{"id":9360,"date":"2018-03-11T16:25:59","date_gmt":"2018-03-11T15:25:59","guid":{"rendered":"https:\/\/shopinthecity.it\/?p=9004"},"modified":"2018-10-26T16:55:41","modified_gmt":"2018-10-26T14:55:41","slug":"ligabue-le-brave-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shopinthecity.it\/torino\/ligabue-le-brave-persone\/","title":{"rendered":"Ligabue, Le brave persone"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #5a9b81\"><em>Il cantautore di Correggio ha realizzato un film, il terzo, parlando di gente comune. Le storie private diventano spunti per riflettere sulla vita di tutti<\/em><\/span><\/p>\n<p>Il rito si \u00e8 ripetuto in diverse citt\u00e0 del Paese. La folla di fan attende pazientemente in sala l\u2019arrivo di Luciano Ligabue: quando compare, si solleva la ola disordinata di braccia e cellulari per immortalare il momento, ma di fatto pi\u00f9 per negarselo a vicenda. Il cantante di Correggio \u00e8 generoso come sempre e si presta a foto e strette di mano, facendosi largo con la voce tra i continui richiami del pubblico che lo invita a girarsi di qua e di l\u00e0 per un saluto personalizzato. Il suo film \u201cMade in Italy\u201d \u00e8 tratto e ispirato dall\u2019ultimo album omonimo uscito a fine 2016, che racconta in note bellezze e famigerate storture dello Stivale. La terza pellicola da regista esce dopo \u201cuna piccola pausa\u201d di 16 anni da \u201cDa Zero a Dieci\u201d, opera seconda dopo il folgorante esordio con \u201cRadiofreccia\u201d nel 1997. Sta incassando cifre da record e piace al pubblico che ritrova l\u2019attore feticcio di Ligabue, Stefano Accorsi, e vede protagonista la brava Kasia Smutniak. I due sono una coppia in crisi, che vive e cerca un senso in una cittadina emiliana eletta a luogo \u201ctipo\u201d dell\u2019Italia, dove un gruppo di amici sgomita per stare a galla, tra problemi professionali e personali. Speranze e difficolt\u00e0, redenzione e futuro, amicizia, tradimenti e tenacia quasi ottusa: c\u2019\u00e8 tutto lo spettro delle emozioni cantate dall\u2019artista nei suoi brani. Proprio la differenza tra esprimere determinate emozioni con la musica o attraverso un film \u00e8 spiegata bene da Ligabue con le prime parole in sala: \u201cCome alcuni di voi sapranno, in questo lasso di tempo tra il precedente film e questo, mi sono divertito. Nel senso che per me fare musica continua a essere un divertimento. Anche se nella carta d\u2019identit\u00e0 alla voce professione ho scritto musicista, in realt\u00e0 rimane una passione. Al contrario fare un film diventa mestiere\u201d. Un mestiere che lo ha impegnato per oltre due mesi di riprese in diversi luoghi dell\u2019Emilia, ma non solo, e che \u00e8 risultato faticoso per la natura stessa del cinema: \u201cHo un carattere per cui le emozioni devo viverle in diretta: per questa ragione il palco \u00e8 il luogo perfetto, perch\u00e9 l\u00ec sopra semplicemente fluiscono e sono libere di viaggiare, le vedo animarsi nel pubblico. C\u2019\u00e8 uno scambio immediato tra me e loro\u201d. Fare film richiede un processo molto pi\u00f9 articolato: \u201cS\u00ec, se si vuole arrivare al cuore delle persone. Paradossalmente devi lavorare molto di testa, per metterti l\u00ec e riuscire a fare in modo che quel pezzettino di riprese che non supera i 20-30 secondi abbia dentro tutto ci\u00f2 che vuoi dire. La difficolt\u00e0 ulteriore \u00e8 che non ci metti la faccia: questo difficile compito \u00e8 affidato ad altri, agli attori, a cui devi essere bravo a spiegare che cosa vorresti che venisse fuori. In pi\u00f9 bisogna capire se lo scambio tra di loro sul set funzioner\u00e0 cos\u00ec bene per originare un segmento di film da mettere in testa o in coda a un\u2019altra scena che girerai tra diverse settimane da un\u2019altra parte. \u00c8 un procedimento un po\u2019 diabolico, ma che questa volta mi ha sorpreso positivamente proprio nella parte pi\u00f9 impegnativa, il lavoro con gli attori. Fare il regista \u00e8 una fatica boia\u201d. Le dinamiche tra Ligabue, Accorsi e Smutniak, ma tutto il cast in generale, sembrano essere state molto fluide e funzionali: \u201cHo fatto un\u2019esperienza bellissima a questo giro: l\u2019intenzione di chiunque faccia film \u00e8 trasmettere delle emozioni create da un gruppo a un altro insieme di persone l\u00e0 fuori, rappresentato dal pubblico. Non \u00e8 affatto scontato che ci si riesca, perch\u00e9 quello che emoziona me pu\u00f2 non avere lo stesso effetto sugli altri, \u00e8 difficile avere un terreno comune. Per\u00f2 una cosa la so: noi abbiamo provato delle sensazioni eccezionali e se queste vibrazioni arriveranno anche al pubblico avremo raggiunto l\u2019obiettivo\u201d. Made in Italy \u00e8 un film che racconta stati d\u2019animo e storie di persone comuni, \u201cun film sentimentale, perch\u00e9 non penso che questa sia una brutta parola\u201d; ma \u00e8 anche un film che riflette sulla natura stessa dell\u2019Italia. \u201cSiamo un paese che \u00e8 impossibile non amare e di cui \u00e8 impossibile non odiare gli aspetti negativi mai risolti. Non c\u2019\u00e8 alcuna intenzione politica nel film, piuttosto quella di stare focalizzato su una persona e al limite capire quali condizionamenti della societ\u00e0 e della politica si ripercuotono sulla sua vita. Ma, soprattutto, non fornisco ricette o soluzioni\u201d. Scrivere canzoni e fare film non hanno niente in comune, seppur in questo caso si tratti di una sorta di unicum artistico che dura da circa tre anni: \u201cRappresentano due processi completamente diversi. \u00a0La canzone \u00e8 fatta di musica, di parole che stanno dentro una metrica, devono avere la forza di sintetizzare grandi concetti o sentimenti complessi con un grado di intensit\u00e0 che varia dalle strofe ai ritornelli, e talvolta fare anche rima. Dall\u2019altro lato hai una sceneggiatura per un film con dei limiti legati alla produzione: ad esempio ripenso all\u2019ippopotamo di Radiofreccia e alle conseguenze legate alla mia insistenza nell\u2019averlo voluto in scena\u2026\u201d. Protagonista principale del racconto \u00e8 Riko, kidult o giovane adulto della provincia emiliana che balla sul senso di precariet\u00e0 (vita, lavoro, affetti, casa, figlio, amici) senza sapere con certezza che cosa accadr\u00e0 domani. Ligabue, che di secondo nome fa Riccardo, non smentisce che sia una sorta di alter ego, di qualcuno che avrebbe potuto diventare se non avesse attraversato la sliding door una trentina di anni fa che lo ha condotto ad essere la star della musica che \u00e8 adesso. \u201cDa quando mi sono diplomato a quando sono diventato un cantante ho fatto tanti lavori diversi. E probabilmente ne avrei fatti ancora molti, avrei cambiato alla ricerca della soddisfazione e mosso da una irrequietudine di base. Ho la fortuna di avere un gruppo di amici storici, alcuni lo sono da quando avevo sei anni. Nelle loro storie di tutti i giorni noto la difficolt\u00e0 di rapportarsi con alcune storture di questo Paese\u201d. Un paese che, come racconta uno dei personaggi del film, offre visibilit\u00e0 e opportunit\u00e0 a chi sbraita e alza la voce e, al contrario, punisce le brave persone. Attraverso uno scrivere \u201cin lingua\u201d, come lo definisce Stefano Accorsi, Ligabue racconta il precario equilibrio per stare in piedi che affrontano ogni giorni questi eroi comuni. \u201cPerch\u00e9 anche loro due sono brave persone - racconta Kasia Smutniak a proposito del regista e del compagno di set \u2013 E quando ci siamo trovati a leggere le battute della sceneggiatura, mi sono persa per un momento a guardarli e a pensare che erano due ottimi compagni di viaggio. mi sono sentita molto fortunata\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cantautore di Correggio ha realizzato un film, il terzo, parlando di gente comune. Le storie private diventano spunti per riflettere sulla vita di tutti Il rito si \u00e8 ripetuto in diverse citt\u00e0 del Paese. 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