{"id":6607,"date":"2015-06-17T11:54:50","date_gmt":"2015-06-17T09:54:50","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/?p=6607"},"modified":"2018-01-10T13:56:06","modified_gmt":"2018-01-10T12:56:06","slug":"san-salvario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/san-salvario\/","title":{"rendered":"San Salvario"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\" style=\"color: #5a9d81\"><i>Croce e delizia della citt\u00e0<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">D<\/span>elizia, per chi \u2013 specialmente in un'et\u00e0 compresa fra i venti e i trent'anni - qui passa i migliori sabato sera: tra locali, ristoranti, vinerie, cocktail bar e discoteche la zona brulica di cose da fare by night. Sfidate San Salvario, e scoprirete che le ore da piccole possono anche diventare minuscole. Croce, spesso, lo \u00e8 per i residenti del quartiere, che mal sopportano l'invasione di festaioli a tutte le ore. E allora perch\u00e9 continua a essere una zona richiestissima dove abitare? Perch\u00e9 San Salvario, \u00e8 bene ricordarlo, non \u00e8 solo vita notturna. Parliamo di uno dei quartieri pi\u00f9 interessanti della citt\u00e0, il luogo che ha fatto della sua multietnicit\u00e0 una risorsa culturale, e \u2013 non in ultimo \u2013 di una zona splendida, delimitata sul lato Est dal Po e dal Valentino. Un quartiere allegro, ricco di storia, pieno di cose da fare, da vedere, di posticini accoglienti dove fermarsi a bere un caff\u00e8 o a mangiare un piatto di pasta, prima ancora che tutto intorno parta l'ora dell'aperitivo, che segna il limite tra giorno e notte. Quindi, prendete la vostra bicicletta (perch\u00e9 il quartiere \u00e8 anche l'anima green e \u201calternativa\u201d della citt\u00e0) e provate a frequentare le vie di San Salvario di giorno: scoprirete una zona viva, vissuta, piena di botteghe di artigiani e negozi stravaganti e originali. Poi, ovviamente, fermatevi qui per l'aperitivo.<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\" style=\"color: #5a9d81\"><i>Anche i musei puntano all'originalit\u00e0<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">A San Salvario, il quartiere dove tutto \u00e8 nuovo e inaspettato, perfino i musei cercano di non essere banali. Da queste parti, infatti, ne trovate due fra pi\u00f9 strani non solo della citt\u00e0 ma \u2013 siamo pronti a scommetterci \u2013 dell'intera penisola. Entrambi hanno sede nel Palazzo degli Istituti Anatomici di via Giuria 15, e meritano una visita se non altro per la curiosit\u00e0 che suscitano.\u00a0<\/span>Il primo \u00e8 uno di quei posti che, ne siamo sicuri, si troverebbero in cima alla classifica dei luoghi dove non vorresti mai e poi mai trovarti da solo di notte. Stiamo parlando del museo dedicato all'antropologo torinese Cesare Lombroso, discusso e controverso studioso di criminologia. Le sue teorie (oggi giudicate del tutto prive di fondamento) sostenevano che le caratteristiche anatomiche degli esseri umani potessero identificarne l'attitudine criminale. Se volete verificare con i vostri occhi, in questo museo potete farlo. Qui sono infatti conservati scheletri, resti e volti di carcerati e detenuti dei manicomi criminali (pazientemente catalogati a seconda del reato commesso). Di certo, un'esposizione adatta a stomaci e menti poco impressionabili. Gli altri, potranno scegliere di visitare il secondo museo ospitato in questo palazzo: il museo della frutta. Se siete l\u00ec a pensare a che bisogno ci fosse di dedicare un museo alla frutta, \u00e8 perch\u00e9 non siete amanti del genere (male! Mai sentito dire quanto pu\u00f2 essere miracolosa una mela al giorno?). Altrimenti, adorereste la collezione di oltre mille \u201cfrutti artificiali plastici\u201d modellati a fine Ottocento da Francesco Garnier Valletti. I due musei (e un terzo, quello di anatomia umana, che si trova sempre nello stesso palazzo), sono aperti dal luned\u00ec al sabato dalle 10 alle 18. L'ingresso a un singolo museo costa 3 \u20ac (ridotto 1,50 \u20ac);\u00a0 per i tre musei si paga 7,50 \u20ac (4 \u20ac il biglietto ridotto).<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\" style=\"color: #5a9d81\"><i>Multietnica e multiculto <\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\" style=\"color: #000000\">San Salvario, come abbiamo detto, \u00e8 probabilmente il simbolo della Torino multietnica. Sar\u00e0 la vicinanza della stazione di Porta Nuova ma qui, fin dai tempi del boom della Fiat, si sono stabiliti gli emigranti in cerca di lavoro e di fortuna. Oggi, il quartiere \u00e8 riuscito (almeno in parte) a fare della sua diversit\u00e0 una risorsa, e a rendere la multietnicit\u00e0 un aspetto attrattivo della vita in zona: all'asilo e a scuola i bambini imparano lingue diverse, fioriscono le attivit\u00e0 culturali per favorire l'integrazione, i ristoranti etnici hanno grande fortuna.\u00a0<\/span>Ma chi pensa che questa caratteristica del quartiere sia una novit\u00e0 dell'ultimo periodo, dovrebbe ricredersi. \u00c9 l'architettura stessa della zona che ci racconta come questa sia nata per ospitare culture diverse. Tra queste vie convivono infatti da sempre religioni differenti, che qui hanno i loro luoghi di culto. Pensiamo ad esempio alla sinagoga che si trova in piazzetta Primo Levi. Inaugurata nel 1884, l'edificio fu la scelta di ripiego per la comunit\u00e0 ebraica, che inizialmente aveva commissionato il lavoro del suo nuovo tempio all'architetto Alessandro Antonelli. Il progettista possiamo dire che si fece un po' prendere la mano, ideando quella che oggi \u00e8 la Mole Antonelliana. Quando i costi e le dimensioni dell'edificio apparvero fuori misura alla comunit\u00e0 ebraica, si affid\u00f2 un nuovo progetto pi\u00f9 piccolo all'architetto Enrico Petitti. A pochi passi dal tempio israelitico, e precisamente in corso Vittorio 23, si trova poi il tempio Valdese. Una sobria chiesa in stile neoromanico, con all'interno un bellissimo pulpito con baldacchino in noce scolpito. Infine, a chiudere questo quadro multiculto, il quartiere \u00e8 ovviamente ricco di chiese cattoliche. C'\u00e8 la chiesa dei Santi Pietro e Paolo in piazza Saluzzo, molto attiva nella vita di quartiere (\u00e8 aperta anche di sera, per seguire i ritmi un po' nottambuli della piazza e strappare qualche adolescente alle vicine chupiterie); c'\u00e8 la chiesa di San Giovanni Evangelista, con adiacente l'istituto salesiano (sorto su espressa volont\u00e0 di don Bosco) e l'oratorio San Luigi, da sempre un punto di riferimento per i ragazzi e le famiglie del quartiere; e c'\u00e8 la chiesa del Sacro Cuore di Maria, ideata su ispirazione gotica dall'architetto Carlo Ceppi, che Natalia Ginzburg in Lessico Famigliare descrive (ingiustamente, diremmo) come \u201cuna brutta e grossa chiesa\u201d. Insomma, la compresenza in uno stesso quartiere di tanti luoghi di ritrovo per le comunit\u00e0 religiose diverse dimostra da quanto tempo la zona sia il rifugio di varie etnie, e da quanto tempo sia simbolo della pacifica convivenza delle une con le altre. Gi\u00e0 da molti anni prima che qui arrivassero i kebab.<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\" style=\"color: #5a9d81\"><i>Palazzi da scoprire <\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">Come spesso accade (e non solo a Torino), San Salvario \u00e8 uno di quei quartieri da girare con il naso all'ins\u00f9.\u00a0Tra strutture pi\u00f9 moderne e palazzi poco degni di nota, infatti, si nascondono qua e l\u00e0 veri gioielli dell'architettura, con caratteristiche e stili che ripercorrono l'intera storia della citt\u00e0. Solo su via Madama Cristina, per esempio, si avvicendano in un paio di isolati una serie di palazzi che vale la pena di vedere. Per dire, potreste fermarvi ad ammirarei draghi di ferro battuto che sorreggono la pensilina di vetro giallo che fa ombra al portone di via Madama Cristina 29, o i giganteschi pipistrelli che sorreggono<br \/>\ni balconi del palazzo di via Madama 19. Due di quelle particolarit\u00e0 architettoniche che contribuiscono a dare a Torino la fama di citt\u00e0 misteriosa e un po' gotica. <\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\" style=\"color: #5a9d81\"><i>Il Castello e il Parco del Valentino<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">Ma se San Salvario \u00e8 un quartiere cos\u00ec giovane, \u00e8 anche merito di ci\u00f2 che c'\u00e8 lungo il Po, che ne delimita uno dei lati. Partiamo dal Castello del Valentino, uno splendido palazzo del XVI Secolo inserito dal 1997 nella lista del patrimonio dell'umanit\u00e0 come elemento parte delle Residenze Sabaude. Oggi, pi\u00f9 che sabauda \u00e8 residenza universitaria, visto che ospita la facolt\u00e0 di Architettura del Politecnico. Insomma, un luogo di aggregazione\u00a0<\/span>di studenti che, nella bella stagione, una volta finito diligentemente di studiare, si riversano nei prati del Parco del Valentino a prendere il sole, a giocare a pallone, a fare jogging. Per poi, come tutti da queste parti, finire a prendere un aperitivo.<\/p>\n<p class=\"p1\"><i>di Valentina Dirindin<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Croce e delizia della citt\u00e0 Delizia, per chi \u2013 specialmente in un'et\u00e0 compresa fra i venti e i trent'anni - qui passa i migliori sabato sera: tra locali, ristoranti, vinerie, cocktail bar e discoteche la zona brulica di cose da fare by night. 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