamma, a raccontare il lato oscuro della maternit\u00e0?<\/strong><br \/>\n\u00abIl senso di colpa \u00e8 quello che la genitorialit\u00e0 ti fa vivere quotidianamente. Non a caso il titolo del romanzo \u201cCattiva\u201d \u00e8 proprio il giudizio che la madre d\u00e0 su se stessa. Credo che il senso di colpa sia un sentimento fisiologico della genitorialit\u00e0. Detto ci\u00f2, la scrittura deve essere onesta, e lo scrittore deve andare a fondo, senza essere indulgente ed eliminando i filtri di difesa.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 stato l\u2019effetto sull\u2019opinione pubblica, sui lettori?<\/strong><br \/>\n\u00abAvevo molta paura del giudizio esterno, invece fino a ora mi hanno scritto tantissime madri, ringraziandomi per aver nominato cose che a cui loro non erano mai riuscite a dare un nome. Di questo sono molto felice, perch\u00e9 mi sembra esattamente quello che deve fare la letteratura. E sono felice anche dei complimenti che ricevo dai non genitori, che mi dicono di essere riusciti con il mio romanzo a entrare in contatto con una realt\u00e0 che non conoscevano.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Il tema di <a href=\"http:\/\/www.torinospiritualita.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Torino Spiritualit\u00e0<\/a>, dove lei ha presentato il suo romanzo, \u00e8 \u201cpreferisco di no\u201d: nella societ\u00e0 di oggi si pu\u00f2 preferire di non avere figli?<\/strong><br \/>\n\u00abNo, non \u00e8 una cosa su cui si \u00e8 liberi di decidere serenamente. In generale quello della genitorialit\u00e0 e della maternit\u00e0 \u00e8 un tab\u00f9 intriso di un fortissimo giudizio culturale su come debbano andare le cose. Questo giudizio \u00e8 ancora pi\u00f9 forte, direi asfissiante, su chi sceglie di non avere figli, una decisione che viene considerata biologicamente innaturale e culturalmente inaccettabile. \u00bb<\/p>\n<p><strong>Crede che una donna, pur scegliendo la maternit\u00e0, abbia la possibilit\u00e0 di viverla in modo diverso, a modo suo?<\/strong><br \/>\n\u00abDi nuovo, no. I giudizi e i preconcetti su come si debba essere genitori sono fortissimi. Basti pensare al mancato riconoscimento di un congedo di paternit\u00e0, che evidenzia come da un punto di vista legislativo sia ancora la madre a doversi fare carico dei figli. Pian piano ci si pu\u00f2 liberare dai giudizi esterni e costruire un proprio percorso, anche sbagliando, pur rimanendo sempre all\u2019interno delle regole di educazione sanitaria e civile.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Sempre riguardo al tema del \u201cno\u201d, esistono a suo parere dei \u201cno\u201d che alleggeriscono il peso della maternit\u00e0?<\/strong><br \/>\n\u00abCi sono dei no che dovrebbero essere strutturati, tanto che non ci dovrebbe neanche essere bisogno di dirli: NO, non rinuncio al mio lavoro perch\u00e9 sono una mamma. NO, non rinuncio a farmi la tinta. E via dicendo\u2026\u00bb<\/p>\n<p><strong>Lei fa laboratori, corsi di scrittura, perfino una scuola di lettura per ragazzi. La letteratura per lei \u00e8 una missione?<\/strong><br \/>\n\u00abNon \u00e8 che sia una missione, ma \u00e8 di certo una parte fondamentale del mio modo di vivere. Non riuscirei a pensare la mia vita senza letteratura: quello che vivo intorno a me la maggior parte delle volte lo vedo gi\u00e0 in termini di narrazione.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>By Valentina Dirindin Qualunque donna ha sentito parlare, almeno una volta nella vita, delle gioie della maternit\u00e0. Ecco. Sappiate che una donna incinta, o una donna che anche solo progetta di avere un bambino, ha sentito almeno un milione di volte quei discorsi. Ovunque. 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