{"id":17461,"date":"2022-04-04T17:49:09","date_gmt":"2022-04-04T15:49:09","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/?p=17461"},"modified":"2022-04-04T17:50:30","modified_gmt":"2022-04-04T15:50:30","slug":"turandot-al-regio-in-un-allestimento-visionario-e-metafisico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/turandot-al-regio-in-un-allestimento-visionario-e-metafisico\/","title":{"rendered":"Turandot al Regio, in un allestimento visionario e metafisico"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Turandot<\/em><\/strong>\u00a0di Giacomo Puccini sar\u00e0 in scena al Teatro Regio\u00a0<strong>dal 22 aprile al 5 maggio\u00a0<\/strong>per sette recite, nel suggestivo allestimento di\u00a0<strong>Stefano Poda<\/strong>\u00a0che firma regia, scene, costumi, coreografia e luci. Sul podio dell\u2019<strong>Orchestra<\/strong>\u00a0e del\u00a0<strong>Coro<\/strong>del Teatro Regio salir\u00e0 il giovane, ma gi\u00e0 affermato direttore\u00a0<strong>Jordi Bern\u00e0cer<\/strong>. Nel ruolo della protagonista, canter\u00e0 il soprano\u00a0<strong>Ingela Brimberg<\/strong>, il tenore\u00a0<strong>Mikheil Sheshaberidze<\/strong>\u00a0sar\u00e0 Calaf, il soprano\u00a0<strong>Giuliana Gianfaldoni<\/strong>\u00a0Li\u00f9 e\u00a0<strong>Michele Pertusi<\/strong>\u00a0interpreter\u00e0 Timur.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul palcoscenico del Teatro Regio torna la produzione di grande successo che&nbsp;<strong>Stefano Poda<\/strong>&nbsp;cre\u00f2 nel 2018 per il Regio e che venne trasmessa sulla piattaforma europea OperaVision e usc\u00ec in DVD per UnitelClassica\/CMajor. La scelta di partenza fu quella di fermarsi laddove Puccini depose la penna, alla morte di Li\u00f9, dove si ferm\u00f2 lo stesso Toscanini alla prima del 1926, senza il finale scritto da Franco Alfano. \u00abSu questo finale incompiuto, si orienta decisa la regia sofisticata di Stefano Poda. L\u2019artista firma per intero lo spettacolo, fatto di una scena unica candida, multipiano, con saliscendi, ghiacciata nei costumi bianchi monacali, per un indifferenziato popolo di Pechino, e soprattutto imperniata su una moderna coreografia contemporanea, efficacemente affidata a corpi nudi, di mimi perfetti\u00bb (cos\u00ec Carla Moreni per&nbsp;<em>Il Sole 24Ore<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stefano Poda<\/strong>&nbsp;afferma: \u00abLo spettatore che assiste a&nbsp;<em>Turandot<\/em>&nbsp;compie un viaggio, assiste a un processo che prima o poi tutti dobbiamo vivere. \u00c8 quella che io definisco la storia del mistero dell\u2019alterit\u00e0: \u00e8 il confronto con l\u2019altro con il \u201cfuori da s\u00e9\u201d, pu\u00f2 essere un processo naturale, doloroso, felice, traumatico, c\u2019\u00e8 chi ha paura di questo confronto, e questo diventa un simbolo di quello che io chiamo poema dell\u2019alterit\u00e0. Io non offro interpretazioni, non sposto l\u2019opera da Pechino al tempo delle fiabe o nella New York di oggi per rendere la vicenda pi\u00f9 vicina o pi\u00f9 comprensibile allo spettatore\u2026 Io depuro lo spazio, lavoro per sottrazione e permetto allo spettatore di vedere uno spazio dell\u2019anima\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>E ancora: \u00abPunto di partenza per mettere in scena\u00a0<em>Turandot<\/em>\u00a0per me \u00e8 stata una frase delle tre maschere Ping, Pong, Pang: \u201cTurandot non esiste\u201d. La principessa di gelo \u00e8 una \u201ccreazione\u201d di Calaf. Ognuno di noi costruisce un oggetto d\u2019amore, ma poi ci accorgiamo che chi amiamo non corrisponde a ci\u00f2 che abbiamo idealizzato. Solo attraverso il dolore, la crescita, l\u2019accettazione nasce quello che \u00e8 un amore grande. In quest\u2019opera solo Li\u00f9, che \u00e8 meno cerebrale degli altri, accetta la vita e accetta allo stesso modo di donarsi e di sacrificarsi, ma forse per arrivare a essere Li\u00f9 bisogna prima essere state Turandot. Calaf ha paura, Turandot ha paura del confronto, gli enigmi sono prove, sono un confronto con se stesso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul podio di&nbsp;<strong>Orchestra<\/strong>,&nbsp;<strong>Coro<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Coro di voci bianche<\/strong>&nbsp;del&nbsp;<strong>Teatro Regio<\/strong>&nbsp;sale&nbsp;<strong>Jordi Bern\u00e0cer<\/strong>. Bern\u00e0cer inizia lo studio della musica all\u2019et\u00e0 di sei anni e si diploma in flauto presso il Conservatorio di Valencia e in Direzione d\u2019Orchestra presso il Conservatorio di Vienna sotto la guida di Georg Mark e Reinhard Schwarz. \u00c8 stato assistente di Maestri come Riccardo Chailly, Sir Andrew Davis, Valery Gergiev, Nicola Luisotti, Zubin Mehta, Georges Pr\u00eatre e, in particolare, di Lorin Maazel che nel 2007 lo nomina \u201cAssociate Conductor\u201d al Castleton Festival. Nel 2015 diviene Resident Conductor presso la San Francisco Opera, ricoprendo l\u2019incarico per tre stagioni. Dal 2012 si \u00e8 consolidato il sodalizio con Pl\u00e1cido Domingo, che dirige spesso in concerti e produzioni operistiche.<\/p>\n\n\n\n<p>In scena, un unico cast per tutte le sette recite in programma. Nel ruolo del titolo troveremo&nbsp;<strong>Ingela Brimberg<\/strong>, celebre soprano svedese al suo debutto sul palcoscenico del Regio, nota per le interpretazioni delle pi\u00f9 complesse eroine dell\u2019opera; la sua \u201cvoce potentemente brillante\u201d affascina pubblico e critica come nel suo debutto come Isotta nel&nbsp;<em>Tristan und Isolde<\/em>&nbsp;per l\u2019Opera di Colonia e come Br\u00fcnhilde in&nbsp;<em>Die Walk\u00fcre<\/em>&nbsp;al Teatro Real di Madrid. Calaf sar\u00e0 interpretato dal giovane tenore georgiano&nbsp;<strong>Mikheil Sheshaberidze<\/strong>, anche lui per la prima volta a Torino, che ha gi\u00e0 sostenuto il ruolo al Teatro Lirico di Cagliari nel 2018, al Teatro di Vilnius per la regia di Bob Wilson nel 2019 e nel 2020 al Teatro di Taipei. Li\u00f9 sar\u00e0 il soprano&nbsp;<strong>Giuliana Gianfaldoni<\/strong>, una delle voci pi\u00f9 promettenti del panorama della lirica contemporanea, astro nascente e in continua crescita, richiesta dai pi\u00f9 grandi teatri d\u2019opera e diretta dai direttori d\u2019orchestra pi\u00f9 prestigiosi, un Timur d\u2019eccezione \u00e8&nbsp;<strong>Michele Pertusi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Completano il cast: il tenore&nbsp;<strong>Nicola Pamio<\/strong>&nbsp;(Altoum), il baritono&nbsp;<strong>Simone Del Savio<\/strong>&nbsp;(Ping), i tenori&nbsp;<strong>Manuel Pierattelli<\/strong>&nbsp;(Pang) e&nbsp;<strong>Alessandro Lanzi<\/strong>&nbsp;(Pong), il basso-baritono&nbsp;<strong>Adolfo Corrado<\/strong>&nbsp;(un mandarino). Regia, scene, costumi, coreografia e luci sono di&nbsp;<strong>Stefano Poda<\/strong>, regista collaboratore \u00e8&nbsp;<strong>Paolo Giani Cei<\/strong>. Il&nbsp;<strong>Coro<\/strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>Coro di voci bianche<\/strong>&nbsp;del&nbsp;<strong>Teatro Regio<\/strong>&nbsp;sono istruiti rispettivamente da&nbsp;<strong>Andrea Secchi<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Claudio Fenoglio<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Turandot\u00a0di Giacomo Puccini sar\u00e0 in scena al Teatro Regio\u00a0dal 22 aprile al 5 maggio\u00a0per sette recite, nel suggestivo allestimento di\u00a0Stefano Poda\u00a0che firma regia, scene, costumi, coreografia e luci. Sul podio dell\u2019Orchestra\u00a0e del\u00a0Corodel Teatro Regio salir\u00e0 il giovane, ma gi\u00e0 affermato direttore\u00a0Jordi Bern\u00e0cer. 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