{"id":17553,"date":"2022-04-29T15:58:09","date_gmt":"2022-04-29T13:58:09","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/?p=17553"},"modified":"2022-04-29T15:58:11","modified_gmt":"2022-04-29T13:58:11","slug":"world-press-photo-exhibition-2022-alla-gam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/world-press-photo-exhibition-2022-alla-gam\/","title":{"rendered":"WORLD PRESS PHOTO EXHIBITION 2022 alla GAM"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>World Press Photo Contest 2022<\/strong>, il pi\u00f9 importante concorso di fotogiornalismo al mondo, arriva a Torino: la mostra - con i suoi&nbsp;<strong>134 scatti<\/strong>&nbsp;- \u00e8 allestita&nbsp;<strong>dal 29 aprile al 18 settembre<\/strong>&nbsp;negli spazi della&nbsp;<strong>GAM - Galleria Civica d\u2019Arte Moderna e Contemporanea.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quest'anno i lavori premiati sono stati scelti tra i 64.823 candidati, tra fotografie e open format, realizzati da 4.066 fotografi provenienti da 130 paesi del mondo: si tratta di lavori firmati per le maggiori testate internazionali, come National Geographic, BBC, CNN, Times, Le Monde, El Pais che si contendono il titolo nelle diverse categorie del concorso di fotogiornalismo. Tutto \u00e8 iniziato nel 1955, quando un gruppo di fotografi olandesi organizz\u00f2 il primo concorso internazionale \"World Press Photo\". Da allora, l'iniziativa ha acquistato slancio fino a diventare il concorso fotografico pi\u00f9 prestigioso al mondo e la mostra di fotogiornalismo pi\u00f9 visitata: quest\u2019anno sar\u00e0 allestita in&nbsp;<strong>70 sedi in 30 paesi<\/strong>. Si stima che la mostra sar\u00e0 visitata da pi\u00f9 di tre milioni di persone a livello internazionale. Lo scorso anno, nonostante gli effetti e le restrizioni della pandemia, World Press Photo Torino \u00e8 stata la 17esima mostra pi\u00f9 visitata in Italia (classifica stilata dal Giornale dell'Arte, aprile 2022): ci\u00f2 ha permesso a Palazzo Madama, che ospitava l'esposizione, di essere il primo tra i musei torinesi nella classifica italiana (47\u00b0 posto grazie a 23696 accessi).<\/p>\n\n\n\n<p>La 66\u00aa edizione della&nbsp;<strong>World Press Photo Exhibition<\/strong>&nbsp;\u00e8 organizzata a Torino per il sesto anno consecutivo (le due ultime edizioni nella Sala del Senato di Palazzo Madama) grazie all\u2019impegno di&nbsp;<strong>Cime<\/strong>, partner della&nbsp;<strong>World Press Photo Foundation<\/strong>&nbsp;di Amsterdam e della&nbsp;<strong>Fondazione Torino Musei<\/strong>. Le foto vincitrici sono esposte nella sala mostre al primo piano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>A Torino siamo giunti alla sesta edizione, superando le tante difficolt\u00e0 di questi ultimi anni dovuti alla pandemia, raggiungendo importanti risultati e grande considerazione da parte dei torinesi che hanno premiato lo scorso anno l\u2019esposizione rendendola la mostra pi\u00f9 visitata del 2021 a Torino citt\u00e0 e la 17esima in Italia<\/em>&nbsp;- dice&nbsp;<strong>Vito Cramarossa<\/strong>, direttore di Cime -&nbsp;<em>Ringraziamo come sempre la Citt\u00e0 di Torino e, in particolare, la Fondazione Torino Musei che quest\u2019anno ci ospita alla GAM ossia in una delle gallerie d\u2019arte moderna e contemporanea pi\u00f9 prestigiose d\u2019Italia. La speranza \u00e8 che la mostra possa appassionare nuovamente Torino e stimolare, come sempre, i visitatori permettendo loro di conoscere tante storie confrontandosi con quello che accade nel mondo<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dopo il successo delle due precedenti edizioni a Palazzo Madama, la GAM ha ritenuto di ospitare questa nuova edizione di World Press Photo \u2013\u00a0<\/em>afferma\u00a0<strong>Riccardo Passoni<\/strong>, Direttore della GAM<em>\u00a0\u2013\u00a0 Il nostro museo ha infatti sempre mantenuto una attenzione specifica verso la fotografia, testimoniata nel corso della sua storia oltre che attraverso esposizioni recenti. E soprattutto tramite acquisizioni di artisti fotografi, presenti in numero consistente nelle collezioni. Questa mostra ha caratteristiche diverse, ma proprio per questo valeva la pena di pensarla entro le nostre mura, con l\u2019obiettivo di attrarre anche un pubblico nuovo, attento soprattutto ai temi della memoria e della natura, come si percepir\u00e0 in questa edizione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I vincitori<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>World Press Photo of the year<\/strong>&nbsp;lo scatto realizzato nella Scuola Residenziale di Kamloops dalla fotografa canadese&nbsp;<strong>Amber Bracken<\/strong>&nbsp;per il New York Times.&nbsp; Abiti rossi appesi a delle croci lungo una strada: commemorano i bambini morti alla Kamloops Indian Residential School, un'istituzione creata per i piccoli indigeni. In quel luogo, sono state scoperte circa 215 tombe. La Presidente della giuria globale Rena Effendi: \u00ab<em>\u00c8 un tipo di immagine che si insinua nella memoria, ispira una sorta di reazione sensoriale. Potevo quasi sentire la quiete in questa fotografia, un momento tranquillo di resa dei conti globale per la storia della colonizzazione, non solo in Canada ma in tutto il mondo<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il premio&nbsp;<strong>World Press Photo Story of the Year<\/strong>&nbsp;\u00e8 andato a \"Salvare le foreste con il fuoco\" di&nbsp;<strong>Matthew Abbott<\/strong>, Australia, un lavoro realizzato per National Geographic\/Panos Pictures. Al centro del racconto, un rito degli indigeni australiani che bruciano strategicamente la terra in una pratica nota come \u00abcombustione a freddo\u00bb: i fuochi si muovono lentamente, bruciano solo il sottobosco e rimuovono l'accumulo di residui vegetali che possono alimentare incendi pi\u00f9 grandi. Il popolo Nawarddeken di West Arnhem Land, in Australia, attua questa pratica da decine di migliaia di anni e vede il fuoco come uno strumento per gestire la propria terra natale di 1,39 milioni di ettari. I ranger di Warddeken combinano le conoscenze tradizionali con le tecnologie contemporanee per prevenire gli incendi, diminuendo cos\u00ec la CO2 per il riscaldamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p>Vincitore del premio&nbsp;<strong>World Press Photo long-term project award<\/strong>, invece, \"Distopia amazzonica\" di<strong>Lalo de Almeida<\/strong>, Brasile, per Folha de S\u00e3o Paulo\/Panos Pictures. Mostra come la foresta pluviale amazzonica sia gravemente minacciata dalla deforestazione, dall'estrazione mineraria, dallo sviluppo infrastrutturale e dallo sfruttamento di altre risorse naturali. Pesano anche politiche \"poco green\" del presidente Jair Bolsonaro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\"Il sangue \u00e8 un seme\" di&nbsp;<strong>Isadora Romero<\/strong>, Ecuador ha vinto la sezione video&nbsp;<strong>World Press Photo open format award<\/strong>.&nbsp; Attraverso storie personali, questo lavoro mette in discussione la scomparsa dei semi, la migrazione forzata, la colonizzazione e la conseguente perdita di conoscenze ancestrali. Il video \u00e8 composto da fotografie digitali e cinematografiche, alcune delle quali sono state scattate su pellicola 35mm scaduta e successivamente disegnate dal padre di Romero. In un viaggio nel loro villaggio ancestrale di Une, Cundinamarca, in Colombia, Romero esplora ricordi dimenticati della terra e dei raccolti e viene a conoscenza del fatto che suo nonno e la sua bisnonna fossero \"custodi dei semi\" e che coltivavano diverse variet\u00e0 di patate, di cui solo due si possono ancora trovare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>World Press Photo Contest 2022, il pi\u00f9 importante concorso di fotogiornalismo al mondo, arriva a Torino: la mostra - con i suoi&nbsp;134 scatti&nbsp;- \u00e8 allestita&nbsp;dal 29 aprile al 18 settembre&nbsp;negli spazi della&nbsp;GAM - Galleria Civica d\u2019Arte Moderna e Contemporanea.&nbsp; Quest'anno i lavori premiati sono stati scelti tra i 64.823 candidati, tra fotografie e open format, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":17554,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[190],"tags":[],"class_list":["post-17553","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17553","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17553"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17553\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17554"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}