Centro Latte Rapallo e Centrale del Latte di Torino. Il grande lavoro della filiera del latte durante il lockdown

di Sabrina Roglio

Durante il lockdown tra coloro che non si sono mai fermati e che hanno continuato a lavorare c’erano il personale che ogni notte portava latte, uova, yogurt e formaggi dal centro di produzione ai supermercati, ipermercati ma anche e soprattutto nei negozi di prossimità da quelli in centro città fino a quelli sperduti in montagna o al mare. “Siamo riusciti a garantire un servizio nonostante le difficoltà – racconta Mario Restano direttore marketing del Centro Latte Rapallo e della Centrale del Latte di Torino e dobbiamo ringraziare tutti. Non c’è stato assenteismo, tutta la filiera ha continuato a lavorare al massimo”.

Il Centro Latte Rapallo e la Centrale del Latte di Torino fanno parte del Gruppo Centrale del Latte d’Italia che conta oggi 5 stabilimenti produttivi e circa 450 dipendenti.

Il Centro Latte Rapallo opera nel settore alimentare dal 1954 attraverso la produzione e commercializzazione di latte, derivati e alimenti freschi in tutta la Provincia di Genova ed anche le province di Savona e La Spezia con il marchio Tigullio. La Centrale del Latte di Torino nasce a Torino il 28 aprile 1950 grazie a un gruppo di operatori privati del settore e al Comune di Torino. Il suo marchio “storico” latte Tapporosso della Centrale è sinonimo di latte fresco, oggi la Centrale del Latte di Torino raccoglie giornalmente il latte crudo di circa 60 aziende agricole, localizzate prevalentemente nella provincia di Torino.

“Le due realtà hanno una storia comune – spiega Restano – pur nel dramma e nelle difficoltà si sono trovate pronte. Sono aziende che da sempre prestano attenzione alla sicurezza e alle normative igieniche nella raccolta, produzione e consegna di un prodotto primario come il latte”. Il processo produttivo è basato su un sofisticato sistema computerizzato e informatico per il controllo delle varie fasi di lavorazione del latte alimentare. Il ciclo di lavorazione delle aziende permette la consegna del prodotto fresco. Giornalmente il latte “crudo” giunge presso il Centro Latte Rapallo e la Centrale del Latte di Torino e viene trasformato entro 36 ore dall’approvvigionamento iniziale. “Questa nostra storia – continua Restano – ci ha consentito di gestire con una certa velocità i protocolli che arrivavano di giorno in giorno. Abbiamo costituito un gruppo emergenza Covid per gestire uffici e accesso alla raccolta del latte”.

“Durante la quarantena, se da un lato – racconta Restano – abbiamo visto una perdita di ordini dai clienti della ristorazione, dall’altro sono aumentate le vendite nei supermercati. In pochi giorni sono cresciute le richieste di uova, burro, ricotta e latte. Abbiamo avuto qualche difficoltà, poi risolte, nell’approvvigionamento degli imballaggi perché bloccati fuori Italia. E all’interno del comparto latte abbiamo notato un calo delle vendite del latte fresco a vantaggio di quello pastorizzato a lunga scadenza o Uht”.

Il Centro Latte Rapallo e la Centrale del Latte di Torino sin dalla Fase1 hanno dato una mano ai loro territori distribuendo migliaia e migliaia di confezioni di latte ai comuni e alle reti solidali del Piemonte e della Liguria. “Come Centro Latte Rapallo abbiamo anche deciso – racconta Restano – di lanciare un nuovo prodotto, la burratina Tigullio: era pronta e abbiamo pensato di dare un servizio in più al consumatore. Speriamo di riprendere anche a sponsorizzare gli eventi come le maratone. Sicuramente sosterremo sia in Liguria sia in Piemonte – conclude Restano – l’Estate ragazzi con le nostre classiche merende monodose”.

Abbiamo voluto raccontare le storie di alcuni produttori, negozianti, imprenditori e di come hanno reagito alla pandemia in corso. Alcuni non hanno mai smesso di lavorare, altri hanno cercato di reinventarsi, tutti hanno dovuto ripensare alla propria attività.

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