{"id":17541,"date":"2022-04-28T16:16:36","date_gmt":"2022-04-28T14:16:36","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/?p=17541"},"modified":"2022-04-28T16:16:38","modified_gmt":"2022-04-28T14:16:38","slug":"in-piazza-carignano-arriva-la-cucina-palermitana-dellantica-focacceria-s-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/in-piazza-carignano-arriva-la-cucina-palermitana-dellantica-focacceria-s-francesco\/","title":{"rendered":"In piazza Carignano arriva la cucina palermitana dell'Antica Focacceria S.Francesco"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel 1834 il Principe di Cattolica cede al cuoco di corte Salvatore Alaimo la cappella del proprio palazzo di Piazza San Francesco a Palermo: nasce cos\u00ec l\u2019omonima Focacceria, coniugando le tradizioni umili del cibo di strada con l\u2019amore per la migliore cucina popolare siciliana. Ingredienti tipici e ricette semplici segnano l\u2019incontro tra culture diverse, nelle strade affollate di questa multietnica citt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il brand <strong>Antica Focacceria S. Francesco<\/strong>, sinonimo di autentica cucina tradizionale siciliana, sbarca per la prima volta a Torino, con l\u2019apertura del suo dodicesimo punto vendita in Italia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019apertura annunciata e attesa, che finalmente ha una data ufficiale: <strong>il 29 aprile le porte dell\u2019Antica Focacceria S. Francesco di Torino si apriranno al pubblico in Via Principe Amedeo, 3, angolo di Piazza Carignano<\/strong>. Una location prestigiosa, in una delle piazze pi\u00f9 belle e storiche della citt\u00e0, significativamente proprio di fronte al luogo che per la prima volta vide il Nord e il Sud Italia uniti in un unico Stato, nel suo primo Parlamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qui, Antica Focacceria S. Francesco, proporr\u00e0 ai Torinesi le specialit\u00e0 che l\u2019hanno resa celebre negli anni: a cominciare dallo&nbsp;<strong><em>Schiticchio<\/em> <\/strong>(una sorta di aperitivo a base delle pi\u00f9 rinomate specialit\u00e0 dei cibi di strada palermitani) con la focaccia o <strong><em>vastedda ca\u2019 meusa<\/em><\/strong> (un piccolo panino tondo ricoperto di sesamo con milza e polmone di vitello), le panelle, le <strong><em>crocch\u00e9 di latte<\/em><\/strong>, i <strong><em>cazzilli<\/em><\/strong> (ossia le crocchettine di patate e menta), le <strong><em>arancinette<\/em><\/strong> al burro, al rag\u00f9 siciliano ed alla Norma, lo <strong><em>sfincione<\/em><\/strong>, la caponata).&nbsp;Per continuare, poi, con i celeberrimi&nbsp;primi piatti (l\u2019immancabile pasta alla Norma, ma anche quella con l'anciova, i bucatini con sarde, passando per il golosissimo timballo di anelletti al forno e la parmigiana di melanzane); e ancora i secondi: le sarde a beccafico, la bistecca di tonno, per esempio o, nella sezione carni, l\u2019involtino gratinato ai pistacchi. E&nbsp;come dimenticare gli strepitosi dolci siciliani? Nel menu di Antica Focacceria S. Francesco non possono che avere un posto d\u2019onore: la cassata, il cannolo farcito di ricotta, la \u201cpistacchiosa\u201d, fino alla degustazione di cioccolato dell\u2019<strong>Antica Dolceria Bonajuto di Modica<\/strong> e, ovviamente, i gelati e le granite, servite nella tradizionale brioche col tuppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Piccola - ma non poco importante - menzione per la carta vini e birre, che propone alcune eccellenze siciliane: la birra artigianale del <strong>birrificio Tar\u00ec di Modica<\/strong>, ad esempio, o i vini bio di alcune belle realt\u00e0 locali, come la <strong>cantina Baglio di Pianetto<\/strong> nel piccolo comune di Santa Cristina Gela o le altre cantine che compongono la carta vini (Cusumano, Firriato, Duca di Salaparuta, Tasca d\u2019Almerita), insieme a eccellenze storiche come il marsala Florio. Siciliano anche l\u2019olio, che arriva dal <strong>Premiato Oleificio Barbera<\/strong>, fondato in Sicilia nel 1894, le <strong>bibite Tomarchio<\/strong> e il <strong>caff\u00e8 Moak di Modica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fabio Conticello<\/strong>, patron storico di Antica Focacceria S. Francesco ed erede della famiglia di fondazione, ha voluto salutare cos\u00ec il pubblico torinese: \u201cBenvenuti a Palermo! Lo so, ci aspettavate da tempo, ma quel tempo, finalmente, \u00e8 arrivato. E cos\u00ec, dopo tantissime edizioni al Salone del Gusto, ma anche le tante partecipazioni al Borgo Medievale, al Lingotto per <em>Gourme<\/em>t, a Cheese nella vicina Bra e ad altri numerosi eventi, ma soprattutto dopo che tantissimi di voi siete venuti a trovarci nella nostra sede storica di Palermo e a gran voce ci chiedevate \u201cQuando a Torino?\u201d, eccoci sbarcati in una delle pi\u00f9 belle piazze della Citt\u00e0 che, ne sono certo, diventer\u00e0 la nostra seconda casa. Non vediamo l\u2019ora di iniziare questa nuova avventura, consapevoli della responsabilit\u00e0 di un\u2019azienda con quasi 190 di storia alle spalle e ben tre secoli di cultura popolare siciliana. Quindi, Amici Torinesi e Piemontesi, Vi aspettiamo numerosi, non vi deluderemo, \u00e8 una promessa\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCIRFOOD, leader in Italia nella ristorazione collettiva, nel 2019 fonda CIRFOOD Retail con l\u2019obiettivo di sviluppare la ristorazione commerciale attraverso un portafoglio di marchi autentici, e l\u2019acquisizione di Antica Focacceria S.Francesco \u00e8 il primo importante esempio, trattandosi del pi\u00f9 storico marchio di ristorazione a catena in Italia e probabilmente al mondo\u201d, spiega <strong>Leopoldo Resta, Amministratore Delegato di CIRFOOD Retail<\/strong>. \u201cIl nostro impegno, ma anche la ricetta del successo \u00e8 il rispetto dell\u2019autenticit\u00e0 che acquisiamo, dunque avere a bordo la famiglia fondatrice dei Conticello \u00e8 stato il nostro primo passo, anzi il prerequisito. L\u2019apertura di Torino \u00e8 particolarmente importante, anche perch\u00e9 segna una svolta rispetto ai due anni faticosi appena trascorsi. Inoltre Torino ci \u00e8 particolarmente cara, qui abbiamo acquisito anche un marchio meno storico ma straordinariamente diffuso: Poormanger\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Antica Focacceria S. Francesco&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Via Principe Amedeo 3, angolo di Piazza Carignano | 011 530634<\/p>\n\n\n\n<p>Da domenica a luned\u00ec, dalle 8.00 alle 22.00<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Antica Focacceria S. Francesco. Una storia di profumi, cultura e tradizione&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Una storia che inizia nel 1834 quando Salvatore Alaimo, dopo una vita al servizio dei principi di Cattolica come <em>mons\u00f9<\/em> (cuoco di corte) riceve, come spettanze degli oltre 25 anni passati alle dipendenze dei nobili del Palazzo, la cappella sconsacrata dell\u2019edificio di via Alessandro Paternostro a Palermo. Proprio in questo luogo, nel cuore del capoluogo siciliano, decide di aprire la \u201cFocacceria\u201d, cos\u00ec come scrive sulla tavola di legno posta all\u2019ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora cinque generazioni della stessa famiglia hanno gestito questa attivit\u00e0 simbolo della storia della Sicilia e d\u2019Italia, luogo d\u2019incontro di esponenti della politica e della letteratura, simbolo di lotta alla mafia e punto di riferimento della gastronomia siciliana. Pare infatti che nel 1860, poco prima di risalire l\u2019Italia per unificarla, Giuseppe Garibaldi si sia fermato a Palermo accampandosi per alcuni giorni proprio nella \u201cpiazza della Focacceria\u201d che divent\u00f2 cos\u00ec suo punto di ristoro quotidiano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i clienti illustri si ricordano anche Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Renato Guttuso che, insieme ad altrettanti illustri scrittori e artisti, iniziano a incontrarsi alla Focacceria rendendola loro punto di riferimento, caff\u00e8 letterario e luogo di espressione della cultura italiana del \u2018900.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ernesto Basile, infine, una delle grandi firme dell\u2019architettura liberty europea, disegner\u00e0 il logo, i tavolini in ghisa e le sedie in ferro battuto, segni distintivi dell\u2019arredamento di tutti i locali di quella che poco dopo verr\u00e0 ribattezzata come Antica Focacceria S. Francesco. Questo nuovo nome di battesimo si deve soprattutto a Vincenzo Florio, grande imprenditore palermitano e grande amico della famiglia Alaimo. Pare infatti sia stato proprio Florio a proporre, intorno al 1896 le modifiche alla cappella sconsacrata di via Paternostro per renderla in linea con le tendenze dello stile liberty il cui massimo esponente, nell'accezione sicula, era senz\u2019altro Ernesto Basile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Basile inizi\u00f2 a disegnare su un pezzo di carta l\u2019attuale facciata della Focacceria e i piedi dei tavoli in ghisa che furono poi realizzati dalle Fonderie (Oretea) di propriet\u00e0 della famiglia Florio. Proprio da quel momento la Focacceria diventa <em>Antica<\/em> ed entra a pieno titolo nel Liberty palermitano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Antica Focacceria S. Francesco, ancor prima che luogo di cultura, \u00e8 considerata luogo simbolo della gastronomia e dello <em>street food <\/em>siciliano. Basta mettersi in fila e scegliere tra panelle, crocch\u00e8, arancine e sfincione, involtini di melanzana o di pesce spada, timballo di anelletti al forno ma anche tra cannoli, cassate, granite e la pi\u00f9 recente torta Setteveli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prodotto di punta dell\u2019Antica Focacceria S. Francesco \u00e8, per\u00f2, la focaccia. La focaccia o <em>vastedda<\/em>, \u00e8 una pagnotta croccante fatta da farina bianca, acqua, pasta acida e sale che viene cotta nel forno a legna. Appena sfornata viene farcita e due sono le varianti tra cui scegliere, la versione <em>schietta o schetta, in cui la candida ricotta di pecora viene <\/em>bagnata nello strutto e condita con l\u2019aggiunta di trucioli di caciocavallo di Roccamena o di Godrano, cos\u00ec denominata perch\u00e9 il bianco della ricotta ricorderebbe il velo di una donna vergine che si dirige all\u2019altare vestita di bianco. C\u2019\u00e8 poi la versione <em>maritata<\/em>, quindi sposata, con l\u2019aggiunta di milza, polmone e trachea di vitello che vengono fatti bollire e poi insaporite nello strutto all\u2019interno del <em>tianu (il tegame, per i non siciliani) <\/em>e che vengono affettati quotidianamente in quantit\u00e0 industriali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il sapore della Focacceria \u00e8 anche quello della libert\u00e0, della lotta alla mafia e alle prevaricazioni. Tutti valori che si riflettono nella scelta di fornitori e collaboratori che condividano valori come correttezza e trasparenza e che con determinazione procedono verso la realizzazione di questi obiettivi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Alcuni aneddoti&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Vi siete mai chiesti perch\u00e9 Antica Focacceria S. Francesco proponga anche i sorbetti?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pare che l\u2019invenzione si debba sempre al suo fondatore Salvatore Alaimo che, in una afosa giornata estiva del 1851, si trovava seduto davanti alla Focacceria insieme all\u2019amico Alfredo Tutone. All\u2019epoca non esistevano i frigoriferi ma le neviere, luogo in cui si immagazzinava la neve presa dalle nevi perenni di Geraci Siculo, nelle Madonie. Salvatore Alaimo chiese alla moglie Sarina di portare un po\u2019 di neve che i due cominciarono a prendere col cucchiaio per rinfrescarsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amico Alfredo chiese a Salvatore Alaimo qualche goccia di <em>zamm\u00f9, <\/em>uno sciroppo a base di fiori di sambuco e anice, da miscelare alla neve fresca e da l\u00ec nacque il sorbetto all\u2019anice, o gelato d\u2019acqua, una delle specialit\u00e0 della Focacceria. Successivamente, dopo qualche sperimentazione con i limoni, nacque anche il rispettivo sorbetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La pasta della discordia&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Salvatore Alaimo, uomo coraggioso, curioso e temerario, decise di svelare al popolo diverse ricette dei piatti apprezzati dalla nobilt\u00e0 palermitana alla quale fu dedito per molti anni. Quella che dest\u00f2 pi\u00f9 scalpore fu la rivelazione, nel 1861, della ricetta della pasta con le sarde. Questo evento infatti port\u00f2 la nobilt\u00e0 dell\u2019epoca ad accusare alle autorit\u00e0 il cuoco, \u201creo\u201d di aver svelato e diffuso al popolo quella preparazione che fino a quel momento era riservata soltanto alle mense altolocate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La ricetta della pasta con le sarde \u00e8 rimasta immutata da allora e prevede l\u2019utilizzo di sarde fresche, finocchietto, qualche acciuga sott\u2019olio, cipolla, u(o)va passa, pinoli e zafferano, oltre all\u2019immancabile pan grattato, \u201ca muddica\u201d, per i siciliani!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Comu a vuole, schietta o maritata, (v)assa trase ca c\u2019<\/em> <em>ha conzo!&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Su questo tema, quello della focaccia o <em>pane ca\u2019 meusa <\/em>si fa sempre grande confusione. In origine la focaccia o <em>vastedda<\/em>, una pagnotta croccante fatta di farina bianca, acqua, pasta acida e sale cotta nel forno a legna, veniva preparata bagnando la ricotta di pecora nello strutto e farcita con l\u2019aggiunta di caciocavallo di Roccamena o di Godrano stagionato. Il colore candido della ricotta fece si che questa venisse chiamata <em>schietta o schetta <\/em>proprio come le giovani ragazze vergini che vestite di bianco andavano all\u2019altare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche tempo dopo, gli operai del mattatoio iniziarono a fornire ad Alaimo le interiora di manzo in cambio di pane. Il fondatore decise di aggiungere milza e polmone di manzo alla focaccia <em>schietta <\/em>e da questa unione nacque la focaccia <em>maritata<\/em>. Nino Alaimo allora invent\u00f2 uno slogan che i suoi collaboratori recitavano per attirare i clienti, con la classica \u201cabbanniata\u201d palermitana: <em>comu a vuole, schietta o maritata, vassa trase ca c\u2019ha conzo!&nbsp;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1834 il Principe di Cattolica cede al cuoco di corte Salvatore Alaimo la cappella del proprio palazzo di Piazza San Francesco a Palermo: nasce cos\u00ec l\u2019omonima Focacceria, coniugando le tradizioni umili del cibo di strada con l\u2019amore per la migliore cucina popolare siciliana. 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