{"id":6502,"date":"2015-04-28T15:45:23","date_gmt":"2015-04-28T13:45:23","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/?p=6502"},"modified":"2018-01-10T13:56:06","modified_gmt":"2018-01-10T12:56:06","slug":"gran-madre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/gran-madre\/","title":{"rendered":"Gran Madre"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><i>Dalla precollina al Parco del Valentino.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">A<\/span>h, la precollina. Non ce ne vogliano tutti gli altri, ma ci viene da dire che la zona che si estende intorno alla Gran Madre, e poi in su fino al verde pi\u00f9 verde delle colline \u00e8 proprio la pi\u00f9 bella di Torino. Ha sicuramente un suo fascino in autunno, col fogliame giallo degli alberi, ma per una passeggiata a piedi il periodo ideale \u00e8 indubbiamente la primavera o l'estate, quando la zona \u00e8 tutta un rigoglio di verde che viene illuminato dal riflesso del sole nel Po. Che vi dobbiamo dire? Siamo romantici. E poi, la zona intorno alla Gran Madre esprime esattamente il carattere sabaudo di Torino: molto elegante, quasi regale, ma un po' defilata dal centro, quasi nascosta. Perch\u00e9 i torinesi son cos\u00ec: l'ostentazione non va bene, meglio godere delle bellezze che si hanno in silenzio. Ed \u00e8 esattamente in silenzio che vi suggeriamo di farvi una passeggiata in zona Gran Madre, magari in una domenica soleggiata di met\u00e0 primavera. Magari, proprio la terza domenica del mese, quando nella piazza e in via Vitozzi si tiene il divertente mercatino \u201cEffetto Vintage\u201d: non aspettatevi per\u00f2 un mercato delle pulci, in una piazza cos\u00ec sabauda, qui si tratta di antiquariato vero. Una colazione in un bar elegante, e poi via, una passeggiata tra le boutique e le drogherie che riempiono le vie circostanti piazza Gran Madre, in una delle zone torinesi che pi\u00f9 ha mantenuto la sua anima di quartiere, pi\u00f9 vicina alle botteghe di un tempo che ai grandi supermercati della modernit\u00e0. Gi\u00e0 che siete nella piazza, poi, non potete non entrare a dare un'occhiata nella stupenda chiesa della Gran Madre di Dio. Certo, dall'esterno la chiesa neoclassica, con la sua architettura a Pantheon romano, vi sar\u00e0 sicuramente arcinota; ma dite la verit\u00e0: quante volte l'avete visitata all'interno? Se non l'avete mai fatto (o se non vi ricordate quando \u00e8 stata l'ultima volta), entrate dunque ad ammirare l'interno della maestosa cupola, e il foro nel pavimento che permette di vedere l'Ossario dei Caduti della Grande Guerra, contenente le ossa di circa cinquemila torinesi morti in battaglia. Fermatevi poi in cima alla scalinata e osservate meglio le statue che campeggiano ai due lati dell'ingresso: vi siete mai chiesti cosa stiano a simboleggiare? Alla vostra destra, con la croce in mano, c'\u00e8 la personificazione della Religione. A sinistra invece, con un calice rivolto a brindare verso il Po e verso il Ponte Vittorio Emanuele I, c'\u00e8 invece la Fede. Proprio quel calice \u00e8 stato negli anni oggetto di leggende: si dice infatti che stia ad indicare il punto dove \u00e8 sepolto il Sacro Graal. Nella bella stagione, salendo un po' su verso il verde della collina, una delle visite pi\u00f9 belle e meno battute dai turisti che si possono fare \u00e8 quella alla Villa della Regina (dal 1 marzo al 30 novembre, marted\u00ec-domenica 10-17), una splendida palazzina seicentesca (patrimonio dell'Umanit\u00e0 dell'Unesco) circondata da vigne e giardini e costruita dal principe Maurizio di Savoia sul modello delle ville romane.<\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">La regina che d\u00e0 il nome alla villa \u00e8 Anna d'Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II, che rinnover\u00e0<\/span>notevolmente l'architettura dell'edificio affidando i lavori alla guida di Filippo Juvarra. A lungo abbandonata e smembrata dalla guerra, la villa \u00e8 ritornata oggi all'antico splendore e merita certamente una visita, sia all'esterno (da cui si pu\u00f2 ammirare un magnifico panorama sulla citt\u00e0), sia all'interno, dove tra affreschi e quadri sono esposti quattro gabinetti cinesi in raffinato legno laccato e dorato. Se vi interessano le curiosit\u00e0 su questo suggestivo angolo di Torino, sappiate che potete anche fare un brindisi alla salute della Regina: le vigne che circondano la villa, infatti, sono tornate produttive dal 2008 e rendono circa 5mila bottiglie di Freisa Doc all'anno. Se invece siete astemi ma teledipendenti, sappiate invece che in questi scenografici giardini, l'anno scorso, \u00e8 stata girata la miniserie di Rai 1 \u201cLa Bella e la bestia\u201d, con Alessandro Preziosi e Blanca Suarez.<\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">Immerso nel verde, appena pi\u00f9 su di piazza Gran Madre, c'\u00e8 anche il famoso Monte dei Cappuccini. Un punto panoramico che regala una vista unica del centro di Torino, ma anche sede di un importante luogo di culto, il piccolo convento di Santa Maria al Monte, teatro \u2013 si dice \u2013 di un miracolo avvenuto nel 1640, quando i francesi provarono ad appropriarsi del colle ma, entrati nel<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>la chiesa per saccheggiarla, furono travolti da una lingua di fuoco. Sul piazzale della chiesa dei Cappuccini si trova anche il Museo Nazionale della Montagna \u201cDuca degli Abruzzi\u201d (dal marted\u00ec alla domenica dalle 10 alle 18, ingresso \u20ac 10), uno spazio espositivo che celebra i monti (non solo quelli piemontesi) e che propone spesso interessanti mostre temporanee. D'altronde, siamo o non siamo la citt\u00e0 delle Alpi che ha ospitato le Olimpiadi Invernali del 2006? Ma \u00e8 ora di scendere dalla collina, perch\u00e9 intorno alla Gran Madre c'\u00e8 molto da ammirare. Una passeggiata (o una corsa) sul Lungo Po, per esempio, sia dal lato del Parco Michelotti (che una volta, fino al 1987, ospitava lo zoo\u00a0di Torino e che promettono da Palazzo Civico risorger\u00e0 sotto forma di bioparco), sia dall'altro lato, meno frequentato e con il Castello del Valentino sullo sfondo. A proposito del Valentino, allungandosi un po' in questa direzione una chicca da non farsi scappare, spesso non segnalata nei principali circuiti turistici, \u00e8 l'orto botanico curato dall'Universit\u00e0 degli Studi di Torino, aperto dall'11 aprile all'11 ottobre e visitabile con visite guidate in partenza ogni ora (ingresso \u20ac 5). L'orto, frutto di quasi 200 anni di lavoro, \u00e8 nel periodo della fioritura un vero spettacolo: alberi, piante, coloratissimi fiori e ben tre serre: la prima dedicata alle piante tropicali, la seconda (la pi\u00f9 recente) alle piante sudafricane e l'ultima, che ospita le cosiddette piante succulente (termine che nulla ha a che vedere con la loro commestibilit\u00e0, ma che semplicemente indica<br \/>\nquelle che noi volgarmente definiamo \u201cpiante grasse\u201d). Davvero, che siate studiosi del genere o meno, questo angolo fiorito di Torino \u00e8 una vera gemma preziosa. Se invece scegliete di dirigervi dal lato opposto del Po, c'\u00e8 un altro piccolo tesoro nascosto della citt\u00e0 da visitare. Talmente nascosto che la propriet\u00e0 ci ha chiesto di evitare troppa pubblicit\u00e0, per lasciare le visite appannaggio dei soli appassionati. Noi cercheremo di rispettare la loro richiesta, segnalandovi per\u00f2 sottovoce che al numero 2 di via Napione potete trovare la Casa Museo dell'architetto e designer Carlo Mollino. Mollino \u00e8 autore degli interni di spettacolari case torinesi, nonch\u00e9 \u2013 ad esempio \u2013 dell'Auditorium Rai, del Palazzo degli Affari in piazzale Valdo Fusi, della Camera di Commercio Industria e Artigianato e della ristrutturazione del 1965 del Teatro Regio. La sua casa-museo, visitabile su appuntamento (e come abbiamo gi\u00e0 scritto, riservata agli appassionati di design e architettura) \u00e8 un vero gioiello che testimonia il suo genio e la sua grande creativit\u00e0. Tra architettura religiosa, regge sabaude, palazzi liberty e \u2013 last but not least \u2013 deliziosi negozi<br \/>\nin cui fare shopping, non possiamo che confermare la nostra passione per questa zona di Torino. Fateci un giro anche voi, e scommettiamo che ve ne innamorerete.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><i>di Valentina Dirindin<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla precollina al Parco del Valentino. Ah, la precollina. Non ce ne vogliano tutti gli altri, ma ci viene da dire che la zona che si estende intorno alla Gran Madre, e poi in su fino al verde pi\u00f9 verde delle colline \u00e8 proprio la pi\u00f9 bella di Torino. 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