{"id":11859,"date":"2019-12-03T13:01:18","date_gmt":"2019-12-03T12:01:18","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/?p=11859"},"modified":"2019-12-03T13:01:51","modified_gmt":"2019-12-03T12:01:51","slug":"quattro-passi-giaveno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/quattro-passi-giaveno\/","title":{"rendered":"Quattro Passi: Giaveno"},"content":{"rendered":"<p>Un piccolo paese di origini antichissime, circondato da boschi carichi di funghi e montagne leggendarie, dove si testarono per la prima volta in Italia gli sci. <strong>Giaveno<\/strong> \u00e8 una chicca tutta da scoprire, e un'ottima base di partenza per un giro nei dintorni.<\/p>\n<p>di <em>Valentina Dirindin<\/em><\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 di sedicimila abitanti, nel cuore della Val Sangone: \u00e8 <strong>Giaveno<\/strong> (Giav\u00e8nn in piemontese, Jav\u00ebn in francoprovenzale, lingua di minoranza riconosciuta nella zona). Un paese di origini antichissime (i primi insediamenti risalgono all'epoca romana) che si trova all'ombra delle montagne. Qui si viene soprattutto d'autunno a cercar funghi, ma non soltanto: in inverno ci sono le montagne (\u00e8 proprio nel comune di Giaveno che a fine Ottocento l'indu- striale svizzero Adolfo Kind utilizz\u00f2 gli sci per la prima volta sulle montagne italiane), mentre d'estate si viene per i laghi e il fresco del bosco.<\/p>\n<p>Non a caso, da queste parti, sorgono numerosissime case di campagna dove nei weekend i Torinesi fuggono dai ritmi frenetici della vita moderna e non a caso, ancor prima che qui si formasse un paese, pare che l\u2019importante fami- glia dei Gavi dell\u2019Augusta Taurinorum (Torino), avesse qui costruito una casa colonica, proba- bilmente nel I secolo d.C, e forse proprio da qui deriva il toponimo Giaveno (che deriverebbe appunto dal latino Gavienum).<\/p>\n<p>Tendenzialmente, dunque, da queste parti si viene per ristabilire il contatto con la natura. Ma non solo: Giaveno \u00e8 anche una piccola cittadina animata, ricca di artigiani, di vita di paese, di quella con cui fa piacere interfacciarsi di tanto in tanto, per ricordarsi di quando la vita era pi\u00f9 semplice, pi\u00f9 lenta, pi\u00f9 raccolta. Quanto alle attrazioni culturali, da vedere in una gita a Giaveno \u00e8 sicuramente il<strong><a href=\"http:\/\/www.santuariodelselvaggio.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> santuario di Nostra Signora di Lourdes al Selvaggio.<\/a><\/strong> Un nome particolare, che ha una derivazione pre- cisa: nasce infatti dalla crasi di due termini occi- tani, serre, che significa \"altura\", e vacho, che significa \"mucca\", quindi \"altura delle mucche\", ovvero alpeggio. La costruzione attuale \u00e8 opera dell'architetto bresciano Giulio Valotti, che nei primi del Novecento diede l'attuale aspetto neo- romanico alla chiesa. Al suo interno si trova anche una grotta (fedele riproduzione di quella di Massabielle), opera del Laboratorio Luisoni, con un bellissimo altarino in marmo fregiato da bronzi finemente lavorati su cui si trova inca- stonato un frammento della Grotta di Lourdes. In una passeggiata per il paese, non potr\u00e0 che attirare la vostra attenzione la fontana-simbolo di Giaveno, il <strong>\u201cMascherone\u201d<\/strong>, una grande faccia bianca dall'aria austera realizzata nel 1622 per il parco dell\u2019antica cittadella abbaziale.<\/p>\n<p>Particolare il legame che Giaveno ha con i Promessi Sposi, il capolavoro di <strong>Manzoni<\/strong>. Qui infatti visse il pittore Francesco Gonin (abitava a Villa Marsili, nella frazione Buffa, oggi trasfor- mata in un B&amp;B). A lui si deve la realizzazione delle preziose litografie per l\u2019edizione \u00abquaran- tana\u00bb del capolavoro di Manzoni, ovvero quella pubblicata nel 1840, stampata in 10mila copie autofinanziate dallo stesso autore. Oggi, quegli stessi disegni sono stati riprodotti nelle facciate dei palazzi del centro storico, per omaggiare la figura dell'artista<\/p>\n<p><strong>Cosa fare a Giaveno<\/strong><\/p>\n<p><strong>La festa del pane<\/strong><br \/>\n<strong>settembre<\/strong><br \/>\nCi sono giorni in cui il profumo del pane appena sfornato invade le vie di Giaveno: sono i giorni della sagra del pane, un momento di festa intorno all'alimento base di tutte le tavole italiane. \u201cGiaveno Citt\u00e0 del Buon Pane\u201d celebra il lavoro, aprendo i mulini e trebbiando il grano in piazza, ma anche il frutto di quella fatica, con un mercatino agroalimentare in centro citt\u00e0 e le degustazioni dei pani tradizionali del territorio, come la biova, lo stirotto, la micca o la mezzana.<\/p>\n<p><strong>La festa di San Lorenzo<\/strong><br \/>\n<strong>10 agosto<\/strong><br \/>\nOltre a essere il Santo delle stelle cadenti, San Lorenzo \u00e8 anche il patrono di Giaveno, e ogni anno il paese lo festeggia il 10 agosto con una bella festa all'aperto, che riempie le vie e le piazze con mercatini, spazi dedicati allo street food, balli e momenti di animazione fino al tradizionale e immancabile appuntamento con i fuochi d'artificio. Nel periodo estivo, \u00e8 tradizione a Giaveno anche una divertente notte bianca (quest'anno, sabato 25 luglio), in cui tutti i cittadini si riversano nelle strade, animate con eventi a tema e un clima festoso.<\/p>\n<p><strong>Fungo in festa<\/strong><br \/>\n<strong>settembre\/ottobre<\/strong><br \/>\nProbabilmente si tratta di uno degli appuntamenti pi\u00f9 noti di Giaveno, i cui boschi sono spesso battuti da cercatori di porcini. Se non volete addentrarvi in una ricerca (e se non siete esperti cercatori, davvero non dovreste farlo!) potete recarvi sulla passeggiata di piazza Molines a Giaveno, dove in autunno si tiene tutti i giorni il mercato dei funghi freschi spontanei. Ma il periodo di festa dedicato ai funghi non si ferma alla semplice vendita al mercato: le trattorie e i ristoranti della zona, in questa stagione, presentano menu a tema, e tutta la citt\u00e0 si anima di mostre, eventi, iniziative varie curate dalla Pro Loco. Ci sono anche showcooking di livello (l'anno scorso hanno partecipato, tra gli altri, lo chef stellato Alessandro Mecca di Spazio 7 e Cesare Grandi della Limonaia) E, per l'occasione si apre anche il museo del fungo.<\/p>\n<p><strong>Gesti diversi<\/strong><br \/>\n<strong>fino al 5 giugno<\/strong><br \/>\nUna rassegna di spettacoli teatrali divertente, variegata e partecipata, giunta quest'anno alla quinta edizione. \u201cGesti Diversi\u201d \u00e8 ideata dall\u2019Associazione Arte In Movimento di Giaveno, e presenta in programma spettacoli di danza, rappresentazioni teatrali di vario genere, dalle pi\u00f9 colte alle pi\u00f9 pop, e un calendario dedicato alle scuole.<\/p>\n<p><strong>MaggioNatura<\/strong><br \/>\n<strong>maggio<\/strong><br \/>\nUna mostra mercato dei prodotti agroalimentari del territorio e della manualit\u00e0, con tanti appuntamenti collaterali come concerti, feste e mostre. Le vie e le piazze si animano e si colorano dei fiori primaverili, festeggiando l'arrivo della bella stagione.<\/p>\n<p><strong>Carnevale giavenese<\/strong><br \/>\nUn carnevale molto sentito e partecipato: c'\u00e8 la parata dei carri (l'anno scorso anche in versione notturna) e ci sono le maschere tradizionali del paese, quelle della \u201cFamija dei Berg\u00e8\u201d (ovvero il pastore): c'\u00e8 il Berg\u00e8, la Bela Bergera e i Bergerotti, impersonati ogni anno dai cittadini locali.<\/p>\n<p><strong>Mercatino delle pulci<\/strong><br \/>\nFatta eccezione per il mese di dicembre, le vie del centro storico di Giaveno ospitano ogni quarta domenica del mese uno storico mercatino delle pulci. Lo spazio si \u00e8 ampliato sempre di pi\u00f9, arrivando oggi a quasi un centinaio di espositori, che nelle loro bancarelle propongono in vendita un po' di tutto, per lo pi\u00f9 sul genere vintage e antiquariato: libri, cartoline, oggettistica e complementi d'arredo, mobili e abiti. Una vera chicca per gli appassionati, che possono certamente fare un po' di affari.<\/p>\n<p><strong>Cosa vedere nei dintorni<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sacra di San Michele<\/strong><br \/>\nLa Sacra di San Michele \u00e8 una vera meraviglia piemontese. Nota ai pi\u00f9 per aver ispirato Umberto Eco per l'ambientazione del suo celebre romanzo Il nome della Rosa, \u00e8 una straordinaria abbazia arroccata sulla vetta del monte Pirchiriano, all'imbocco della val di Susa. Fondata intorno al 1000 d.C. come abbazia benedettina, \u00e8 uno dei pi\u00f9 antichi luoghi di culto dedicati all\u2019Arcangelo Michele e si trova al centro di una via di pellegrinaggio di oltre duemila chilometri\u00a0che unisce quasi tutta l\u2019Europa occidentale, da Mont-Saint-Michel in Francia\u00a0a Monte Sant\u2019Angelo, in Puglia. Per vederla, in tutta la sua magnificenza, si procede per un cammino in salina, che porta poi all'ampio e ripido scalone nella nicchia centrale dove fino al 1936 erano riposti alcuni scheletri dei monaci, tanto da aver dato al luogo il nome di Scalone dei Morti. Poi, una volta giunti\u00a0in cima allo scalone, si attraversa il Portale dello Zodiaco, un'opera romanica scolpita dal Maestro Nicolao con i dodici segni zodiacali e le costellazioni australi e boreali. Un luogo altamente suggestivo e davvero unico nella sua grandiosit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.certosa1515.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>La Certosa di Avigliana<\/strong><\/a><br \/>\nIl Convento di San Francesco, pi\u00f9 conosciuto come Certosa di Avigliana, \u00e8 un ex convento del cinquecento, abitato dalle monache di clausura fino a pochi anni fa e oggi trasformato in struttura ricettiva e centro di formazione aperto a tutti. La Certosa fu fondata come convento francescano nel 1515 dal Beato Tommaso Illirico, e fino agli anni Novanta venne abitata dalle monache certosine. Quando loro se ne andarono, la struttura incroci\u00f2 il cammino del Gruppo Abele, che si attiv\u00f2 per l\u2019acquisto e il restauro \u2013 un intenso lavoro durato 18 anni \u2013 affinch\u00e9 rimanesse luogo fedele alla sua storia. Dal settembre 2011, dunque, lo spazio \u00e8 gestito dall\u2019associazione Certosa1515 Onlus con l'obiettivo di farlo diventare un luogo del bene comune e condiviso.<\/p>\n<p><strong>Laghi di Avigliana<\/strong><br \/>\nIl Parco Naturale Laghi di Avigliana si trova ai piedi di quello stesso Monte Pirchiriano che d\u00e0 sede alla Sacra\u00a0di San Michele. La zona \u00e8 da molti considerata la cosa pi\u00f9 simile al mare nei dintorni della citt\u00e0, quindi nella\u00a0bella stagione viene presa d'assalto da turisti che prendono il sole o bagnano i piedi nell'acqua, magari organizzando un pic nic con gli amici. I laghi, protetti da una Riserva Naturale, sono due: il \u201cLago Grande\u201d, un tempo detto Lago della Madonna, che ha anche\u00a0una passerella galleggiante su cui poter passeggiare; e il \u201cLago Piccolo, detto anche Lago di Trana e un tempo chiamato Lago di San Bartolomeo (dal nome della borgata che si affaccia sulla sua sponda meridionale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/boscodellemeraviglie.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Bosco delle meraviglie<\/strong><\/a><br \/>\nA Sant\u2019Ambrogio di Torino, poco distante da Giaveno, si trova uno spazio molto bello per le famiglie con bambini: il Bosco delle Meraviglie.\u00a0Si tratta di un parco emozionale,<br \/>\nin cui bambini e genitori vengono accompagnati attrverso un percorso animato su un sentiero attrezzato\u00a0dove incontrano e interagiscono con personaggi fantastici, leggendari, mitologici e della storia locale. Quando si arriva al Bosco delle Meraviglie<br \/>\nsi viene immediatamente immersi nell'atmosfera magica, con costumi\u00a0e accessori adatti all'occasione, e di l\u00ec\u00a0si parte per un'avventura in un bosco animato da folletti, alberi parlanti,\u00a0orchi, lupi mannari, elfi, masche (le streghe locali), cavalieri e fate.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.zoomtorino.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Zoom<\/strong><\/a><br \/>\nAnche Cumiana non \u00e8 distante da Giaveno, ed \u00e8 l\u00ec che si trova Zoom, il celebre bioparco alle porte di Torino. Un mondo affascinante ed esotico, dove ammirare gli animali di habitat terrestri e acquatici appartenenti a mondi lontani: giraffe, tartarughe giganti, pinguini, ippopotami e molto altro. Ci sono anche i lemuri, in un'isoletta in cui si pu\u00f2 passeggiare fianco a fianco con loro. Sono nove gli habitat africani e asiatici riproposti,<br \/>\nche possono essere scoperti grazie all'aiuto dei biologi del parco. In estate, poi, le piscine di Zoom diventano spiagge, dove magari nuotare accanto alla vasca dei pinguini o ammirando i pesci tropicali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un piccolo paese di origini antichissime, circondato da boschi carichi di funghi e montagne leggendarie, dove si testarono per la prima volta in Italia gli sci. 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