{"id":20005,"date":"2026-09-18T16:41:48","date_gmt":"2026-09-18T14:41:48","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/?p=20005"},"modified":"2026-09-18T16:42:46","modified_gmt":"2026-09-18T14:42:46","slug":"t-rex-vs-t-rex-al-museo-nazionale-del-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/t-rex-vs-t-rex-al-museo-nazionale-del-cinema\/","title":{"rendered":"T. REX VS. T. REX al Museo Nazionale del Cinema"},"content":{"rendered":"\n<p>Dal&nbsp;<strong>19 novembre 2026 al 31 gennaio 2028<\/strong>, il&nbsp;<strong>Museo Nazionale del Cinema di Torino<\/strong>&nbsp;porta nel cuore della Mole Antonelliana la mostra&nbsp;<strong>T. rex vs. T. rex. Da fossili a icone del cinema<\/strong>, un&nbsp;evento espositivo spettacolare:&nbsp;due scheletri di T. rex saranno montati ed esposti uno di fronte all\u2019altro in un unico allestimento museale, trasformando l\u2019Aula del Tempio in uno spettacolare terreno d\u2019incontro tra paleontologia e cinema che racconta come il pi\u00f9 celebre e temuto dei dinosauri abbia conquistato l\u2019immaginario collettivo. La presenza dei due dinosauri \u00e8 stata resa possibile grazie alla collaborazione con la galleria&nbsp;<strong>Theatrum Mundi<\/strong>, che ha inoltre messo a disposizione una selezione degli oggetti esposti in mostra.<\/p>\n\n\n\n<p>Scienza e finzione, meraviglia e terrore, reperti e immagini si intrecciano in un percorso che attraversa oltre un secolo di storia del cinema e della cultura visiva, mostrando come una creatura estinta decine di milioni di anni prima della comparsa dell\u2019uomo sia diventata una delle presenze pi\u00f9 riconoscibili e potenti del grande schermo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c\u00c8 un incontro senza precedenti che trasforma il centro iconico del Museo in un luogo sospeso tra passato remoto e immaginario contemporaneo \u2013&nbsp;<\/em>sottolineano&nbsp;<strong>Enzo Ghigo&nbsp;<\/strong>e&nbsp;<strong>Carlo Chatrian<\/strong>, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema.&nbsp;<strong>T. rex vs. T. rex<\/strong><em>&nbsp;\u00e8 una sfida che un anno fa ci pareva impossibile e che oggi possiamo celebrare. Non solo portare in Italia due fossili, rarissimi, che incarnano la quintessenza del dinosauro simbolo di grandezza e potenza \u2013 ma anche, attraverso di loro, raccontare l\u2019essenza del cinema \u2013 macchina capace di dare forma e movimento all\u2019invisibile.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cCon questa mostra \u2013 dichiara il sindaco di Torino&nbsp;<strong>Stefano Lo Russo<\/strong>&nbsp;\u2013 il Museo Nazionale del Cinema conferma la propria capacit\u00e0 di proporre iniziative rivolte a pubblici diversi per et\u00e0 e interessi. \u00c8 un\u2019esposizione trasversale, che mette in dialogo scienza e cinema attraverso l\u2019immaginario della preistoria e dei dinosauri, da sempre molto presente sul grande schermo. Una proposta che arricchisce la programmazione del Museo e contribuisce all\u2019offerta culturale e all\u2019attrattivit\u00e0 della nostra citt\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cPortare nel cuore della Mole Antonelliana due fossili di T. rex per una mostra che d\u00e0 al Piemonte una nuova occasione per raccontare la propria capacit\u00e0 di produrre cultura, innovazione e attrattivit\u00e0 internazionale<\/em>&nbsp;\u2013 dichiara<strong>&nbsp;Alberto Cirio<\/strong>, presidente della Regione Piemonte.&nbsp;<em>\u00c8 particolarmente significativo che un progetto cos\u00ec originale nasca dall\u2019incontro tra il Museo Nazionale del Cinema e il Museo Regionale di Scienze Naturali, due istituzioni che, attraverso linguaggi diversi, contribuiscono a fare di Torino una citt\u00e0 sempre pi\u00f9 riconoscibile sulla scena culturale internazionale. \u00c8 un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni possa trasformare un grande evento in un\u2019opportunit\u00e0 per il territorio, capace di parlare a pubblici diversi e di rafforzare l\u2019offerta culturale e turistica del Piemonte.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL CONCEPT DELLA MOSTRA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con&nbsp;<strong>T. rex vs. T. rex<\/strong>, il Museo Nazionale del Cinema mostra per la prima volta nella Mole Antonelliana il tempo profondo della Terra, mettendolo a confronto con il tempo del cinema. I dinosauri sono l\u2019inizio e la fine del percorso espositivo, soggetto e oggetto di un percorso che d\u00e0 contorni all\u2019invisibile, a quello che non si \u00e8 mai visto e che si pu\u00f2 solo immaginare e provare a ricostruire.<\/p>\n\n\n\n<p>I due fossili di T. rex portati alla luce dopo oltre 60 milioni di anni di riposo nelle sabbie degli stati centrali degli USA \u2013 a certificare la loro origine \u00e8 il paleontologo Peter Larson \u2013 rappresentano una prima assoluta, non solo per Torino e per l\u2019Italia. Pochi sono gli esemplari di T. rex rinvenuti, tutti provenienti dagli Stati Uniti. A Torino saranno esposti in posizione di combattimento su una piattaforma alta 3 metri, appositamente progettata intorno all\u2019ascensore panoramico. Intorno a questi giganti di pietra, sulla rampa elicoidale si svilupper\u00e0 il percorso espositivo \u2013 curato da&nbsp;<strong>Gianni Canova e Stefano Boni<\/strong>, con la collaborazione di&nbsp;<strong>Giaime Alonge<\/strong>&nbsp;- che racconta il modo in cui la settima arte se ne \u00e8 impadronita e gli ha dato movimento, suono, colore.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c<\/em><strong>T. Rex vs. T. Rex<\/strong><em>&nbsp;non si limita a raccontare i dinosauri: racconta anche il modo in cui li abbiamo immaginati<\/em>&nbsp;\u2013 sottolinea&nbsp;<strong>Gianni Canova<\/strong>, co-curatore della mostra.&nbsp;<em>\u00c8 una mostra sull\u2019invenzione di un\u2019immagine che, pur fondata sulla scienza e sulle ricerche della paleontologia, non ha mai smesso di essere una costruzione culturale. Il percorso si muove avanti e indietro nel tempo per mostrare come i dinosauri siano stati contemporaneamente oggetto di paura e desiderio, fascinazione e terrore, epifania di un passato perduto che continua ad attrarci e inquietarci. Parlare di dinosauri significa parlare di un mondo e di un modo di rappresentarlo estremamente fluido e malleabile e, proprio per questo, profondamente contemporaneo\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cDue scheletri di T. rex nel cuore di un museo dedicato all\u2019arte dell\u2019immagine in movimento? Se il connubio pu\u00f2 sembrare bizzarro, \u00e8 solo perch\u00e9 non \u00e8 mai accaduto prima<\/em>&nbsp;\u2013 sottolinea&nbsp;<strong>Stefano Boni<\/strong>, co-curatore della mostra e conservatore capo del Museo Nazionale del Cinema.&nbsp;<em>Il rapporto tra cinema e scienza nasce ben prima dei Lumi\u00e8re, quando le lanterne magiche venivano utilizzate in ambito accademico e scolastico. Mostrare ci\u00f2 che non si \u00e8 mai potuto vedere \u00e8 sempre stata un\u2019ossessione dell\u2019uomo e il cinema, con la sua forza rappresentativa e immaginifica, ha progressivamente soddisfatto questa esigenza, superando anche i confini del reale. Arti figurative, letteratura e cinema hanno letteralmente inventato la preistoria a partire dai fossili e dalle tracce del passato. Ripercorrere la storia della settima arte attraverso la sua relazione con la paleontologia non \u00e8 quindi affatto bizzarro, ma necessario e sorprendente\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dalle prime rappresentazioni ottocentesche sui vetri per lanterna magica fino al cinema contemporaneo, il percorso attraversa oltre un secolo di immagini e invenzioni, raccontando anche l\u2019evoluzione degli effetti speciali. Props, manifesti, fotografie, sceneggiature, bozzetti, storyboard, animatronics, modelli originali, giocattoli e videogiochi, ricostruiscono l\u2019evoluzione dei dinosauri sul grande schermo: creature scientifiche e mostruose, attrazioni spettacolari e icone pop, ma anche metafore del rapporto tra uomo, natura, tecnologia e immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra, frutto di un lungo percorso di ricerca che ha coinvolto diverse prestigiose istituzioni con sede in 3 continenti diversi (Europa, America e Oceania), dedica particolare attenzione agli artisti che nel corso degli anni hanno contribuito a rappresentare il dinosauro sul grande schermo. Dal lavoro pionieristico del ceco&nbsp;<strong>Karel Zeman<\/strong>&nbsp;alle straordinarie creazioni in stop-motion di&nbsp;<strong>Ray Harryhausen<\/strong>, fino a&nbsp;<strong>Carlo Rambaldi<\/strong>, maestro italiano degli effetti speciali e premio Oscar; da&nbsp;<strong>Glen McIntosh<\/strong>, tra gli artefici delle creature della saga di&nbsp;<em>Jurassic World<\/em>, fino alle riletture ironiche e personalissime di&nbsp;<strong>Bruno Bozzetto<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Zerocalcare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra \u00e8 in collaborazione con la galleria aretina<strong>&nbsp;Theatrum Mundi di Luca Cableri<\/strong>: \u201c<em>l\u2019idea di far \u2018combattere\u2019 due T. rex mi \u00e8 venuta durante il periodo del covid e ho iniziato a parlarne con il mio socio americano. Non \u00e8 stato facile convincerlo. Abbiamo scelto il Museo Nazionale del Cinema di Torino in quanto luogo perfetto per combinare le mie due pi\u00f9 grandi passioni: gli oggetti originali del cinema e la paleontologia. La presenza contemporanea, nell'Aula del Tempio, di due esemplari originali di Tyrannosaurus rex rappresenta un traguardo scientifico straordinario: si tratta di&nbsp;<strong>scheletri lunghi circa 10 metri e pesanti una tonnellata ciascuno<\/strong>, composti da&nbsp;<strong>reperti fossili autentici<\/strong>. Questa eccezionale mostra, nata dalla collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, traccia un ponte tra paleontologia e settima arte. Nella mostra i rari fossili dialogano con una straordinaria selezione di oggetti di scena e cimeli cinematografici originali, alcuni dei quali provenienti dalla galleria Theatrum Mundi. Un percorso unico al mondo che celebra l'evoluzione del T. rex da gigante della preistoria a intramontabile icona della cultura pop globale\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA SCIENZA E LA PALENTOLOGIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La dimensione scientifica del progetto, sviluppata in collaborazione con il&nbsp;<strong>Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino<\/strong>, costituisce il punto di partenza di un percorso che indaga il modo in cui la ricerca si \u00e8 intrecciata con la produzione di un immaginario legata a queste creature. Fin dalle prime scoperte fossili del XIX secolo, infatti, i dinosauri hanno alimentato ipotesi e interpretazioni sulla loro anatomia, comportamento e evoluzione. Ogni nuova acquisizione scientifica ne ha progressivamente modificato l\u2019immagine, mentre letteratura, arti figurative e soprattutto cinema hanno trasformato queste creature scomparse in protagonisti dell\u2019immaginario collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cQuesta mostra nasce da una sinergia autentica tra due istituzioni che, pur appartenendo a mondi apparentemente distanti \u2014 la scienza e il cinema \u2014 condividono la stessa missione: raccontare, emozionare e far scoprire<\/em>&nbsp;- sottolinea&nbsp;<strong>Marco Fino<\/strong>, direttore del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.&nbsp;<em>La collaborazione ci ha permesso di intrecciare il rigore scientifico con la potenza narrativa e immaginifica che solo il linguaggio cinematografico sa offrire. Per rendere ancora pi\u00f9 concreto questo legame, presso il Museo di Scienze Naturali sar\u00e0 possibile ammirare l'esposizione straordinaria del Giganotosauro, di propriet\u00e0 del Museo, offrendo cos\u00ec al pubblico la possibilit\u00e0 di vivere l'esperienza dei dinosauri a Torino per tutto il 2027. Un lavoro comune, fatto di competenze diverse messe realmente a fattor comune, che testimonia come la collaborazione tra i musei torinesi possa generare progetti capaci di parlare a pubblici differenti, dagli appassionati di scienza ai cinefili, dalle famiglie alle scuole\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL KEY VISUAL<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cHo creato i due iconici T. rex interamente a mano. Mi sono letteralmente sporcata le mani, realizzandoli scaglia dopo scaglia con timbri intagliati a mano, con grande cura, pazienza e amore per il processo creativo. In un momento in cui le immagini vengono create sempre pi\u00f9 spesso artificialmente, sento che per me \u00e8 importante realizzare un\u2019immagine con le mie mani. La tecnica richiama in modo discreto i metodi tradizionali della stampa grafica e, a loro volta, le storiche locandine cinematografiche, che svolgono anch\u2019esse un ruolo importante nell\u2019esposizione. I due T. rex, rappresentati in rosso e blu, incarnano rispettivamente la \u00abMeraviglia\u00bb e il \u00abTerrore\u00bb. Osservandoli con attenzione si pu\u00f2 scoprire la Mole Antonelliana proprio al centro dei loro occhi: un piccolo dettaglio che lega queste due icone preistoriche al Museo Nazionale del Cinema e alla Citt\u00e0 di Torino\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Claudia Schramke<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Claudia Schramke (Berlino, 1985) \u00e8 un\u2019artista visiva e graphic designer con base a Berlino. La sua ricerca si muove tra immagine, illustrazione e design grafico, esplorando il rapporto tra arte e comunicazione attraverso idee visive incisive e tecniche artigianali. Il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e dal 2021 realizza le immagini ufficiali della Berlinale \u2013 Berlin International Film Festival.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal&nbsp;19 novembre 2026 al 31 gennaio 2028, il&nbsp;Museo Nazionale del Cinema di Torino&nbsp;porta nel cuore della Mole Antonelliana la mostra&nbsp;T. rex vs. T. rex. 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