{"id":11086,"date":"2019-04-24T16:13:54","date_gmt":"2019-04-24T14:13:54","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/?p=11086"},"modified":"2019-04-24T16:13:54","modified_gmt":"2019-04-24T14:13:54","slug":"tiziano-scarpa-vi-racconto-il-mio-premio-strega","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/tiziano-scarpa-vi-racconto-il-mio-premio-strega\/","title":{"rendered":"Tiziano Scarpa: vi racconto il mio Premio Strega"},"content":{"rendered":"<p><em>di Valentina Dirindin<\/em><\/p>\n<p>Avete mai sentito parlare di \u201c<strong>effetto Strega<\/strong>\u201d? No, non ha nulla a che vedere con il mal di schiena o con i rituali magici; si tratta invece del picco di vendite che garantisce la vincita del premio letterario pi\u00f9 popolare d'Italia. Per questo, tra tutte le onorificenze in circolazione, \u00e8 di sicuro quella pi\u00f9 ambita da tantissimi autori. A vincerlo, esattamente dieci anni fa, fu <strong>Tiziano Scarpa, con il suo \u201cStabat Mater\u201d<\/strong> (ed. Einaudi), romanzo storico ambientato nella Venezia di Vivaldi definito dal critico letterario Giorgio Montefoschi \u201cuno dei migliori romanzi fra quelli usciti negli ultimi anni in Italia\u201d.<\/p>\n<p>A dieci anni da quella vittoria, oggi Tiziano Scarpa continua naturalmente a scrivere romanzi (l'ultimo, \u201cIl cipiglio del gufo\u201d, \u00e8 uscito l'anno scorso sempre per Einaudi), ma anche poesie e testi per il teatro, altra sua grande passione. Ed \u00e8 proprio in occasione di una delle sue performance teatrali, quella dello spettacolo \u201c<strong>Viaggio al termine delle note<\/strong>\u201d durante il Festival dell'Espressionismo a Torino, che lo abbiamo incontrato per intervistarlo.<\/p>\n<p><strong>Come si sta, a dieci anni dal Premio Strega?<\/strong><br \/>\n\u201c\u00c8 un premio che mi ha dato tanto: lo Strega e il Campiello sono gli unici premi che riescono a far arrivare certi libri, certi autori e autrici, nelle case dei lettori pi\u00f9 su larga scala, anche di chi i libri normalmente non li va a cercare. \u00c8 un premio strano, un riconoscimento di prestigio letterario ma anche un premio molto pop: trovo che la sua forza sia proprio il riuscire a tenere insieme le due anime della letteratura.\u201d<\/p>\n<p><strong>\u00c8 contento che un suo libro sia diventato \u201cpop\u201d?<\/strong><br \/>\n\u201cIo sono felice quando scrivo un bel libro, il resto viene da s\u00e9. In fondo, l'essere popolare \u00e8 una delle anime storiche del romanzo: il romanzo nasce anche per arrivare alla gente, non \u00e8 una cosa che nasce per restare fra i cosiddetti letterati. La cosa magica dei romanzi \u00e8 che li possono leggere i tredicenni come i novantenni, le persone colte come quelle meno preparate. \u00c8 sicuramente la sua forza, quindi non vedo nessuno snaturamento.\u201d<\/p>\n<p><strong>Un premio cos\u00ec cambia la vita professionale?<\/strong><br \/>\n\u201cIn parte s\u00ec: per qualche anno mi ha aiutato ad avere pi\u00f9 concentrazione per scrivere i libri che ho scritto dopo, perch\u00e9 mi ha permesso di fermarmi per un po' e di dedicarmi solo alla scrittura. \u00c8 cos\u00ec che ho scritto \u201cIl brevetto del geco\u201d e \u201cIl cipiglio del gufo\u201d, i miei romanzi pi\u00f9 ambiziosi e pi\u00f9 strutturati, forse quelli pi\u00f9 profondi. Diciamo che per qualche tempo un premio come lo Strega ti toglie qualche ansia, sia dal punto di vista produttivo che economico.\u201d<\/p>\n<p><strong>Non c'\u00e8 invece l'ansia di non riuscire a replicare quel successo?<\/strong><br \/>\n\u201cNo, io so benissimo che non sono uno scrittore da successi. Non ho voluto replicare in alcun modo, altrimenti avrei fatto lavori pi\u00f9 simili a quello, e invece mi sono cimentato in cose molto diverse, perch\u00e9 per me ogni volta che inizio un libro \u00e8 come fare un viaggio, e non pu\u00f2 essere uguale al precedente. Io ho un'idea artistica della scrittura, faccio opere d'arte con le parole, alcune piacciono di pi\u00f9, altre di meno. Non voglio sembrare superbo, ma non si pu\u00f2 pretendere che tutte le opere vadano allo stesso modo, anche perch\u00e9 in parte \u00e8 una cosa imponderabile: spesso i risultati dei miei lavori mi hanno sorpreso.\u201d<\/p>\n<p><strong>Ci racconta il momento della premiazione?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cQuell'anno l\u00ec fu sicuramente particolare, perch\u00e9 fino all'ultimo momento all'ultimo voto non si sapeva chi avrebbe vinto. Vincere un premio letterario \u00e8 una cosa strana: io ho fatto anche gare di poetry slam, dove c'\u00e8 una prestazione che, se fatta bene, porta a vincere la competizione. C'\u00e8 l'adrenalina, la performance, il risultato. Nel caso di un premio letterario sei necessariamente pi\u00f9 passivo, perch\u00e9 ti stanno premiando per una cosa che hai scritto molto tempo prima.\u201d<\/p>\n<p><strong>\u00c8 nato prima il suo amore per il teatro o quello per la letteratura?<\/strong><br \/>\n\u201cDirei che le due cose sono sempre andate in contemporanea: per me teatro \u00e8 anche un po' una boccata d'aria, un modo per uscire dalla solitudine della scrittura. La letteratura \u00e8 una cosa che porta a passare molto tempo da solo, con con la propria immaginazione e la propria fantasia. Invece vedere un testo che hai scritto impersonato da qualcuno, che lo impara a memoria, che ci mette i propri gesti, \u00e8 davvero magico. \u00c8 un'esperienza intensissima, come una visione che hai avuto e che improvvisamente prende forma attraverso persone in carne e ossa. \u00c8 la cosa pi\u00f9 forte di tutte.\u201d<\/p>\n<p><strong>Chi vincer\u00e0 quest'anno il Premio Strega?<\/strong><br \/>\n\u201cNon li ho ancora letti tutti, \u00e8 impossibile fare una previsione.\u201d<\/p>\n<p><strong>Allora, ci dica quali sono gli ultimi libri che le sono piaciuti molto...<\/strong><br \/>\n\u201cLe ultime lezioni\u201d di Giovanni Montanaro (ed. Feltrinelli), un bellissimo romanzo di formazione che racconta la storia di un ragazzo che trova in un professore una figura adulta di riferimento.<br \/>\n\u201cNon c'\u00e8 stata nessuna battaglia\u201d di Romolo Bugaro (ed. Marsilio), un romanzo che narra di un gruppo di amici seguiti un po' per tutta la loro vita.<br \/>\nE poi un libro che mi ha divertito molto, \u201cL'idioma di Casilda Moreira\u201d (ed. Exorma), un romanzo di Adrian Bravi, autore di origine argentina che vive da molti anni in Italia e scrive in italiano. \u00c8 una storia bellissima di un giovane studioso che fa un viaggio in Sud America per scoprire una lingua in estinzione,parlata solo da due persone, un uomo e una donna, che per\u00f2 non vogliono parlarsi tra di loro.\u201d<\/p>\n<p><strong>Che rapporto ha con il Salone del Libro di Torino?<\/strong><br \/>\n\u201cMi piace tantissimo, soprattutto mi fa impazzire andare a scovare gli editori improbabili, piccoli, locali, molto specializzati magari in cose piccolissime. In parte sono divertenti, in parte si scoprono realt\u00e0 interessanti che si presentano con cose di qualit\u00e0 facendo grandi sforzi. Ormai, visto che le librerie indipendenti sono sempre pi\u00f9 rare, il Salone \u00e8 una delle poche occasioni che ti permettono di fare questo tipo di scoperta. Il Salone mi piace proprio perch\u00e9 offre ancora la possibilit\u00e0 di scoprire le piccole pianticelle che formicolano ai piedi delle grandi querce.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Valentina Dirindin Avete mai sentito parlare di \u201ceffetto Strega\u201d? No, non ha nulla a che vedere con il mal di schiena o con i rituali magici; si tratta invece del picco di vendite che garantisce la vincita del premio letterario pi\u00f9 popolare d'Italia. 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