{"id":14558,"date":"2021-01-22T14:29:30","date_gmt":"2021-01-22T13:29:30","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/?p=14558"},"modified":"2021-01-22T14:30:42","modified_gmt":"2021-01-22T13:30:42","slug":"giorno-della-memoria-un-mese-dedicato-a-primo-levi-al-circolo-dei-lettori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/giorno-della-memoria-un-mese-dedicato-a-primo-levi-al-circolo-dei-lettori\/","title":{"rendered":"Giorno della Memoria: un mese dedicato a Primo Levi al Circolo dei Lettori"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>27 gennaio<\/strong>,<strong>\u00a0Giorno della Memoria<\/strong>. Prosegue al <strong>Circolo dei Lettori di Torino <\/strong>\"Io so cosa vuol dire non tornare\", il mese dedicato alla voce di\u00a0<strong>Primo Levi<\/strong>\u00a0e all\u2019immenso patrimonio umano che ci ha lasciato. Il ciclo, organizzato\u00a0<strong>in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi<\/strong>, ha inaugurato online sui canali digitali del Circolo dei lettori il 14 gennaio con Annunciazione. <\/p>\n\n\n\n<p>Dodici poesie intorno ad Auschwitz registrando un'<strong>accoglienza straordinaria<\/strong>\u00a0in fatto di pubblico, critica e condivisioni, anche da parte dei tantissimi Istituti Italiani di Cultura all'Estero. Gli appuntamenti\u00a0<strong>proseguono fino al 16 febbraio<\/strong>\u00a0e si inseriscono nell'ampio palinsesto delle celebrazioni della Citt\u00e0 di Torino\u00a0<em>27 gennaio. Giorno della Memoria<\/em>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Io so cosa vuol dire non tornare significa\u00a0<strong>grandi lezioni<\/strong>:\u00a0<strong>Jhumpa Lahiri<\/strong>\u00a0che a partire da\u00a0<em>Quaestio de Centauris<\/em>\u00a0formula una lectio sui temi e le opere di Primo Levi in forma di sillabario,\u00a0<strong>Ann Goldstein<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Gian Luigi Beccaria<\/strong>\u00a0in un'analisi in parallelo sul \u00ablinguaggio pacato e sobrio del testimone\u00bb;\u00a0<strong>letture e dialoghi<\/strong>\u00a0con\u00a0<strong>Fabrizio Gifuni<\/strong>\u00a0che rilegge<em>\u00a0I sommersi e i salvati<\/em>, in commento con\u00a0<strong>Ernesto Ferrero<\/strong>\u00a0e poi\u00a0<strong>Lucilla Giagnoni<\/strong>\u00a0nella sua interpretazione\u00a0<em>Se non io, chi? Se non ora, quando?<\/em>;\u00a0<strong>incontri tematici<\/strong>\u00a0con\u00a0<strong>Marco Belpoliti<\/strong>,\u00a0<strong>Claudia Durastanti<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Claudio Bartocci<\/strong>\u00a0a riflettere su Primo Levi e Leonardo Sinisgalli tra scienza e letteratura e poi\u00a0<strong>Diego Guzzi<\/strong>,\u00a0<strong>Anna Mastromarino<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Luca Rolandi<\/strong>in un appuntamento a cura del Polo del '900 tra istituzionalizzazione e consapevolezza della Memoria. Non mancano le\u00a0<strong>presentazioni editoriali<\/strong>\u00a0<em>Auschwitz, citt\u00e0 tranquilla. Dieci racconti<\/em>\u00a0(Einaudi) a cura di\u00a0<strong>Fabio Levi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Domenico Scarpa<\/strong>\u00a0con\u00a0<strong>Wlodek Goldkorn<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Nadia Terranova<\/strong>\u00a0e\u00a0<em>Il fratello minore<\/em>\u00a0(Solferino) di\u00a0<strong>Andrea Barzini<\/strong>\u00a0con\u00a0<strong>Giuseppe Cederna<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Disponibili dal 12 febbraio sul canale Spotify del Circolo dei lettori i\u00a0<strong>tre podcast<\/strong>\u00a0in cui verranno letti altrettanti\u00a0<strong>racconti di Primo Levi<\/strong>\u00a0tratti da\u00a0<em>Storie naturali<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Vizio di forma<\/em>:\u00a0<em>Protezione<\/em>,\u00a0<em>Quaestio de Centauris<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Ammutinamento<\/em>, un viaggio tra presente e futuro, mito e realt\u00e0, natura e uomo. Una co-produzione TPE - Teatro Piemonte Europa con l'interpretazione di\u00a0<strong>Valter Malosti<\/strong>,\u00a0<strong>Anna Della Rosa<\/strong>,\u00a0<strong>Paolo Giangrasso<\/strong>,\u00a0<strong>Roberta Lanave<\/strong>,\u00a0<strong>Elena Clara Malosti<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 27 gennaio l\u2019esposizione\u00a0<em>Primo Levi. Momenti<\/em>, curata da\u00a0<strong>Guido Vaglio<\/strong>, sar\u00e0 allestita nella Galleria del Circolo dei lettori di Torino e resa accessibile via web sul sito del Circolo dei lettori fino a quando non sar\u00e0 possibile la visita in presenza. Il percorso presenta alcune significative\u00a0<strong>immagini fotografiche di Primo Levi<\/strong>, che rimandano alla sua vita, alla sua formazione e alle sue passioni: la chimica, la letteratura, la montagna, la testimonianza sul Lager, accanto al piacere del fantastico, l\u2019umorismo, la curiosit\u00e0 per tanti e differenti campi del sapere.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Calendario degli appuntamenti online<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Marted\u00ec 26 gennaio&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ore 18 |&nbsp;Auschwitz, citt\u00e0 tranquilla<\/strong><br><strong><em>Dieci racconti<\/em>&nbsp;(Einaudi)<\/strong><br><strong>a cura di Fabio Levi e Domenico Scarpa&nbsp;<\/strong><br><strong>con Wlodek Goldkorn e Nadia Terranova, introduce Fabio Levi<\/strong><br><strong>in collaborazione con Giulio Einaudi editore<\/strong><br>\u201cPu\u00f2 stupire che in Lager uno degli stati d\u2019animo pi\u00f9 frequenti fosse la curiosit\u00e0. Eppure eravamo,&nbsp;oltre che spaventati, umiliati e disperati, anche curiosi: affamati di pane e anche di capire\u201d.&nbsp;Auschwitz \u00e8 stato l\u2019alfa e l\u2019omega dell\u2019opera di Primo Levi: l\u2019alfa nel 1947 con Se questo \u00e8 un&nbsp;uomo; l\u2019omega quarant\u2019anni pi\u00f9 tardi con il suo ultimo libro, I sommersi e i salvati. Levi per\u00f2 non&nbsp;ha smesso mai di raccontare il Lager, e di indagarlo nell\u2019atto stesso di raccontarlo. Costruito dal&nbsp;Centro Internazionale di Studi Primo Levi,&nbsp;<strong><em>Auschwitz, citt\u00e0 tranquilla<\/em><\/strong>&nbsp;ci offre dieci suoi testi&nbsp;narrativi, incorniciati da due poesie in versi: dodici punti di vista, inaspettati e avvincenti, sulla&nbsp;maggiore tragedia collettiva del Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mercoled\u00ec 27 gennaio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Primo Levi. Momenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una mostra fotografica curata da Guido Vaglio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da mercoled\u00ec 27 gennaio, allestita nella Galleria del Circolo dei lettori di Torino, accessibile sul sito del Circolo dei lettori fino a quando non sar\u00e0 possibile la visita in presenza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un percorso con immagini fotografiche, diverse per la loro natura, per il loro punto di vista e per il momento in cui sono state realizzate: dagli scatti familiari a quelli di fotografi professionisti, fino a una caricatura del tempo di guerra e a una sorta di autoritratto simbolico, costruito in filo di rame e fotografato da Pino Dell\u2019Aquila.&nbsp;Immagini che rimandano alla sua vita, alla sua formazione e alle sue passioni: la chimica, la letteratura, la montagna, la testimonianza sul Lager, accanto al piacere del fantastico, l\u2019umorismo, la curiosit\u00e0 per tanti e differenti campi del sapere. La mostra sar\u00e0 allestita dalla settimana del 27 gennaio al Circolo dei lettori e prender\u00e0 vita in un racconto virtuale on line con commenti di scrittori, storici e appassionati conoscitori di Primo Levi.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Gioved\u00ec 28 gennaio&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ore 21.00 | Se comprendere \u00e8 impossibile, conoscere \u00e8 necessario<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>letture di&nbsp;Fabrizio Gifuni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>in dialogo con&nbsp;Ernesto&nbsp;Ferrero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Introduzione al testo di Roberta Mori<\/strong><br><br>Parte dal Ministero dell\u2019Istruzione la pubblicazione per le scuole di\u00a0<em>Lettura Primo Levi<\/em>, una\u00a0selezione di brani da\u00a0<em>I Sommersi e i salvati<\/em>\u00a0a cura di Fabio Levi e Vincenza Iossa con lettura di\u00a0Fabrizio Gifuni rivolta a studenti e insegnanti delle scuole secondarie di tutta Italia; il 28 gennaio,\u00a0per il ciclo del Circolo dei lettori, Fabirio Gifuni, legger\u00e0 e presenter\u00e0 quei brani in dialogo con\u00a0Ernesto Ferrero, con un'introduzione al testo di Roberta Mori, responsabile per la didattica del\u00a0Centro Primo Levi.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong><u>Luned\u00ec 1 febbraio<\/u><br>ore 18 |&nbsp;Il mistero di Ettore Barzini, ucciso a Mauthausen<\/strong><br><strong><em>Il fratello minore<\/em>&nbsp;(Solferino)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea Barzini<\/strong><br><strong>con Giuseppe Cederna<\/strong><br>Che fine ha fatto Ettore Barzini, figlio del celebre giornalista Luigi Senior e fratello di Luigi&nbsp;Junior? Perch\u00e9 in famiglia nessuno ricorda la sua morte nel campo di concentramento di&nbsp;Mauthausen? A dare una risposta all\u2019enigma \u00e8 il nipote Andrea, in un intenso racconto&nbsp;personale che \u00e8 anche un capitolo di storia italiana attraverso le vicende di una famiglia&nbsp;eccentrica e di due fratelli molto diversi tra speranze e guerre, amore e morte, fascismo e&nbsp;aneliti di libert\u00e0. In queste pagine s\u2019incrociano il declino di un padre compromesso col&nbsp;regime, la carriera ambiziosa di un figlio al \u00abCorriere della Sera\u00bb, e la vicenda dell\u2019altro&nbsp;figlio, Ettore, agronomo solitario, cresciuto tra Italia, America e l\u2019amata Somalia. Ma sono&nbsp;vite destinate a non incontrarsi mai, se non nella guerra che i primi due vissero da reporter&nbsp;e che il terzo decise di vivere con spirito di giustizia, a rischio della propria vita. Un&nbsp;travolgente romanzo autobiografico. Un viaggio tragico e ironico attraverso tre generazioni&nbsp;in cui l\u2019autore, con l\u2019aiuto di lettere dimenticate, ricerche d\u2019archivio e incontri sorprendenti,&nbsp;riscopre la figura di uno spirito libero nato nella famiglia sbagliata.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Luned\u00ec 1 febbraio&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ore 21 |&nbsp;Se non io, chi? Se non ora, quando?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>letture di Lucilla Giagnoni<\/strong><br><strong>In collaborazione con Comune di Novara<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una selezione di brani tratti da&nbsp;<em>La Tregua<\/em>&nbsp;e dall\u2019ultimo romanzo di Primo Levi&nbsp;<em>Se non ora, quando&nbsp;<\/em>e una riflessione sul Primo Levi liberato a cura di Lucilla Giagnoni.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Marted\u00ec 2 febbraio&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ore 18 |&nbsp;Primo Levi e Leonardo Sinisgalli tra scienza e letteratura<\/strong><br><strong>con Marco Belpoliti, Claudia Durastanti e Claudio Bartocci<\/strong><br><strong>in collaborazione con Fondazione Sinisgalli, Giulio Einaudi editore e con Comune di Settimo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una riflessione a tre voci a partire da&nbsp;<em>La chiave a stella<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Il sistema periodico&nbsp;<\/em>in collaborazione con Fondazione Sinisgalli e con Comune di Settimo Torinese.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Marted\u00ec 9 febbraio&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ore 18 |&nbsp;Vuoti di memoria.&nbsp;Il 27 gennaio tra istituzionalizzazione e consapevolezza<\/strong><br><strong>con Diego Guzzi, Anna Mastromarino e Luca Rolandi<\/strong><br><strong>in collaborazione con Polo del \u2018900<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non tutto ci\u00f2 che succede prende posto nella memoria collettiva, quello spazio mnemonico&nbsp;condiviso occupato da eventi del passato a cui \u00e8 stato assegnato un significato a livello di&nbsp;progettualit\u00e0 sociale. Non basta rilevare e recuperare dallo scorrere del tempo un fatto (o un&nbsp;personaggio), \u00e8 necessario che questa azione sia supportata da uno sguardo teso al futuro. Non tutti&nbsp;i ricordi \u201cfanno memoria\u201d. C\u2019\u00e8 una scelta sul se, cosa e come ricordare. A maggior ragione questo&nbsp;vale per quegli eventi che si impressionano nel DNA dell\u2019umanit\u00e0 intera. Ma quando e in che modo -&nbsp;e con quali conseguenze - essi vengono integrati dal singolo e dalla comunit\u00e0? Soprattutto in&nbsp;quest\u2019epoca digitale cos\u00ec ossessionata dalle immagini, cosa diventa memoria e cosa cade nell'oblio?<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>N (enne) \u00e8 il magazine del Polo del \u2018900<\/strong><br>Radici profonde nella storia del XX secolo e osservatorio contemporaneo, il semestrale monografico e didattico nasce con l\u2019obiettivo di&nbsp;valorizzare il patrimonio culturale&nbsp;che il Polo del \u2018900 conserva nei sui fondi bibliotecari e archivistici. Strumento di divulgazione rivolto a cittadini, studiosi, insegnanti e studenti, N-Enne presenta contributi diversi e promuove una pluralit\u00e0 di voci, con&nbsp;analisi e ricerche sui grandi temi della storia e del presente. Dopo i numeri dedicati ai \u201cMuri di ieri e di oggi\u201d e \u201cLa parit\u00e0 di genere\u201d, il terzo numero \u00e8 dedicato al tema \u201cVuoti di memoria. Che cosa preferiamo dimenticare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Gioved\u00ec 11 febbraio&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ore 18 |&nbsp;Il mio Primo Levi<\/strong><br><strong>Una lezione di Jhumpa Lahiri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una lectio in forma di sillabario a partire dal racconto&nbsp;<em>Quaestio de Centauris<\/em>&nbsp;in cui ogni lettera che compone la parola Centauro rimander\u00e0 a una parola chiave utile per capire, analizzare e sviscerare i temi delle opere e del mondo di Primo Levi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Venerd\u00ec 12 febbraio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Protezione. Tre podcast per tre racconti di Primo Levi&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>sul canale Spotify del Circolo dei lettori<\/strong><br><strong>da&nbsp;<em>Storie naturali<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Vizio di forma<\/em>:&nbsp;<em>Protezione<\/em>,&nbsp;<em>Quaestio de Centauris<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Ammutinamento<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>co-produzione TPE - Teatro Piemonte Europa&nbsp;con l'interpretazione di Valter Malosti, Anna Della Rosa, Paolo Giangrasso, Roberta Lanave, Elena Clara Malosti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>in collaborazione con Giulio Einaudi editore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con i suoi racconti di fantascienza Primo Levi sa aprire il tempo e forzarne le dimensioni in modo sorprendente. In Protezione il presente si interseca e reagisce con un futuro nel quale gli uomini sono costretti a indossare una corazza per proteggersi da una tempesta di micrometeoriti. In Quaestio de Centauris accade l\u2019opposto: da un\u2019epoca lontanissima, che si confonde con il mito, emerge la figura di Trachi, il centauro, met\u00e0 uomo e met\u00e0 cavallo, che, con la sua intelligenza, la sua forza e la sua sensibilit\u00e0 sovrumana, attraversa come una visione reale e inquietante il nostro mondo di oggi. Ma il tempo \u00e8 solo la cornice; l\u2019oggetto vero \u00e8 l\u2019umanit\u00e0. Cos\u00ec l\u2019autore ci sorprende non solo attraverso la scorciatoia delle analogie che a noi pare di scoprire in ogni racconto: ad esempio laddove siamo richiamati - ma possiamo scoprirlo solo ora - alla pandemia che ci assedia, o a quanto sia importante l\u2019intelligenza degli esseri umani, tanto pi\u00f9 acuta nella natura bifida e centauresca di Levi chimico e scrittore. Senza contare che la ricchezza e l\u2019interesse di quei due racconti si manifesta in mille altri modi, ad un tempo pi\u00f9 sottili e pi\u00f9 profondi. Si pensi anche solo all\u2019intimit\u00e0 quasi sensuale che si sprigiona dalla stretta furtiva fra le mani di Marta e Roberto liberate per un momento dalla costrizione delle corazze. O all\u2019esaltazione irresistibile di Trachi, quando per vie invisibili percepisce di essere stato tradito. Anche nel terzo racconto, Ammutinamento, il tempo dilatato del mondo vegetale - \u201cle piante sono molto lente\u201d - fa da cornice a qualcos\u2019altro: una rivolta inusitata dagli alberi \u201cin odio agli uomini\u201d, per il loro insopportabile strapotere sulla natura. Ma lo sguardo va ben oltre la superficie e svela riflessi di straordinaria lucentezza, come la grazia incantevole con cui la bruna e snella Clotilde sa intrattenersi con il rosmarino o con il ciliegio selvatico. Aperture come queste colorano i richiami pi\u00f9 espliciti alla nostra realt\u00e0 di oggi e ce la fanno sembrare assai pi\u00f9 variegata.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Marted\u00ec 16 febbraio&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ore 18 |&nbsp;La lingua di Primo Levi<\/strong><br><strong>Dialogo fra Ann Goldstein, traduttrice dell\u2019opera omnia di Primo Levi e Gianluigi Beccaria,&nbsp;linguista, autore de&nbsp;<em>I mestieri di Primo Levi<\/em>&nbsp;(Sellerio).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Primo Levi la chimica \u00ab\u00e8 l\u2019arte di separare, pesare e distinguere: tre esercizi utili anche a chi si accinge a descrivere fatti e a dar corpo alla propria fantasia\u00bb. Per raccontare la verit\u00e0 del vissuto, \u00e8 necessario essere chiari, diretti, precisi, alla ricerca continua della corrispondenza tra nomi e cose, come quando in principio, prima del degrado e della confusione di Babele, Dio diede un nome a ciascuna delle cose che compongono il Creato.\u00a0Quello di Levi \u00e8 \u00abil linguaggio pacato e sobrio del testimone, non quello lamentevole della vittima n\u00e9 quello irato del vendicatore\u00bb, non \u00e8 strumento di giudizio ma prepara il terreno ai lettori: sono loro a dover giudicare ci\u00f2 che \u00e8 successo. Accessibile ma non generica, semplice ma non banale, la forma diventa essa stessa parte del contenuto perch\u00e9 rispecchia l\u2019impegno alla precisione dei fatti, la volont\u00e0 di limpidezza nel racconto, la necessit\u00e0 di linearit\u00e0 morale.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>27 gennaio,\u00a0Giorno della Memoria. 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